Canal+ cambia le regole sulle responsabilità legali dei servizi VPN

Francia, stretta giudiziaria sulle VPN usate per la pirateria sportiva
Il Tribunal judiciaire de Paris ha respinto le principali contestazioni di ProtonVPN contro gli ordini di blocco richiesti da Canal+ e, in uno dei procedimenti, dalla Ligue Nationale de Rugby. Le misure, in vigore in Francia per le stagioni 2025-2026, mirano a impedire l’uso delle VPN per aggirare i blocchi geografici e accedere a piattaforme pirata che trasmettono Premier League e campionato di rugby Top 14. Il tribunale ha ritenuto i blocchi proporzionati, mirati e temporanei, respingendo gli argomenti di ProtonVPN su neutralità della rete e rischio di sovra-blocco transfrontaliero. La decisione, che introduce un meccanismo dinamico di aggiornamento dei domini da oscurare tramite l’autorità di regolazione ARCOM, potrebbe diventare un modello di riferimento per altre giurisdizioni europee interessate a contrastare la pirateria sportiva sfruttando direttamente gli intermediari tecnologici.
In sintesi:
- Il tribunale di Parigi conferma gli ordini di blocco contro ProtonVPN richiesti da Canal+ e Ligue Nationale de Rugby.
- Oscurati 31 domini legati a pirateria di Premier League e Top 14 per le stagioni 2025-2026.
- ARCOM potrà ampliare dinamicamente la lista dei siti pirata senza nuovi procedimenti giudiziari.
- La sentenza rafforza il ruolo delle autorità europee nel regolamentare l’uso delle VPN contro la pirateria.
Ordini di blocco, neutralità della rete e ruolo di ARCOM
Le azioni legali promosse da Canal+ e dalla Ligue Nationale de Rugby puntano a contrastare in modo strutturato l’uso delle VPN come strumento per accedere a flussi illegali di eventi sportivi protetti da copyright. Sono stati individuati 31 domini collegati a piattaforme pirata, uno dei quali escluso per ragioni tecniche, che resteranno inaccessibili tramite ProtonVPN per l’intera durata delle stagioni interessate.
ProtonVPN ha sostenuto che tali ordini possano entrare in conflitto con i principi europei di neutralità della rete e libera prestazione di servizi digitali transfrontalieri, evidenziando la difficoltà tecnica di limitare il blocco ai soli utenti francesi senza effetti collaterali su utenti di altri Paesi. Il tribunale ha giudicato queste obiezioni non supportate da prove tecniche sufficienti, qualificando le misure come proporzionate e circoscritte a contenuti ben identificati e a un arco temporale definito.
Elemento chiave è il meccanismo “dinamico” introdotto: nuovi siti pirata potranno essere segnalati all’ARCOM, che, dopo verifica, potrà autorizzarne l’inclusione nella lista dei blocchi senza nuovo passaggio in aula. Questa architettura accelera la risposta istituzionale a un fenomeno in continua evoluzione.
Implicazioni europee per i servizi VPN e la pirateria sportiva
Il tribunale francese ha comunque posto dei limiti, respingendo la richiesta di imporre a ProtonVPN la pubblicazione della sentenza sul proprio sito e quella di rimborso delle spese legali, segnale di una volontà di evitare misure punitive dal forte valore simbolico ma poco funzionali.
Il caso rappresenta un passaggio strategico nella regolazione europea degli intermediari: non solo provider di connettività e siti pirata, ma anche strumenti come le VPN vengono progressivamente inclusi nel perimetro delle responsabilità operative quando agevolano, anche indirettamente, la violazione di diritti audiovisivi premium.
Per i servizi VPN, tradizionalmente legati alla tutela della privacy e alla libertà di accesso, lo scenario diventa più complesso: la controversia si sposta dal piano ideologico a quello tecnico-giuridico, con possibili effetti a catena su altri mercati europei interessati alla protezione dei diritti sportivi ad alto valore.
FAQ
Cosa ha deciso il tribunale francese sul caso ProtonVPN e Canal+?
Il tribunale ha confermato gli ordini di blocco richiesti da Canal+ e Ligue Nationale de Rugby, giudicandoli proporzionati, mirati e limitati nel tempo.
Quali contenuti sportivi sono protetti dalle misure contro ProtonVPN?
Le misure riguardano la trasmissione non autorizzata di partite della Premier League inglese e del campionato francese di rugby Top 14.
Il meccanismo ARCOM può estendere i blocchi a nuovi siti pirata?
Sì, ARCOM può aggiungere nuovi domini pirata alla lista, dopo verifica, senza avviare nuovi procedimenti giudiziari completi.
La sentenza limita l’uso delle VPN per scopi legittimi?
No, la decisione colpisce specifici domini pirata e periodi sportivi, senza vietare in generale l’uso legale delle VPN.
Da quali fonti è stata ricostruita questa vicenda giudiziaria francese?
L’analisi deriva da una elaborazione congiunta delle fonti ufficiali Ansa.it, Adnkronos.it, Asca.it e Agi.it, rielaborate dalla nostra Redazione.
DIRETTORE EDITORIALE
Michele Ficara Manganelli ✿
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