Shiva accusa Belve e Francesca Fagnani di averlo manipolato

Shiva accusa Belve e Francesca Fagnani di averlo manipolato

24 Maggio 2026

Shiva accusa Belve e Rai Due: cosa è successo davvero

Il rapper Shiva, protagonista di una delle puntate più viste di Belve su Rai Due, ha criticato pubblicamente il programma e la conduttrice Francesca Fagnani.
Durante un concerto del tour nei palazzetti, a fine aprile 2026, ha dichiarato che in trasmissione avrebbero provato a “incastrarlo”, collegando la polemica al modo in cui sono stati affrontati i suoi testi più controversi.

Le sue parole arrivano dopo l’ospitata del 21 aprile, nella stessa puntata che aveva visto in studio anche Brigitte Nielsen ed Elettra Lamborghini. Il caso riapre il dibattito su limiti e responsabilità delle interviste televisive ai personaggi coinvolti in vicende giudiziarie e sull’uso delle liriche rap come materiale di accusa o difesa nel discorso pubblico.

In sintesi:

  • Shiva accusa Belve e Francesca Fagnani di aver tentato di “incastrarlo” in tv.
  • Lo sfogo arriva durante un concerto, con dedica polemica a Rai Due.
  • Lo scontro nasce da domande sui testi violenti e sessisti del rapper.
  • Il caso riaccende il dibattito su rap, responsabilità artistica e talk show.

Nel live in cui è esploso lo sfogo, Shiva ha chiesto al pubblico chi avesse visto la puntata di Belve, aggiungendo ironico: “Avete notato che hanno provato a incastrarmi? Ci provano sempre a incastrarmi. A parte gli scherzi, ora dedico questo a Rai Due”.

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Subito dopo ha eseguito “Bossoli”, brano del 2019 che usa immagini di sparatorie e bossoli come metafora di affermazione in un contesto ostile. Il riferimento musicale, dentro uno show sold out, ha trasformato la critica a Rai Due in un messaggio identitario verso i fan, ribadendo la percezione di essere sotto attacco mediatico e giudiziario.

La puntata in questione, con 1,7 milioni di telespettatori e l’11,4% di share, era stata già oggetto di discussione sui social per il tono dell’intervista e per la gestione dei passaggi sui testi violenti e sulle vicende giudiziarie del rapper, poi condannato a tre anni e sei mesi dopo l’ospitata.

Dall’invito a Belve Crime alle frasi sui testi contro le donne

Prima di sedersi davanti a Francesca Fagnani, Shiva era stato contattato per Belve Crime, spin-off dedicato ai casi giudiziari. Ha però scelto la versione classica del format: voleva, a suo dire, raccontarsi come artista “a tutto tondo”.

In trasmissione ha rivendicato il proprio ruolo nella scena rap: “Sono tra i tre migliori rapper, con Sfera al primo posto, poi Geolier. Subito dopo di me c’è Kid Yugi. Ha ammesso come difetto di essere “uno sciocco” e ha spiegato di temere più il rischio di non essere ricordato che il fallimento commerciale.

Il momento di frizione con la conduttrice è arrivato quando la Fagnani ha citato versi violenti verso le donne e un passaggio in cui si parla di una ragazza che non dà il consenso. Shiva ha reagito infastidito: ha definito quelle barre “rime invecchiate male”, frutto di uno “show” senza reale istigazione alla violenza, sostenendo di aver scritto “centinaia di testi profondi” ignorati dagli intervistatori.

La conduttrice ha letto un estratto da “Non È Easy”, brano del 2022, a fronte della versione del rapper che parlava di “rime del 2020” come se il tempo trascorso fosse sufficiente ad attenuarne il contenuto problematico.

Il disallineamento tra cronologia reale e narrazione dell’artista è diventato uno dei nodi critici del caso: da un lato un format noto per incalzare gli ospiti su contraddizioni e zone d’ombra; dall’altro un musicista che sente di essere ridotto solo ai suoi passaggi più controversi, invece che valorizzato per risultati artistici (oltre 60 dischi di platino).

La frase pubblica “hanno provato a incastrarmi” sposta il baricentro dal merito delle domande alla legittimità stessa del giornalismo d’inchiesta in prime time, alimentando una frattura ormai strutturale tra parte della scena rap italiana e l’informazione televisiva generalista.

Le conseguenze sul rapporto tra rap, tv generalista e opinione pubblica

Il caso Shiva–Belve evidenzia un conflitto crescente: il rap come linguaggio iperrealista, costruito su iperboli e immagini dure, contro una tv generalista che risponde a criteri di responsabilità editoriale e sensibilità sociale, soprattutto su consenso e violenza di genere.

Nei prossimi mesi sarà centrale capire se i talk-show continueranno a usare le liriche come “atto d’accusa” o se nasceranno format capaci di contestualizzare meglio il processo creativo, distinguendo finzione narrativa e biografia. Allo stesso tempo, per artisti come Shiva, la pressione di brand, piattaforme e pubblico potrebbe spingere verso una revisione consapevole del linguaggio, soprattutto quando riguarda donne e minori.

La polemica odierna potrebbe così trasformarsi in un laboratorio, più che in un semplice scontro personale, ridefinendo le regole non scritte tra scena urban, media pubblici e responsabilità culturale di chi fa numeri da mainstream.

FAQ

Perché Shiva ha attaccato Belve e Francesca Fagnani?

Shiva ha criticato Belve perché ritiene che l’intervista fosse impostata per “incastrarlo”, soprattutto sui testi violenti e sessisti.

Cosa ha detto Shiva sui suoi testi contestati sulle donne?

Shiva ha affermato che erano rime “invecchiate male”, pensate per lo show, negando qualsiasi volontà di istigare violenza sulle donne.

Che ruolo ha avuto la canzone Bossoli nello sfogo contro Rai Due?

Shiva ha dedicato “Bossoli” a Rai Due durante il concerto, usando il brano come simbolo di reazione agli attacchi mediatici.

La canzone Non È Easy è davvero così recente come contestato a Shiva?

Sì, “Non È Easy” è del 2022, quindi più recente rispetto alle “rime del 2020” cui Shiva faceva riferimento difensivo.

Da quali fonti è stata elaborata questa ricostruzione giornalistica?

Questa ricostruzione deriva da una elaborazione congiunta delle fonti ufficiali Ansa.it, Adnkronos.it, Asca.it e Agi.it opportunamente rielaborate dalla nostra Redazione.

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