Crans-Montana, indagini europee: interrogati Jacques Moretti e Jessica Maric, famiglie nel dolore e verità sospese
Indice dei Contenuti:
Procura europea e quadro delle indagini
Procura europea e magistratura italiana hanno acceso i riflettori sulla strage di Crans-Montana, aprendo un fascicolo per omicidio colposo, lesioni gravi e incendio. L’inchiesta, attivata dalla Procura di Roma dopo una comunicazione della Farnesina, affianca i procedimenti in corso in Svizzera, Francia e Belgio. Il rogo della notte di Capodanno ha provocato 40 morti, tra cui 6 italiani, e 116 feriti, di cui 14 connazionali.
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Il coinvolgimento della magistratura capitolina, competente per reati che riguardano cittadini italiani all’estero, conferisce al dossier una cornice transnazionale con scambio di atti, standard probatori condivisi e possibili rogatorie.
Il Belgio ha già offerto piena collaborazione alle autorità elvetiche, inclusa l’audizione di testimoni sul proprio territorio, mentre in Vallese la procuratrice generale Beatrice Pilloud coordina i primi riscontri tecnici su cause, responsabilità e catena dei soccorsi.
L’ambasciatore italiano in Svizzera Gian Lorenzo Cornado incontrerà il 12 gennaio 2026 la procuratrice del Canton Vallese per un aggiornamento operativo sui progressi investigativi e sulle esigenze di cooperazione giudiziaria.
Interrogatori di Jacques Moretti e Jessica Maric
Gli inquirenti hanno programmato gli interrogatori di Jacques Moretti e Jessica Maric, ritenuti testimoni chiave per la ricostruzione dei fatti di Crans-Montana. Le audizioni puntano a chiarire tempi, origini del rogo e eventuali falle nei protocolli di sicurezza, con verbali destinati allo scambio tra Svizzera, Italia, Francia e Belgio.
Le domande verteranno su gestione degli allarmi, vie di fuga, manutenzione degli impianti e catena dei soccorsi, con incrocio dei dati tecnici raccolti in Vallese e le segnalazioni dei sopravvissuti.
I magistrati intendono acquisire elementi su eventuali responsabilità individuali e aziendali, valutando omissioni e ritardi operativi, anche ai fini delle future rogatorie e di possibili misure cautelari transfrontaliere.
La verbalizzazione sarà tradotta e trasmessa tramite canali di cooperazione giudiziaria, con priorità a riscontri balistici-forensi sui materiali combusti e alla mappatura cronologica degli eventi nella notte di Capodanno.
FAQ
- Chi sono Jacques Moretti e Jessica Maric?
Testimoni ritenuti centrali per chiarire dinamica, tempi e responsabilità dell’incendio di Crans-Montana. - Perché gli interrogatori sono decisivi?
Servono a verificare allarmi, vie di fuga, manutenzioni e risposta dei soccorsi, con riscontri tecnici incrociati. - Quali paesi ricevono i verbali?
Svizzera, Italia, Francia e Belgio tramite cooperazione giudiziaria. - Che tipo di prove vengono correlate?
Documenti tecnici, testimonianze dei sopravvissuti, analisi forensi dei materiali e timeline dell’evento. - Possono emergere responsabilità penali?
Sì, si valutano condotte individuali e aziendali per omicidio colposo, lesioni e incendio. - Quali misure sono possibili dopo le audizioni?
Rogatorie, sequestri documentali e, se necessario, misure cautelari con valenza transnazionale.
Coordinamento internazionale e ruolo italiano
Il coordinamento tra Svizzera, Italia, Francia e Belgio procede su canali di cooperazione giudiziaria già attivi, con scambio tempestivo di atti e sincronizzazione delle perizie tecniche. L’iniziativa della Procura di Roma, attivata dopo la comunicazione della Farnesina, integra il lavoro della procura vallesana guidata da Beatrice Pilloud, assicurando interoperabilità investigativa e uniformità degli standard probatori.
Il Belgio ha formalizzato la disponibilità ad audire testimoni sul proprio territorio, mentre la componente italiana cura la raccolta delle deposizioni dei connazionali e la trasmissione dei riscontri medico-legali.
L’ambasciatore Gian Lorenzo Cornado vedrà il 12 gennaio 2026 la procuratrice del Canton Vallese per definire priorità operative: calendarizzazione degli interrogatori, catena di custodia dei reperti e canali di traduzione certificata dei verbali.
Il perimetro d’azione include richieste di assistenza giudiziaria, eventuali sequestri documentali transfrontalieri e la mappatura unificata della timeline dell’incendio, funzionale a verificare allarmi, vie di fuga e risposta dei soccorsi.
L’obiettivo è consolidare una base probatoria condivisa per accertare responsabilità individuali e aziendali, con particolare attenzione alle posizioni dei cittadini italiani coinvolti e alla tutela processuale delle vittime.
FAQ
- Qual è il ruolo dell’Italia nelle indagini?
La Procura di Roma coordina gli aspetti che riguardano cittadini italiani all’estero e scambia atti con le autorità elvetiche. - Quali paesi cooperano nell’inchiesta?
Svizzera, Italia, Francia e Belgio con canali di assistenza giudiziaria attivi. - Che cosa prevede l’incontro del 12 gennaio 2026?
Un aggiornamento operativo tra Gian Lorenzo Cornado e Beatrice Pilloud su priorità e scambio prove. - Come vengono gestiti i verbali e le traduzioni?
Tramite canali certificati, garantendo integrità, catena di custodia e uniformità linguistica. - Quali misure transfrontaliere sono ipotizzate?
Rogatorie, sequestri documentali e condivisione di perizie forensi. - Perché è rilevante la timeline unificata dell’incendio?
Serve a verificare allarmi, vie di fuga e tempi dei soccorsi per accertare responsabilità.
Famiglie delle vittime tra attesa e dolore
Le famiglie delle vittime di Crans-Montana vivono tra cordoglio e richieste di verità, in attesa di riscontri ufficiali su cause e responsabilità del rogo di Capodanno. I parenti degli italiani coinvolti, assistiti da legali e associazioni, chiedono accesso agli atti e tempi certi per identificazioni, perizie e riconsegna delle salme.
Le comunicazioni istituzionali passano attraverso la Farnesina e l’ambasciata italiana, con supporto psicologico e logistico per i rientri e la gestione delle pratiche. La priorità resta la trasparenza su allarmi, vie di fuga e soccorsi, elementi ritenuti decisivi per eventuali azioni civili e penali.
L’incontro del 12 gennaio tra Gian Lorenzo Cornado e la procuratrice del Vallese Beatrice Pilloud è atteso dai familiari come passaggio cruciale per aggiornamenti concreti sull’iter investigativo e sulle tempistiche di condivisione dei verbali.
FAQ
- Quali sono le principali richieste delle famiglie?
Accesso agli atti, tempi certi per perizie e riconsegna delle salme, massima trasparenza sulle cause. - Che tipo di supporto ricevono i parenti delle vittime?
Assistenza consolare, supporto psicologico e aiuto logistico per rientri e pratiche. - Perché è rilevante l’incontro del 12 gennaio?
Per ottenere aggiornamenti ufficiali su indagini, verbali e tempistiche. - Quali aspetti tecnici interessano i familiari?
Funzionamento degli allarmi, vie di fuga disponibili e tempi dei soccorsi. - Come incide l’inchiesta italiana?
Garantisce tutela ai cittadini italiani coinvolti e facilita lo scambio di atti con la Svizzera. - Quali azioni legali sono allo studio?
Valutazione di cause civili e penali sulla base degli esiti delle perizie e dei verbali investigativi.




