Commercio globale accelera con l’intelligenza artificiale ma pesa il nodo Taiwan

Ai e dazi, come cambia il commercio mondiale tra crescita e nuovi rischi
Nel 2025, nonostante la guerra commerciale avviata da Donald Trump con nuovi dazi reciproci, il commercio internazionale è cresciuto del 4%, superando il Pil mondiale (+3,3%).
Al centro di questa accelerazione ci sono i beni legati all’intelligenza artificiale, che spiegano oltre metà dell’espansione degli scambi globali.
L’analisi è stata illustrata a Venezia dal governatore della Banca d’Italia Fabio Panetta al 32° Congresso Assiom Forex, facendo emergere però anche rischi strutturali: dall’“Ai divide” tra Paesi ricchi e poveri, fino al possibile impatto dell’Ai su occupazione e coesione sociale.
Secondo i dati della Wto, restrizioni e dazi sui beni strategici per l’Ai – semiconduttori, hardware e materie prime critiche – stanno già ridisegnando le catene globali del valore, mentre la concentrazione della produzione di chip a Taiwan espone l’economia mondiale a un rischio sistemico senza precedenti.
In sintesi:
- Il commercio mondiale 2025 cresce del 4%, trainato dai beni legati all’intelligenza artificiale.
- I dazi Usa hanno pesato soprattutto su consumatori americani, contribuendo all’inflazione sopra target.
- L’Ai può ampliare il commercio globale, ma rischia di acuire un profondo “Ai divide”.
- Il 97% dei chip avanzati è prodotto a Taiwan, nodo critico per la sicurezza economica globale.
Commercio, intelligenza artificiale e dazi: numeri chiave e squilibri emergenti
Fabio Panetta ha quantificato l’effetto dei dazi Usa: circa il 90% dell’onere è rimasto fuori dagli esportatori stranieri, ricadendo soprattutto su imprese e consumatori statunitensi.
I dazi avrebbero aggiunto oltre mezzo punto percentuale all’inflazione Usa, ancora sopra l’obiettivo della Federal Reserve, dopo una fase iniziale in cui i margini delle aziende avevano assorbito parte dei costi.
Parallelamente, il commercio globale dei beni che abilitano l’intelligenza artificiale – dai semiconduttori all’hardware specializzato, fino alle terre rare – ha raggiunto nel 2023 i 2.300 miliardi di dollari ed è cresciuto del 20% annuo nella prima metà del 2025, sostenendo in particolare le esportazioni asiatiche.
Per il Wto, il mercato complessivo dell’Ai (hardware e servizi) potrebbe arrivare a 4.800 miliardi di dollari entro il 2033 e spingere il commercio globale fino al 37% in più entro il 2040 in scenari favorevoli.
Queste proiezioni restano però condizionate da infrastrutture digitali, regole sugli scambi e sicurezza geopolitica, in un contesto in cui le restrizioni quantitative sui beni Ai sono salite da 130 (2012) a quasi 500 nel 2024, soprattutto nelle economie avanzate e medio redditizie.
Ai divide, lavoro e rischio Taiwan: le prossime faglie della globalizzazione
Il World Trade Report 2025 avverte che, senza politiche inclusive, l’Ai rischia di accentuare il divario tra economie avanzate e Paesi poveri.
Nel 2024, il 60% dei datacenter era concentrato tra Stati Uniti ed Europa, solo il 25% in Asia; in molte economie a basso reddito i dazi sui beni Ai arrivano al 45%, consolidando l’“Ai divide”.
Secondo il Wto, se i Paesi a basso e medio reddito dimezzassero il gap infrastrutturale digitale, i loro redditi potrebbero crescere rispettivamente del 15% e 14%, con esportazioni in aumento fino all’11%.
La direttrice generale Ngozi Okonjo-Iweala sollecita robuste politiche interne per formazione, riqualificazione e protezione sociale, avvertendo che *“l’Ai potrebbe stravolgere il mercato del lavoro, trasformando alcuni lavori e soppiantandone altri”*.
Sul piano geopolitico, la concentrazione del 97% dei chip di fascia alta a Taiwan, ricordata dal segretario al Tesoro Usa Scott Bessent, rende esplosiva la rivalità Stati Uniti-Cina sui semiconduttori.
Nonostante il Chips Act di Joe Biden e le minacce di dazi di Donald Trump, entro il 2030 gli Usa produrranno solo circa il 10% dei semiconduttori globali, con costi oltre il 25% superiori rispetto alle aziende taiwanesi e spesso con tecnologia meno avanzata.
Un eventuale attacco cinese o blocco navale su Taiwan avrebbe, secondo gli analisti, impatti economici globali più gravi della crisi Covid, mettendo in discussione l’intera architettura della globalizzazione digitale.
FAQ
Quanto è cresciuto il commercio mondiale nel 2025 nonostante i dazi Usa?
Nel 2025 il commercio mondiale è aumentato del 4%, superando la crescita del Pil globale, stimata al 3,3% su base annua.
Chi ha pagato di più i dazi introdotti dagli Stati Uniti?
Secondo Fabio Panetta, l’onere dei dazi è ricaduto soprattutto su imprese e consumatori americani, contribuendo per oltre mezzo punto all’inflazione Usa.
Qual è oggi il peso di Taiwan nella produzione globale di chip avanzati?
Attualmente circa il 97% dei semiconduttori di fascia alta è prodotto a Taiwan, rendendo l’isola un nodo critico sistemico.
Come può l’Ai favorire i Paesi a basso e medio reddito?
L’Ai può aumentare l’export fino all’11% se questi Paesi dimezzano il divario infrastrutturale digitale, con redditi in crescita fino al 15%.
Da quali fonti sono stati elaborati i dati e le analisi dell’articolo?
L’articolo deriva da un’elaborazione congiunta di contenuti ufficiali Ansa.it, Adnkronos.it, Asca.it e Agi.it, rielaborati dalla nostra Redazione.
DIRETTORE EDITORIALE
Michele Ficara Manganelli ✿
PUBBLICITA’ – COMUNICATI STAMPA – PROVE PRODOTTI
Per acquistare pubblicità CLICCA QUI
Per inviarci comunicati stampa e per proporci prodotti da testare prodotti CLICCA QUI



