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Condividereste i dati personali per un vantaggio immediato?

7 Marzo 2017

Dati personali: il 28% degli italiani li condividerebbe in cambio di vantaggi e servizi, secondo una ricerca condotta da GfK.  In Italia gli utilizzatori di internet, soprattutto i trentenni, ma non i giovanissimi sotto i vent’anni, sono disposti un po’ più della media dei cittadini di altri Paesi a rendere pubblici i propri dati in cambio di qualcosa. E voi? Condividereste i vostri dati personali in cambio di un vantaggio immediato?

Sulla protezione della privacy per chi naviga su internet siamo tornati a discutere molte volte. Nonostante la delicatezza dell’argomento e nonostante tutti i consigli degli esperti del web, un numero sempre maggiore di persone invece condividerebbe i propri dati personali con brand e retailer, purché vengano retribuiti con servizi, promozioni, o anche solo con un’esperienza di acquisto più rapida e personalizzata.

Dall’indagine internazionale GfK – che ha coinvolto oltre 22.000 persone di 17 Paesi – risulta che circa un quarto degli intervistati (27%) si è dichiarato d’accordo con la possibilità di condividere i propri dati personali in cambio di servizi e vantaggi. Solo il 19% delle persone ha dichiarato di essere totalmente in disaccordo con questa ipotesi.

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Le risposte degli italiani si collocano leggermente al di sopra della media internazionale: il 28% degli intervistati è propenso a divulgarli in cambio di vantaggi vari ed eventuali. Questa percentuale non varia tra uomini e donne, mentre emerge chiaramente come i più favorevoli alla condivisione dei dati siano i trentenni (32%), seguiti dalle fasce d’età 20-29 anni (31%) e 40-49 anni (30%).

I meno favorevoli sono gli over 60 con il 24%, mentre a sorpresa i più giovani sono quelli che esprimono maggiori perplessità: nella fascia d’età 15-19 anni ben il 31% degli intervistati è in disaccordo. Forse l’educazione nelle scuole e nelle famiglie ha iniziato a dare i suoi frutti: se i liceali diffidano del web e preferiscono non lasciare troppe tracce sensibili, anche il cyberbullismo potrebbe avviarsi a essere sconfitto.

Quelli di età compresa tra 30-40 accetterebbero più probabilmente di condividere i dati a fronte di vantaggi anche in Paesi come Cina, Messico e Russia, mentre secondo la ricerca sono Paesi come
Germania, Francia e Brasile dove si trova la maggiore percentuale di persone non disposte a condividere i propri dati.

I Paesi in cui si è svolta l’indagine sono: Argentina, Australia, Belgio, Brasile, Canada, Cina, Francia, Germania, Italia, Giappone, Messico, Paesi Bassi, Russia, Corea del Sud, Spagna, Regno Unito e Stati Uniti d’America.


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Paolo Brambilla

Consigliere Ordine dei Giornalisti di Lombardia. PhD, MBA, CPA, MD

Paolo Brambilla, bocconiano, ha seguito il mondo economico-finanziario per molti anni. Giornalista pubblicista dal 1993. Direttore responsabile di LMF La Mia Finanza Sostenibile. Direttore responsabile di Trendiest Media Agenzia di stampa e Consigliere dell'Ordine dei Giornalisti di Lombardia, scrive di finanza, cultura e innovazione digitale su varie testate. Rotariano, è stato Assistente del Governatore del Distretto 2041 e tuttora é un membro di Spicco del Rotary Milano 2041.

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