Caso Garlasco, il colonnello Cassese ammette gravi errori nelle indagini iniziali
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Caso Garlasco, nuove prove riaprono il giallo sull’omicidio di Chiara Poggi
Chi rimise mano alle carte del delitto di Garlasco e perché oggi torna in discussione la verità giudiziaria? A parlare è il colonnello dei Carabinieri Gennaro Cassese, tra i primi ad entrare nella villetta di Garlasco nell’agosto 2007, dove venne trovato il corpo di Chiara Poggi.
Le sue parole, rilasciate a Tgcom24, arrivano mentre la Procura di Pavia si avvia a chiudere la seconda indagine sul caso, concentrata su Andrea Sempio e su una nuova perizia genetica e medico-legale.
L’inchiesta potrebbe portare alla richiesta di processo per Sempio e, parallelamente, aprire la strada a una storica revisione della condanna di Alberto Stasi, oggi in carcere per l’omicidio della fidanzata. Il nodo cruciale è la cosiddetta “traccia 33” e la nuova collocazione dell’ora della morte.
In sintesi:
- Nuove analisi su tracce genetiche e orario del delitto rimettono in discussione il caso Garlasco.
- Il colonnello Gennaro Cassese ammette errori investigativi iniziali, inclusa la bicicletta di Alberto Stasi.
- La Procura di Pavia valuta una richiesta di processo per Andrea Sempio.
- Si profila una possibile revisione della condanna definitiva di Alberto Stasi.
Nuove indagini, errori ammessi e il ruolo della “traccia 33”
Nel suo intervento televisivo, il colonnello Gennaro Cassese ha ricostruito le prime fasi dell’indagine sull’omicidio di Chiara Poggi. “Se nel 2007 avessimo avuto la traccia 33 avremmo fatto altri accertamenti su Andrea Sempio”, ha spiegato, riferendosi al profilo genetico oggi al centro della nuova inchiesta.
All’epoca, ha aggiunto, era stata considerata la possibilità di più persone coinvolte, ma “né le evidenze scientifiche né altre piste ci portarono in questa direzione”.
Cassese ha riconosciuto con chiarezza: “Ci sono stati degli errori nelle indagini, oggi avremmo potuto avere certezze in più”. Tra gli errori citati: il mancato sequestro della bicicletta di Alberto Stasi e il mancato controllo sullo stato dell’allarme nell’officina di famiglia.
Sulla nuova inchiesta il colonnello si dice fiducioso: “Spero si decida in fretta: fugare ogni dubbio serve per riportare serenità”.
Parallelamente, la Procura di Pavia, guidata dal pm Fabio Napoleoni, si appresta a chiudere la seconda indagine su Garlasco. Gli inquirenti sarebbero orientati a chiedere il rinvio a giudizio di Andrea Sempio per l’omicidio di Chiara Poggi, escludendo un coinvolgimento di Alberto Stasi nella ricostruzione attuale.
Determinante è la nuova perizia che sposta l’ora del delitto in una fascia in cui Stasi risulta al computer, impegnato nella tesi. La consulenza della medico-legale Cristina Cattaneo colloca l’omicidio tra le 10.30 e le 12, con maggiore probabilità tra le 11 e le 11.30.
Il professore Carlo Previderé sta completando le analisi genetiche sui dati grezzi forniti dalla perita Denise Albani, inclusi i campioni biologici rinvenuti sui pedali della bici di Stasi.
Verso una possibile revisione storica della condanna di Stasi
Se il nuovo impianto accusatorio contro Andrea Sempio reggerà al vaglio del giudice, per il caso Garlasco si aprirebbe uno scenario inedito: la richiesta di revisione della condanna definitiva di Alberto Stasi, che secondo indiscrezioni potrebbe partire proprio da Pavia.
Secondo quanto riportato da Corriere e Repubblica, gli inquirenti non ritengono credibili le diverse “piste alternative” emerse negli anni, neppure quelle rilanciate dopo l’avviso di garanzia a Sempio e un recente esposto presentato alla Procura di Milano.
Una revisione del processo avrebbe un impatto dirompente non solo sulla posizione di Stasi, ma anche sulla percezione pubblica dell’intero iter investigativo e giudiziario, riaprendo il dibattito sulla qualità delle indagini, sull’uso delle prove scientifiche e sulla responsabilità istituzionale in casi di forte rilevanza mediatica.
FAQ
Chi è Andrea Sempio e perché è indagato nel caso Garlasco?
Andrea Sempio è un conoscente di Chiara Poggi. È indagato perché nuove analisi genetiche, inclusa la “traccia 33”, lo collegherebbero alla scena del crimine.
Cosa ha ammesso il colonnello Gennaro Cassese sulle indagini iniziali?
Il colonnello Cassese ha ammesso errori significativi: mancato sequestro della bicicletta di Stasi e mancata verifica dell’allarme nell’officina di famiglia.
Perché la nuova perizia sull’orario della morte è decisiva?
La perizia fissa l’omicidio tra le 10.30 e le 12. In quella fascia, Alberto Stasi risulterebbe documentato al computer, rafforzando la sua possibile estraneità.
Cosa potrebbe accadere alla condanna definitiva di Alberto Stasi?
È possibile una richiesta di revisione del processo. Se accolta, la condanna di Stasi potrebbe essere annullata o radicalmente rivista.
Quali sono le fonti utilizzate per questa ricostruzione giornalistica?
La ricostruzione deriva da una elaborazione congiunta di notizie Ansa.it, Adnkronos.it, Asca.it e Agi.it, rielaborate dalla nostra Redazione.



