Bitcoin raggiunge il traguardo di 20 milioni di unità estratte, cresce l’attenzione degli investitori globali

Bitcoin supera 20 milioni di unità: cosa significa davvero questo traguardo
La rete Bitcoin ha superato la soglia dei 20 milioni di bitcoin emessi, un passaggio storico per la principale criptovaluta al mondo. L’evento è avvenuto sulla blockchain pubblica di Bitcoin nel corso del 2024, quando – secondo i dati della Clark Moody Dashboard – oltre il 95% dell’offerta massima programmata è entrato in circolazione.
Il traguardo è cruciale perché avvicina il sistema al limite assoluto di 21 milioni di monete, fissato nel protocollo da Satoshi Nakamoto. Questo limite, non modificabile senza stravolgere il consenso della rete, è il pilastro della narrativa di “scarsità digitale” che distingue Bitcoin sia dalle valute fiat sia dalle materie prime fisiche.
La domanda centrale ora è perché questo livello di offerta cambi la percezione di Bitcoin come asset monetario e quali effetti potrà generare su prezzo, utilizzo e sicurezza della rete nel lungo periodo.
In sintesi:
- Oltre 20 milioni di bitcoin estratti: superato il 95% dell’offerta massima programmata.
- Limite di 21 milioni fissato da Satoshi Nakamoto come garanzia di scarsità assoluta.
- Emissione immutabile: nessun aumento dell’offerta in risposta ai prezzi di mercato.
- Entro il 2035 sarà estratto circa il 99% dei bitcoin complessivi.
Come funziona la scarsità programmata e perché è diversa dall’oro
Secondo la Clark Moody Dashboard, risultano già emessi oltre 20 milioni di bitcoin, mentre l’ultimo milione verrà distribuito nel corso del prossimo secolo.
Alla base c’è una scelta di design: Satoshi Nakamoto ha codificato nel protocollo un tetto massimo di 21 milioni. Sebbene non abbia mai motivato in modo definitivo questo numero – riportano fonti come Coindesk – la presenza di un limite rigido rende l’offerta di Bitcoin totalmente prevedibile e non manipolabile da banche centrali o governi.
La scarsità di Bitcoin viene spesso paragonata a quella di oro o petrolio, ma con una differenza cruciale: per le materie prime l’aumento di prezzo incentiva nuove estrazioni e la scoperta di giacimenti, ampliando potenzialmente l’offerta. Nel caso di Bitcoin questo non è possibile: la curva di emissione è determinata dal codice e non può essere accelerata nemmeno con maggiori investimenti in hardware.
Per molti sostenitori, qualsiasi ipotesi di modifica del tetto massimo rappresenta una minaccia esistenziale alla natura di “hard money” di Bitcoin, ossia un denaro con disponibilità rigidamente controllata e trasparente.
Halving, inflazione sotto l’1% e il ruolo futuro delle commissioni
La progressiva riduzione della nuova offerta di Bitcoin è gestita dal meccanismo degli halving, eventi programmati ogni circa quattro anni che dimezzano la ricompensa per i miner. Questo processo ha abbassato l’inflazione di Bitcoin a livelli ormai inferiori all’1% annuo.
Oggi vengono generati circa 450 bitcoin al giorno; mantenendo questa traiettoria, entro gennaio 2035 sarà estratto circa il 99% dell’offerta totale. L’ultimo bitcoin intero è atteso intorno al 2105, mentre le frazioni residuali continueranno a essere minate fino a circa il 2140.
Questa dinamica ha conseguenze dirette sulla sostenibilità economica della rete: con il progressivo esaurimento delle nuove monete, i miner dipenderanno sempre di più dalle commissioni di transazione pagate dagli utenti. Di conseguenza, la sicurezza di Bitcoin nel lungo periodo sarà sempre più legata al volume e al valore delle operazioni registrate sulla blockchain, oltre che alla disponibilità degli utenti a pagare fee adeguate.
FAQ
Quanti bitcoin esistono oggi e quanti ne restano da minare?
Attualmente risultano emessi oltre 20 milioni di bitcoin, cioè oltre il 95% dell’offerta totale prevista. Restano da minare circa 1 milione di unità distribuite nel prossimo secolo.
Perché il limite dei 21 milioni di bitcoin è considerato intoccabile?
Il limite è intoccabile perché definisce la scarsità assoluta di Bitcoin. Modificarlo richiederebbe un consenso quasi unanime, minerebbe la fiducia nel protocollo e snaturerebbe la sua funzione di “hard money”.
Cosa succederà ai miner quando i nuovi bitcoin finiranno?
I miner continueranno a essere remunerati, ma prevalentemente tramite commissioni di transazione. La sostenibilità economica della rete dipenderà quindi dal numero di transazioni e dal livello delle fee pagate dagli utenti.
Quando sarà minato l’ultimo bitcoin e cosa comporterà?
L’ultimo bitcoin intero dovrebbe essere minato intorno al 2105, con frazioni fino al 2140. La rete resterà operativa, ma basata quasi esclusivamente sulle commissioni per garantire sicurezza e incentivare i miner.
Da quali fonti provengono i dati e le informazioni su Bitcoin?
Le informazioni derivano da una elaborazione congiunta delle fonti ufficiali Ansa.it, Adnkronos.it, Asca.it e Agi.it, opportunamente rielaborate dalla nostra Redazione.
DIRETTORE EDITORIALE
Michele Ficara Manganelli ✿
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