David Rossi accuse ai pm e nuove ombre sulla verità giudiziaria

Nuove evidenze sul caso David Rossi: perché la Procura riapre tutto
Il caso di David Rossi, capo della comunicazione del Monte dei Paschi di Siena, morto il 6 marzo 2013 sotto l’ufficio di Rocca Salimbeni a Siena, torna al centro della scena giudiziaria italiana.
Secondo le nuove relazioni tecniche di Ris e medico legale, acquisite dalla Procura di Siena nel 2024, l’ipotesi di suicidio non regge più e prende corpo la pista dell’omicidio.
La svolta arriva anche grazie ai lavori della Commissione parlamentare d’inchiesta presieduta da Gianluca Vinci (FdI), che ha certificato gravi anomalie investigative e una ricostruzione giudiziaria fallace, aprendo scenari che toccano non solo la città di Siena ma l’intero sistema bancario italiano.
In sintesi:
- Le nuove perizie indicano che David Rossi non si sarebbe suicidato ma sarebbe stato ucciso.
- La Commissione parlamentare d’inchiesta rileva manipolazioni della scena del crimine e indagini carenti.
- La Procura di Siena valuta ora l’ipotesi di omicidio con possibili legami finanziari e criminali.
- Emergono riferimenti a ’ndrangheta e speculazioni sul Monte dei Paschi di Siena.
Le nuove perizie e le responsabilità contestate sulla morte di Rossi
Le relazioni tecniche acquisite dalla Procura descrivono Rossi come “sospeso fuori dalla finestra, col volto schiacciato tra il filo metallico e la barra anticaduta, trattenuto prima dai polsi e poi solo dal braccio sinistro”.
Una dinamica incompatibile con un gesto autolesionistico spontaneo e che rafforza la tesi della Commissione parlamentare: la scena del crimine fu profondamente alterata nelle ore successive alla morte.
La Commissione, guidata da Gianluca Vinci, ha approvato una relazione intermedia che smonta la precedente verità giudiziaria, nonostante la significativa assenza dei rappresentanti di Pd e Movimento Cinque Stelle, interpretata come segno di imbarazzo o timore politico.
Le immagini della caduta, giudicate “innaturali” dagli esperti, e il dato che *“se soccorso nei primi 20 minuti poteva salvarsi”* spingono a riconsiderare radicalmente quanto accaduto.
I tre pm che all’epoca sostennero la tesi del suicidio – Aldo Natalini, Nicola Marini e Antonino Nastasi – avevano cercato la via più semplice, etichettando il caso come dramma personale.
Il CSM li ha poi sostanzialmente “assolti” sul piano disciplinare, ma oggi quel giudizio entra in rotta di collisione con le nuove risultanze.
La svolta è accompagnata da un forte scontro pubblico. Matteo Renzi, ai microfoni di RadioLeopolda, parla di *“più grande scandalo degli ultimi 15 anni”* e accusa la prima inchiesta di aver “derubricato precipitosamente” il caso a questione privata.
Accanto a lui, la vedova Antonella Tognazzi, più volte indagata, definisce umiliante il suo percorso giudiziario; la figlia Carolina Orlandi resta “orfana anche di una verità che non sta in piedi”.
Il deputato Roberto Giachetti, direttore di RadioLeopolda e componente della Commissione, ringrazia Vinci per un lavoro condotto “oltre le appartenenze politiche”.
L’avvocato di famiglia Carmelo Miceli, ex parlamentare Pd, ha già depositato un’istanza di riapertura per omicidio, non contro ignoti.
La Procura, ora, deve ricostruire ciò che 13 anni di errori, omissioni e reticenze hanno stratificato, in un contesto dove la pressione locale – politica, economica, giudiziaria – è stata storicamente fortissima.
La Commissione annuncia inoltre un sopralluogo a Siena nel tredicesimo anniversario, con deposizione di una corona di fiori in memoria di Rossi, gesto dal forte valore simbolico per l’opinione pubblica.
Le piste investigative future tra finanza, ’ndrangheta e credibilità delle istituzioni
La nuova inchiesta della Procura si muove oggi su due direttrici principali: ricostruire con rigore scientifico la dinamica della morte di Rossi e verificare i possibili moventi collegati all’universo finanziario del Monte dei Paschi di Siena.
Le perizie sono considerate come “mollichine” da seguire, in parallelo a piste che incrociano criminalità organizzata e sistema bancario.
Una di queste conduce alla ’ndrangheta calabrese, alle grandi operazioni speculative che rischiavano di affondare una banca quasi millenaria.
In questo quadro si inseriscono le parole dell’avvocato calabrese Giancarlo Pittelli, imputato per ’ndrangheta, intercettato dai pm mentre afferma: *“È stato ucciso, se si scopre chi l’ha ammazzato…”*.
Si delinea un possibile intreccio tra interessi criminali, collusioni nei circuiti finanziari e silenzi istituzionali, con Siena come epicentro ma con ricadute nazionali.
Per la credibilità della magistratura, delle forze politiche e del controllo democratico sul sistema bancario, l’esito di questa riapertura d’indagine rappresenta un banco di prova decisivo.
FAQ
Chi era David Rossi e quale ruolo aveva in Mps?
David Rossi era il responsabile della comunicazione del Monte dei Paschi di Siena, figura chiave nei rapporti tra banca, media e istituzioni.
Perché oggi viene messa in dubbio l’ipotesi di suicidio?
L’ipotesi di suicidio è messa in dubbio perché le nuove perizie descrivono una dinamica di caduta incompatibile con un gesto autolesionistico volontario.
Cosa ha accertato la Commissione parlamentare sul caso Rossi?
La Commissione parlamentare ha accertato gravi anomalie investigative, alterazioni della scena del crimine e una ricostruzione iniziale non supportata da adeguate evidenze tecniche.
Quali potrebbero essere i possibili moventi dell’omicidio?
I possibili moventi riguardano il contesto delle crisi e speculazioni sul Monte dei Paschi di Siena e i presunti legami con interessi criminali organizzati.
Quali sono le fonti principali utilizzate per questo articolo?
L’articolo deriva da una elaborazione congiunta di notizie da Ansa.it, Adnkronos.it, Asca.it e Agi.it, rielaborate dalla nostra Redazione.
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Michele Ficara Manganelli ✿
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