Banca centrale europea prepara doppia stretta monetaria, Giorgetti avverte sui rischi gravi per la crescita

Guerra in Medio Oriente, petrolio e tassi Bce: rischio recessione per l’Italia
L’inasprimento del conflitto in Medio Oriente e il conseguente balzo dei prezzi energetici minacciano una nuova recessione per l’economia italiana. L’allarme arriva dal ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti e dall’economista Carlo Cottarelli, che evidenziano l’effetto combinato di petrolio verso 120 dollari al barile e possibile doppio rialzo dei tassi della Bce. In Italia, dove la crescita 2026 era stimata allo 0,7%, il rischio è che l’aumento di gas e greggio azzeri il Pil, mentre i mercati prezzano già una stretta monetaria con probabilità del 70%. Le autorità europee, da Valdis Dombrovskis alla Bce, si trovano così a fronteggiare uno scenario di “shock stagflazionistico” che riaccende il ricordo del 2022, quando l’inflazione sfiorò il 12% e furono necessari massicci interventi pubblici per evitare una caduta più profonda dell’economia italiana.
In sintesi:
- Petrolio verso 120 dollari e gas in rialzo minacciano la fragile crescita italiana.
- I mercati scontano due rialzi dei tassi Bce nel 2026 con probabilità del 70%.
- Cottarelli: +10% petrolio vale -0,1 punti di Pil, rischio recessione concreto.
- Aumentano i rendimenti dei Btp, si complica l’uscita dalla procedura Ue sul deficit.
Prezzi energetici, tassi Bce e impatto su Pil, debito e Btp
Secondo le stime richiamate da Carlo Cottarelli, un rincaro del 10% del petrolio sottrae circa 0,1 punti di Pil. Con il greggio che ha raddoppiato i prezzi in pochi giorni fino a 120 dollari, l’impatto sull’Italia sarebbe di almeno un punto di crescita in meno.
In assenza di nuovi interventi pubblici, un Paese fortemente importatore di energia come l’Italia potrebbe così scivolare in recessione, come avverte Cottarelli, ricordando il precedente del 2022, quando lo Stato dovette mobilitare risorse ingenti per sostenere famiglie e imprese.
Sul fronte monetario, i contratti swap rilevati da Bloomberg indicano una probabilità del 70% che la Bce effettui due rialzi da 25 punti base entro fine anno, il primo già entro giugno. Ciò avverrebbe in un contesto che il commissario Ue all’Economia Valdis Dombrovskis definisce come “shock stagflazionistico sostanziale”: crescita debole e prezzi energetici in fiammata.
Le aspettative sui tassi si riflettono rapidamente sui mercati obbligazionari: il rendimento del Btp decennale è salito in poche sedute da circa il 3,27% di fine febbraio al 3,66%, dopo l’attacco all’Iran da parte di Usa e Israele. Un aumento che rende più costoso rifinanziare il debito pubblico, proprio mentre il ministro Giancarlo Giorgetti punta a stabilizzare il rapporto debito/Pil.
Debito, procedura Ue e margini per le politiche di sostegno
Cottarelli sottolinea che un’inflazione più alta erode nominalmente il valore del debito, ma l’effetto viene compensato, e oltre, dal rialzo dei tassi. Nell’immediato il costo aggiuntivo si misura in “qualche miliardo”, ma a regime un punto percentuale in più di interessi vale circa 30 miliardi l’anno per il Tesoro.
Per l’economista, il vero nodo resta però il Pil: senza crescita, l’Italia rischia di vedere risalire il debito proprio mentre sarebbero necessari nuovi interventi pubblici a sostegno dell’economia. Questo complicherebbe l’uscita dalla procedura Ue per deficit eccessivo e ridurrebbe gli spazi per aumentare la spesa in difesa nel momento di maggiore tensione internazionale.
Secondo Scope Ratings, un’uscita dalla procedura resta possibile nel 2026, ma se la crescita dovesse rallentare intorno allo 0,3% il deficit resterebbe sopra il 3%, allontanando l’obiettivo indicato dal governo. Giorgetti insiste quindi sulla necessità di evitare che la risposta alla nuova fiammata dei prezzi energetici sia solo una “stretta monetaria”, riaffermando la lezione appresa con la guerra in Ucraina, quando politiche fiscali mirate furono decisive per evitare una recessione più profonda.
FAQ
Perché il petrolio a 120 dollari è un problema per l’Italia?
Lo è perché, spiega Cottarelli, un raddoppio del prezzo può sottrarre almeno un punto di Pil a un’economia già debole.
Quanto incidono due rialzi dei tassi Bce sui conti pubblici italiani?
Incidono significativamente: nell’immediato costano qualche miliardo, ma a regime un punto in più di interessi vale circa 30 miliardi l’anno.
Che cosa significa shock stagflazionistico per l’economia europea?
Significa combinazione di crescita quasi ferma e inflazione alta, soprattutto energetica, che obbliga le banche centrali a scegliere tra stabilità dei prezzi e sostegno all’economia.
Cosa rischia l’Italia con un Pil vicino allo 0,3% nel 2026?
Rischia, secondo Scope Ratings, di mantenere il deficit sopra il 3% e di rinviare l’uscita dalla procedura Ue per deficit eccessivo.
Quali sono le fonti utilizzate per questa analisi economica sull’Italia?
Sono fonti derivate da una elaborazione congiunta delle informazioni ufficiali di Ansa.it, Adnkronos.it, Asca.it e Agi.it, opportunamente rielaborate dalla nostra Redazione.
DIRETTORE EDITORIALE
Michele Ficara Manganelli ✿
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