Bce frena sulla nomina del nuovo amministratore delegato di Mps, crescono i dubbi sulla candidatura
Bce in dubbio sul nuovo ad Mps: nodo esperienza bancaria di Palermo
La Banca centrale europea sta valutando con cautela la proposta del nuovo amministratore delegato di Monte dei Paschi di Siena, il manager Fabrizio Palermo, indicato dal cda e sostenuto dall’azionista Caltagirone.
Secondo una fonte citata da Reuters, la Bce nutre “preoccupazioni” sulla sua esperienza specificamente bancaria, elemento chiave per l’autorizzazione dei vertici di un grande istituto vigilato.
Il tema esploderà nel vivo con l’assemblea del 15 aprile a Siena, chiamata a rinnovare il consiglio dopo la privatizzazione post salvataggio pubblico.
Le valutazioni di Francoforte potrebbero tradursi in condizioni stringenti sull’assetto di governance, incidendo sulla stabilità futura della terza banca italiana.
In sintesi:
- Bce preoccupata per l’assenza di lunga esperienza bancaria diretta di Fabrizio Palermo.
- La guida di Cassa Depositi e Prestiti non è considerata esperienza bancaria equivalente.
- Il proxy advisor Iss sostiene la lista del cda Mps ma chiede forte rinnovamento.
- Critiche a processo di selezione del ceo e a governance poco trasparente.
La contestazione di Francoforte sull’esperienza bancaria del candidato ad
Secondo la fonte anonima citata da Reuters, la Bce ritiene che la precedente esperienza di Fabrizio Palermo alla guida di Cassa Depositi e Prestiti (2018-2021) non integri i requisiti richiesti per un ceo bancario.
Per gli organi di vigilanza europei, Cdp non è una banca né un’istituzione equivalente.
Per il ruolo di amministratore delegato di un grande istituto come Mps, le linee guida richiedono almeno dieci anni di esperienza bancaria di vertice, recente e non più vecchia di due anni.
Palermo, attuale ad di Acea, non presenta nel curriculum una gestione diretta di un istituto bancario comparabile alla banca senese.
La Bce potrebbe comunque approvare la nomina imponendo prescrizioni e “paletti” prudenziali, ad esempio rafforzando il ruolo di altri consiglieri con profilo bancario più marcato o limitando alcune deleghe operative.
Banca d’Italia, Bce e Monte dei Paschi di Siena non hanno rilasciato commenti ufficiali, invocando la riservatezza della procedura di fit & proper.
Il giudizio di Iss e gli equilibri di potere nel nuovo consiglio Mps
Nel frattempo il proxy advisor indipendente Iss ha diffuso le proprie raccomandazioni agli investitori istituzionali in vista dell’assemblea del 15 aprile.
Iss invita a votare la lista del cda, ma a utilizzare il voto individuale per rimodellare profondamente il consiglio.
Pur riconoscendo i meriti della lista presentata da Plt Holding, che ricandida l’ad uscente Luigi Lovaglio, Iss non giudica convincente un completo azzeramento dell’attuale cda con il suo ritorno alla guida operativa.
Il proxy consiglia di sostenere Fabrizio Palermo e i banchieri Corrado Passera e Carlo Vivaldi, tutti potenzialmente idonei al ruolo di amministratore delegato, con i non prescelti in grado di rafforzare il board come consiglieri esecutivi.
Iss raccomanda invece di votare contro la riconferma del presidente Nicola Maione e del presidente del comitato nomine Domenico Lombardi, ritenuti responsabili di un processo di formazione della lista “poco trasparente”, con pianificazione della successione di Lovaglio giudicata frettolosa e con debole “accountability complessiva”.
Tra gli otto candidati da non sostenere figurano anche i manager del gruppo Caltagirone Alessandro Caltagirone ed Elena De Simone per dubbi sull’indipendenza.
Nel complesso Iss propone un profondo ricambio del board: promuove otto esterni, due consiglieri con anzianità leggermente superiore all’anno e solo tre membri dell’attuale triennio.
Al profilo di Palermo riconosce “leadership trasformativa” ma sottolinea l’assenza di “esperienza manageriale diretta” in una banca delle dimensioni di Mps, proprio alla vigilia della “imminente integrazione con Mediobanca”, elemento che potrebbe accentuare le perplessità sulla sua completa adeguatezza in questa fase delicata.
Gli scenari futuri tra vigilanza, governance e integrazione bancaria
La valutazione della Bce sul profilo di Fabrizio Palermo diventa un banco di prova per l’intera governance di Monte dei Paschi di Siena.
L’eventuale imposizione di condizioni da parte di Francoforte potrebbe ridefinire pesi e bilanciamenti interni al consiglio.
Con l’orizzonte della possibile integrazione con Mediobanca, il tema della competenza bancaria specifica dei vertici assume una valenza sistemica per il terzo gruppo creditizio italiano.
Le scelte dell’assemblea del 15 aprile e le prescrizioni dell’autorità di vigilanza determineranno non solo il futuro di Mps, ma anche gli equilibri tra azionisti, istituzioni pubbliche e mercato nel percorso di consolidamento del sistema bancario nazionale.
FAQ
Perché la Bce ha dubbi su Fabrizio Palermo alla guida di Mps?
La Bce nutre dubbi perché a un ad bancario richiede dieci anni di esperienza bancaria di vertice recente, che il profilo di Fabrizio Palermo non soddisfa pienamente.
La precedente esperienza di Palermo in Cdp vale come esperienza bancaria?
No, per la vigilanza europea Cassa Depositi e Prestiti non è una banca né un’istituzione equivalente. L’esperienza lì maturata non copre il requisito bancario richiesto.
Cosa raccomanda il proxy advisor Iss agli azionisti di Mps?
Iss raccomanda di votare la lista del cda Mps usando il voto individuale, sostenendo Palermo, Passera e Vivaldi e bocciando alcuni profili chiave della governance attuale.
Quali sono i rischi se la Bce imponesse condizioni alla nomina del nuovo ad?
Esistono rischi di governance complessa, deleghe ridotte al ceo, possibili rallentamenti operativi e ulteriore scrutinio su strategie, capitale e piano di integrazione con Mediobanca.
Qual è la fonte delle informazioni su Mps e sulla valutazione della Bce?
Le informazioni derivano da una elaborazione giornalistica della nostra Redazione su fonti ufficiali Ansa.it, Adnkronos.it, Asca.it e Agi.it.
DIRETTORE EDITORIALE
Michele Ficara Manganelli ✿
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