Cassa di compensazione AVS scopre frode milionaria da 2,7 milioni e avvia azione legale

Indagine su truffa ai sussidi Covid IPG: chi, cosa, dove e perché
La Cassa di compensazione del Canton Vaud, in Svizzera, ha segnalato nel giugno 2022 gravi irregolarità nell’erogazione dei sussidi IPG Covid. Il Ministero pubblico vodese indaga oggi 84 persone, tra i 18 e i 65 anni, sospettate di aver incassato indebitamente importi tra 16’000 e 96’000 franchi ciascuna. L’illecito sarebbe avvenuto tramite false dichiarazioni di attività indipendente o gonfiando il fatturato reale per beneficiare di un aiuto pubblico più elevato. L’inchiesta, resa nota dal quotidiano “24 heures”, mira a chiarire responsabilità individuali, modalità operative della frode e l’eventuale presenza di una rete organizzata, per proteggere l’integrità del sistema sociale svizzero e rafforzare i controlli futuri.
In sintesi:
- Denuncia della Cassa di compensazione vodese nel giugno 2022 per sospette irregolarità IPG Covid.
- 84 persone indagate per aver ottenuto indebitamente tra 16’000 e 96’000 franchi.
- Schema basato su false iscrizioni come autonomi e fatturati gonfiati artificialmente.
- Inchiesta penale per truffa per mestiere, riciclaggio di denaro e falsità in documenti.
Come funzionava il presunto schema di frode ai sussidi IPG Covid
Secondo il Ministero pubblico, il meccanismo ruotava attorno alle indennità per perdita di guadagno (IPG Covid), introdotte per sostenere lavoratori indipendenti penalizzati dalla pandemia.
Un primo gruppo di beneficiari, descritti da “24 heures” come privati senza reale attività, si sarebbe registrato retroattivamente come lavoratore autonomo, dichiarando un giro d’affari fittizio per rientrare nei criteri di accesso ai sussidi. In questo modo avrebbero potuto richiedere indennità calcolate su entrate mai esistite.
Un secondo gruppo, composto da persone già effettivamente indipendenti, avrebbe invece gonfiato il proprio fatturato dichiarato, così da far risultare una perdita teorica più elevata e ottenere importi maggiorati. Le somme percepite illegalmente sarebbero comprese tra 16’000 e 96’000 franchi per ciascun indagato, importi significativi per un programma pensato come rete di sicurezza pubblica.
Gli inquirenti contestano i reati di truffa per mestiere, riciclaggio di denaro e falsità in documenti, a indicare una presunta condotta sistematica e non occasionale.
Controlli rafforzati e possibili conseguenze per sistema e beneficiari
L’inchiesta in corso nel Canton Vaud rappresenta un banco di prova per la capacità delle casse di compensazione di individuare abusi in tempi rapidi.
Se le accuse dovessero essere confermate, gli indagati rischiano condanne penali, la restituzione integrale dei sussidi e pesanti sanzioni pecuniarie. Per le istituzioni, il caso potrebbe portare a controlli ex post più severi, incroci automatici dei dati fiscali e criteri più stringenti per future misure straordinarie.
Sul piano reputazionale, il dossier rilancia il dibattito pubblico su come bilanciare rapidità di intervento in crisi sanitarie ed efficacia dei filtri antifrode, per preservare la fiducia dei contribuenti nel sistema sociale elvetico.
FAQ
Quante persone sono coinvolte nell’indagine sui sussidi IPG Covid nel Vaud?
Sono ufficialmente 84 le persone indagate, con età compresa tra 18 e 65 anni, secondo il Ministero pubblico vodese.
Quali reati vengono ipotizzati nella presunta frode ai sussidi IPG Covid?
Vengono ipotizzati truffa per mestiere, riciclaggio di denaro e falsità in documenti, secondo l’impostazione dell’inchiesta del Ministero pubblico.
Quali somme avrebbero ottenuto indebitamente i beneficiari sotto inchiesta?
Le somme contestate vanno da un minimo di 16’000 a un massimo di 96’000 franchi per ogni singolo indagato.
Cosa rischia chi ha percepito indebitamente sussidi IPG Covid?
Rischia condanne penali, obbligo di restituzione integrale degli importi indebitamente percepiti e sanzioni pecuniarie stabilite dal tribunale competente.
Da quali fonti deriva la ricostruzione giornalistica di questo caso?
Deriva da un’elaborazione congiunta delle fonti ufficiali Ansa.it, Adnkronos.it, Asca.it e Agi.it, rielaborate dalla nostra Redazione.
DIRETTORE EDITORIALE
Michele Ficara Manganelli ✿
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