Diavolo Veste Prada 3, cast e regista valutano il possibile sequel
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Il Diavolo Veste Prada 3, cosa sappiamo davvero sul possibile sequel
Il cast storico de Il Diavolo Veste Prada – Anne Hathaway, Meryl Streep, Emily Blunt, Stanley Tucci – e il regista David Frankel hanno commentato a Entertainment Weekly l’ipotesi di un terzo film.
Le dichiarazioni arrivano mentre il secondo capitolo è nelle sale di tutto il mondo, con numeri al botteghino già molto solidi, soprattutto in Italia.
Gli interpreti si dicono disponibili a tornare nei panni di Miranda Priestly, Andy, Emily e Nigel, ma fissano condizioni precise di tempo e di qualità narrativa, lasciando la decisione finale ai risultati commerciali e alle strategie dello studio.
In sintesi:
- Cast principale favorevole a Il Diavolo Veste Prada 3, ma con tempi rapidi.
- Meryl Streep torna solo se il sequel non arriva tra vent’anni.
- Anne Hathaway lega il progetto agli incassi del secondo film.
- Il regista David Frankel vede ancora potenziale nei personaggi.
Le parole degli attori aprono uno spiraglio concreto sul futuro della saga.
Meryl Streep, con l’ironia che la contraddistingue, ammette che indosserebbe di nuovo i panni di Miranda Priestly, ma solo se il progetto non verrà rimandato troppo a lungo: “Non credo che possiamo aspettare altri 20 anni, dobbiamo farlo prima, perché potrei essere morta fra vent’anni”.
Anche Emily Blunt si dice pronta a tornare come Emily Charlton, a patto che fra un capitolo e l’altro passi il tempo necessario per raccontare un’evoluzione credibile dei personaggi, posizione condivisa da Stanley Tucci, che giudica un terzo film potenzialmente “molto divertente”.
Le condizioni per Il Diavolo Veste Prada 3 tra botteghino e creatività
Anne Hathaway introduce l’elemento più concreto: la sopravvivenza della saga dipenderà dai numeri.
“Il Diavolo Veste Prada 3? Spero di sì, mi sembra che ci sia ancora strada da esplorare, ma tutto dipenderà dal successo di questo secondo capitolo”, spiega l’attrice.
Al momento il box office sembra premiare il ritorno nel mondo dell’alta moda: solo in Italia il sequel ha già superato gli 11 milioni di euro (11.354.824 euro, 1.395.251 spettatori), dato che pesa nelle decisioni degli studios.
Dal punto di vista creativo, David Frankel mantiene un equilibrio prudente.
Ricorda che il primo film del 2006 incassò 327 milioni di dollari e conquistò due nomination agli Oscar, ma non vuole sbilanciarsi: “Vedremo cosa succede. È show business, può accadere di tutto. Vent’anni fa avevamo detto no, e invece eccoci qui. Non voglio dire sì adesso, ma sono personaggi ricchi, interpretati da attori straordinari e supportati da un’ottima sceneggiatura. Posso immaginare che possano continuare a vivere”.
Già nel 2021, per il quindicesimo anniversario del film, il regista aveva rivelato che un sequel era stato discusso fin da subito, ma allora prevalse l’idea che la storia fosse “completa”.
Perché un terzo capitolo sarebbe diverso dagli altri due
Un eventuale Il Diavolo Veste Prada 3 nascerebbe in un contesto radicalmente cambiato per moda, media e industria cinematografica.
Oggi il franchise può contare su un fandom intergenerazionale, sull’eco social delle citazioni di Miranda Priestly e sulla crescente centralità di temi come sostenibilità, diversity e potere delle piattaforme digitali nel fashion system.
Un nuovo film dovrebbe quindi aggiornare il racconto, mostrano cosa significhi dirigere una rivista (o un brand globale) nell’era degli influencer e dell’intelligenza artificiale, offrendo al tempo stesso un’evoluzione credibile per Andy, Emily e Nigel.
L’interesse dichiarato del cast e del regista, unito ai risultati del secondo capitolo, rende lo scenario di un terzo film realistico, ma vincolato a una sceneggiatura capace di superare la semplice operazione nostalgia.
FAQ
Ci sarà davvero Il Diavolo Veste Prada 3?
Al momento no, non è stato annunciato ufficialmente. Esiste però un interesse concreto di cast e regista, legato agli incassi del secondo film.
Perché Meryl Streep vuole tempi rapidi per il terzo film?
Perché, come ha scherzato lei stessa, tra vent’anni potrebbe non esserci più. Preferisce girare il sequel in tempi relativamente brevi.
Quanto ha incassato Il Diavolo Veste Prada 2 in Italia?
Attualmente il secondo film ha superato 11 milioni di euro al box office italiano, con oltre 1,39 milioni di spettatori paganti.
David Frankel è favorevole a un nuovo sequel della saga?
Sì, in modo prudente. Ritiene i personaggi ancora “ricchi” di storie, ma vincola tutto a una buona sceneggiatura e alle decisioni dello studio.
Quali sono le fonti delle informazioni su Il Diavolo Veste Prada 3?
Le informazioni derivano da una elaborazione congiunta delle fonti ufficiali Ansa.it, Adnkronos.it, Asca.it e Agi.it, rielaborate dalla nostra Redazione.



