Banche svizzere accelerano la chiusura dei conti correnti dei clienti

Svizzera, conti correnti chiusi senza preavviso: il caso Jacques Baud
In Svizzera, alcune banche svizzere stanno chiudendo o bloccando conti correnti senza preavviso, anche in assenza di sanzioni nazionali formali.
Il caso più emblematico riguarda l’ex agente dei servizi segreti svizzeri Jacques Baud, sanzionato dall’Unione europea per presunte attività filorusse legate al conflitto tra Russia e Ucraina.
L’episodio, esploso tra fine 2025 e inizio 2026, solleva interrogativi sul potere discrezionale degli istituti di credito e sull’impatto delle sanzioni politiche sulla libertà di espressione e sui diritti patrimoniali dei cittadini, anche in un Paese formalmente neutrale come la Svizzera.
Le decisioni europee, firmate da esponenti come Kaja Kallas, vengono contestate da giuristi e accademici che denunciano violazioni del diritto internazionale e del principio di contraddittorio.
Il nodo centrale: può un soggetto non sanzionato dal proprio Stato vedersi bloccare i rapporti bancari in via preventiva e unilaterale?
In sintesi:
- La Svizzera non ha sanzionato Jacques Baud, ma la banca UBS ha bloccato i suoi conti.
- La Decisione (PESC) 2025/2572 dell’Ue introduce sanzioni senza contraddittorio immediato.
- Giuristi e accademici denunciano rischi per libertà di parola e certezza del diritto.
- Aumentano reclami dei correntisti svizzeri per chiusure e restrizioni bancarie improvvise.
Decisione Ue, sanzioni politiche e reazione delle banche svizzere
La Decisione del Consiglio (PESC) 2025/2572, firmata da Kaja Kallas, ha colpito 12 soggetti accusati di partecipare a campagne di destabilizzazione attribuite alla Russia.
Tra loro, Jacques Baud, ex militare svizzero ed ex consulente Nato, accusato di aver preso parte a programmi televisivi e radiofonici considerati filorussi.
Le misure Ue prevedono congelamento dei beni, divieto di viaggio e blocco delle transazioni, disposte dall’esecutivo europeo senza un effettivo contraddittorio preventivo per gli interessati.
Pur avendo in passato allineato quasi integralmente il proprio regime sanzionatorio a quello di Bruxelles, la Svizzera ha scelto di non aderire a questo nuovo pacchetto, né al precedente regolamento sulle minacce ibride.
Berna, dunque, non ha formalmente sanzionato Baud né gli altri nominativi.
Nonostante ciò, la banca UBS ha proceduto al blocco dei conti correnti e delle carte intestate a Baud, richiamandosi all’articolo 18 dei propri Termini e condizioni generali, che le consentono di terminare i rapporti senza preavviso o motivazione.
Il contrasto è netto con Swiss Post, che in quanto servizio postale nazionale è soggetto a obblighi più stringenti e non può interrompere i rapporti senza giustificazione.
L’avvocato italiano Alfredo Tocchi ha definito la Decisione 2025/2572 *«un intollerabile abuso liberticida»*, mentre il professore norvegese Glenn Diesen parla di minaccia alla libertà di parola.
Il docente svizzero Pascal Lottaz è arrivato a paragonare l’Ue a una ipotetica *«Unione Europea Sovietica Socialista Repubbliche»*.
Diritti dei correntisti e nuovi rischi tra sanzioni e banche
Il caso Baud mette in luce una criticità crescente: anche in assenza di sanzioni nazionali, le banche possono adottare strategie di “de-risking politico” chiudendo unilateralmente rapporti considerati sensibili.
Per i correntisti svizzeri questo significa maggiore incertezza giuridica e patrimoniale, come dimostra l’aumento dei reclami per blocchi e chiusure improvvise.
Sul piano legale, resta aperta la possibilità di ricorrere contro sia le decisioni Ue, tramite i tribunali competenti, sia contro i provvedimenti bancari, davanti alle autorità di vigilanza e ai giudici civili.
Ma i tempi lunghi e i costi dei contenziosi riducono l’effettiva tutela per molti cittadini.
La vicenda diventa così un test cruciale per il bilanciamento tra sicurezza, politica estera, libertà di espressione e tutela dei diritti economici individuali in Europa e in Svizzera, con implicazioni che andranno oltre il solo conflitto russo-ucraino.
FAQ
Cosa rischia un correntista svizzero coinvolto in sanzioni europee?
Un correntista può subire blocco di conti, carte e transazioni, anche senza sanzioni svizzere formali, se la banca applica misure di rischio reputazionale.
La Svizzera ha ufficialmente sanzionato Jacques Baud?
No, la Svizzera non ha sanzionato Jacques Baud. Berna ha scelto di non aderire al relativo pacchetto sanzionatorio Ue.
Le banche svizzere possono chiudere un conto senza motivazione?
Sì, molti contratti, come quelli di UBS, prevedono clausole che consentono la disdetta unilaterale senza preavviso né obbligo di giustificazione.
Come può difendersi chi subisce il blocco del conto?
L’interessato può presentare reclamo scritto alla banca, ricorrere all’ombudsman bancario e, se necessario, avviare un’azione giudiziaria.
Da quali fonti provengono le informazioni su questo caso?
Le informazioni derivano da un’elaborazione congiunta di contenuti Ansa.it, Adnkronos.it, Asca.it e Agi.it, rielaborati dalla Redazione.
DIRETTORE EDITORIALE
Michele Ficara Manganelli ✿
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