Chiara Ferragni nel mirino: assoluzione di Fabio Maria Damato e quella frecciata che cambia lo scenario
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Assoluzione nel caso pandoro
Fabio Maria Damato, ex manager e braccio destro di Chiara Ferragni, è stato assolto insieme all’imprenditrice nel cosiddetto “caso pandoro”. La decisione è arrivata dalla terza sezione penale del Tribunale di Milano, presieduta dal giudice Ilio Mannucci Pacini. Il procedimento ha visto la riqualificazione dell’ipotesi di reato in truffa semplice, poi dichiarata estinta.
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Il verdetto chiude una vicenda giudiziaria seguita con forte attenzione mediatica, iniziata con l’onda lunga dello scandalo che aveva travolto l’immagine della creatrice digitale e del suo ex collaboratore. La posizione di entrambi è stata definita con il proscioglimento, che ha determinato la fine del processo senza condanna.
Per Damato l’accusa aveva chiesto un anno e otto mesi, ma l’evoluzione del quadro giuridico ha portato al non luogo a procedere. La vicenda giudiziaria si era intrecciata con la rottura professionale tra i due, avvenuta all’indomani dell’esplosione del caso mediatico, e con l’uscita di scena di Damato dall’azienda nel 2024.
La sentenza segna un punto fermo dopo due anni di polemiche, posizionando la conclusione sul piano strettamente giudiziario: nessuna responsabilità penale residua per i protagonisti, e archiviazione sostanziale del dossier legato al prodotto solidale oggetto dell’indagine.
Lo sfogo di Damato e la frecciata a Ferragni
Dopo il verdetto, Fabio Maria Damato ha rotto il silenzio con un lungo messaggio su Instagram, definendo gli ultimi due anni come un periodo di dolore, sospensione e spaesamento. Ha spiegato di aver scelto il silenzio per rispetto delle autorità e delle persone coinvolte, rivendicando la propria correttezza professionale e umana.
Ha sottolineato di aver sempre confidato nella giustizia e di vedere oggi ripristinata la sua reputazione, usando toni misurati ma netti. Nel passaggio più incisivo, ha evocato la costruzione di una “storia imprenditoriale e socio-culturale pionieristica”, studiata anche all’estero, criticando chi l’avrebbe “cancellata in un soffio”.
Pur senza citare Chiara Ferragni per nome, il riferimento all’ex partner professionale è apparso evidente agli osservatori. Damato ha ringraziato pubblicamente amici, ex colleghi e la famiglia, parlando di una “morbosità disumana” subita nel dibattito pubblico.
Nel finale del messaggio ha dedicato il risultato al padre scomparso, incorniciando la propria vicenda come prova di resilienza. Il post è stato interpretato come un atto di riscatto personale e professionale, a suggello dell’assoluzione.
Il manager, uscito dall’azienda nel 2024, ha poi avviato la sua nuova realtà, Brave, focalizzata su consulenza in moda e spettacolo, segnando una netta discontinuità rispetto al passato.
Le ragioni giuridiche del proscioglimento
Il Tribunale di Milano ha escluso l’aggravante della “minorata difesa dei consumatori online” proposta dalla Procura, impedendo di qualificare il fatto come truffa aggravata perseguibile d’ufficio. Senza tale aggravante, il reato è stato riqualificato in truffa semplice, per la quale è necessaria la querela di parte.
Poiché circa un anno fa il Codacons ha ritirato la denuncia dopo un accordo risarcitorio con Chiara Ferragni, è venuto meno il presupposto processuale per proseguire l’azione penale. Il giudice Ilio Mannucci Pacini ha quindi disposto il proscioglimento per estinzione del reato.
Per Fabio Maria Damato era stata avanzata una richiesta di condanna a un anno e otto mesi, ma l’assenza dell’aggravante ha reso inammissibile il procedimento in assenza di querela pendente. L’effetto pratico è stato la chiusura del fascicolo senza accertamento di responsabilità penale.
FAQ
- Qual è il motivo giuridico principale del proscioglimento? L’esclusione dell’aggravante della minorata difesa e la riqualificazione in truffa semplice.
- Perché senza aggravante non si è proceduto d’ufficio? La truffa semplice richiede querela di parte, assente dopo il ritiro.
- Chi ha ritirato la denuncia? Il Codacons, a seguito di un accordo risarcitorio.
- Qual è stata la decisione del giudice? Proscioglimento per estinzione del reato.
- Che pena era stata richiesta per Damato? Un anno e otto mesi, poi caduta per mancanza del presupposto processuale.
- La sentenza riguarda anche Chiara Ferragni? Sì, il proscioglimento ha riguardato entrambi.
- Qual è la fonte giornalistica citata? Decisione della terza sezione penale del Tribunale di Milano riportata dalla stampa nazionale.




