Crans-Montana avverte Moretti: il retroscena che svela il monito che nessuno si aspettava
Indice dei Contenuti:
Accuse e testimonianze
Jean-Daniel Clivaz, ristoratore di Crans-Montana, ha accusato pubblicamente Jacques Moretti durante la trasmissione “Quarta Repubblica” su Rete 4, collegando i lavori del 2015 al rischio poi esploso nel rogo del bar Constellation nella notte di Capodanno. Clivaz sostiene di aver avvertito Moretti sui materiali impiegati, invitandolo a “fare attenzione” durante la ristrutturazione.
▷ Lo sai che da oggi puoi MONETIZZARE FACILMENTE I TUOI ASSET TOKENIZZANDOLI SUBITO? Contatto per approfondire: CLICCA QUI
Secondo il racconto, Moretti avrebbe replicato garantendo “tutte le precauzioni necessarie”. Clivaz ribadisce che la schiuma installata al soffitto era nota come potenzialmente pericolosa e che l’uso sarebbe stato effettuato nonostante il divieto.
In un’ulteriore testimonianza al quotidiano 24 Heures, il ristoratore afferma che i lavori furono “interamente eseguiti dai Moretti” e che la comunità locale li vide all’opera. L’affermazione, se confermata, rafforzerebbe l’ipotesi di una consapevolezza pregressa del rischio.
Responsabilità e materiali
Le dichiarazioni di Jean-Daniel Clivaz puntano il foco sulla scelta e posa della schiuma fissata al soffitto del bar Constellation, indicata come elemento critico nella dinamica dell’incendio. Il riferimento ai lavori del 2015 e all’uso di materiali non conformi porta a valutare la catena delle responsabilità nella ristrutturazione.
Secondo la ricostruzione, i lavori sarebbero stati eseguiti “interamente dai Moretti”, con posizionamento della schiuma non autorizzato. Questo dettaglio, se verificato, incide sulla qualificazione della condotta rispetto alle norme antincendio e agli standard edilizi.
Il nodo tecnico riguarda la reazione al fuoco della schiuma e l’eventuale assenza di certificazioni idonee, che avrebbero richiesto materiali a bassa propagazione di fiamma e corretta compartimentazione. La presenza di un materiale espanso in ambiente chiuso, senza adeguati trattamenti ignifughi, può accelerare sviluppo di fumi tossici e flashover.
La responsabilità potrebbe estendersi a chi ha deciso, installato e collaudato i materiali, inclusa la verifica documentale su schede tecniche e conformità normativa.
Resta centrale accertare se vi sia stata consapevolezza del rischio e se siano state ignorate prescrizioni o pareri tecnici.
L’eventuale tracciabilità degli acquisti, delle fatture e dei capitolati di ristrutturazione sarà determinante per stabilire ruoli, controlli omessi e profili di colpa o dolo.
Possibili conseguenze legali
Le ipotesi accusatorie potrebbero evolvere da omicidio colposo a omicidio con dolo eventuale se venisse provata la consapevolezza del rischio legato ai materiali installati nel bar Constellation. In tale scenario, la normativa penale svizzera prevede pene fino a 20 anni di reclusione, con un marcato incremento della responsabilità personale.
La qualificazione giuridica dipenderà dalla prova di conoscenza del pericolo e dall’accettazione del rischio, desumibili da avvertimenti ricevuti, scambi documentati e scelte operative durante i lavori del 2015.
Determinanti saranno perizie su reazione al fuoco, conformità delle forniture e tracciabilità delle decisioni tecniche, oltre a eventuali omissioni nei controlli e nelle autorizzazioni.
L’inchiesta potrebbe estendersi a chi ha partecipato alla ristrutturazione, valutando concorso di persone e responsabilità a catena per posatori, fornitori e supervisori.
La presenza di divieti noti o prassi difformi dalle norme antincendio inciderebbe sull’aggravamento del titolo di reato e sull’entità delle pene accessorie, comprese interdizioni e risarcimenti civili alle vittime.
La raccolta di testimonianze, fatture, capitolati e comunicazioni pregresse costituirà l’asse probatorio per definire volontà, previsione dell’evento e grado di accettazione del rischio.
FAQ
- Qual è il reato ipotizzato più grave? Omicidio con dolo eventuale, punibile fino a 20 anni.
- Da cosa dipende il passaggio dal colposo al dolo eventuale? Dalla prova di consapevolezza del rischio e della sua accettazione.
- Quali prove sono centrali? Perizie tecniche, documenti di fornitura, autorizzazioni, testimonianze e scambi pregressi.
- Chi può essere coinvolto? Decision maker, installatori, fornitori e eventuali supervisori dei lavori del 2015.
- Quali conseguenze civili sono possibili? Risarcimenti alle parti offese e misure accessorie come interdizioni.
- Il contesto normativo quale peso ha? La violazione di norme antincendio e edilizie aggrava la qualificazione giuridica.
- Qual è la fonte giornalistica citata? Dichiarazioni riprese da “Quarta Repubblica” (Rete 4) e dal quotidiano “24 Heures”.




