Baby Gang elude sorveglianza speciale e vola in Iraq per videoclip

Nuova inchiesta su Baby Gang, armi da guerra e violenze domestiche
Il trapper Baby Gang, nome d’arte di Zaccaria Mouhib, 24 anni, è stato nuovamente arrestato a Lecco nell’ambito di un’ordinanza di 151 pagine del gip Gianluca Piantadosi. Le accuse riguardano, secondo gli inquirenti, gestione e utilizzo di armi, anche da guerra, ricettazione, rapina, lesioni aggravate e gravi violenze contro la compagna 22enne. L’indagine, coordinata dal procuratore capo di Lecco Ezio Domenico Basso e condotta dai Carabinieri, si inserisce in un filone investigativo già avviato dopo un arresto a Milano nel settembre scorso per possesso di arma con matricola abrasa. Le contestazioni, che descrivono una presunta escalation di brutalità e una gestione organizzata di armi, preoccupano le autorità per l’impatto sulla sicurezza pubblica e sull’immaginario dei giovani fan del rapper.
In sintesi:
- Nuovo arresto per Baby Gang a Lecco per armi, rapine e violenze sulla fidanzata.
- Gli inquirenti ipotizzano un gruppo organizzato dedito alla circolazione di armi da guerra.
- Contestati anche spari con kalashnikov, pestaggi e spedizioni punitive contro “concorrenti”.
- L’immagine violenta del trapper sarebbe stata usata per alimentare successo e visibilità online.
La nuova indagine tra armi, pestaggi e rapporto tossico di coppia
Il provvedimento giudiziario ricostruisce, con intercettazioni e testimonianze, un presunto sistema in cui Baby Gang avrebbe fatto delle armi un elemento centrale della propria vita e della propria immagine artistica. Secondo il gip, il rapper avrebbe costretto la compagna a lasciare il lavoro, abbandonare i social e dedicarsi esclusivamente alla casa, arrivando – sempre secondo l’accusa – a frasi come *“Tu non hai manco il diritto di parola”* e a pestaggi ripetuti, tra cui la frattura del setto nasale, anche solo perché non gli aveva “preparato la colazione”.
L’inchiesta nasce dall’arresto di settembre a Milano, quando il trapper fu trovato con un’arma con matricola abrasa. Gli investigatori ricordano anche il precedente di un mitragliatore AK47, collegato alla famiglia Hetem, usato nelle riprese di video musicali con l’amico e collega Simba La Rue, oggi alle prese con condanne definitive. Per la Procura di Lecco, non si tratterebbe di episodi isolati, ma di un quadro di circolazione sistematica di armi destinate, talvolta, a spedizioni punitive.
Sparatorie, spedizioni punitive e immagine pubblica tra realtà e marketing
Tra gli episodi più gravi contestati, l’aggressione del 15 giugno 2025, quando tre cittadini romeni, ritenuti colpevoli solo di essersi fermati a parlare vicino all’abitazione di Baby Gang, sarebbero stati trascinati in un ingresso secondario e picchiati selvaggiamente dal rapper e da altri cinque partecipanti. Il primo gennaio 2025, nel Lecchese, il trapper e un altro giovane avrebbero esploso in aria alcuni colpi con un kalashnikov. In un ulteriore episodio, lui e altri sette indagati sono accusati di aver rapinato una persona per sottrarle bancomat, badge e cellulare.
Il gip evidenzia come Baby Gang abbia deliberatamente costruito un’immagine di soggetto “violento, senza paura, incline all’uso di armi”, sfruttata per rafforzare la sua identità di trapper. Intercettazioni del luglio scorso lo collocano, nonostante la sorveglianza speciale, in Iraq, dove avrebbe girato un video *“coi bazooka, coi mitra, coi kalashnikov”*, poi diffuso sui social con armi da guerra, tra cui un lanciagranate e fucili d’assalto. Le stesse intercettazioni suggeriscono anche viaggi in Marocco e Spagna per concerti, in apparente violazione delle misure per pericolosità sociale, e l’intenzione di “scappare” all’estero per sfuggire ai procedimenti penali e ai lavori socialmente utili.
Carriera sospesa e impatto sul rapporto tra trap, legalità e pubblico giovane
Appena due settimane fa, Baby Gang sosteneva che la condanna a due anni e 18 mesi per ricettazione sarebbe stata “l’ultima” e dichiarava di voler pensare solo alla musica. L’ennesimo arresto riapre però le porte del carcere per il 24enne seguito da oltre 3 milioni di follower su Instagram e impone, di fatto, una brusca frenata alla sua carriera. Per magistrati e analisti, il caso rilancia il dibattito sul confine tra estetica della violenza nei linguaggi trap e comportamenti reali, con ricadute concrete su sicurezza urbana, modelli giovanili e responsabilità nell’uso dei social come amplificatore di contenuti estremi.
FAQ
Perché Baby Gang è stato nuovamente arrestato a Lecco?
Il nuovo arresto di Baby Gang è legato a un’ordinanza che ipotizza gestione di armi, rapine, lesioni aggravate e violenze domestiche sulla compagna.
Che ruolo hanno avuto le armi nell’indagine su Baby Gang?
Le armi, anche da guerra, sono centrali: gli inquirenti parlano di detenzione, circolazione, uso in spedizioni punitive e sfruttamento nei video musicali.
Chi coordina l’inchiesta della Procura di Lecco su Baby Gang?
L’indagine è coordinata dal procuratore capo di Lecco, Ezio Domenico Basso, con attività investigativa svolta dai Carabinieri.
Cosa rischia la carriera musicale di Baby Gang dopo l’ordinanza?
La nuova custodia cautelare può bloccare concerti, produzioni e promozione, con ricadute economiche e d’immagine su artista, etichette e sponsor.
Da quali fonti è stata ricostruita la vicenda giudiziaria di Baby Gang?
La ricostruzione deriva da un’elaborazione congiunta di notizie Ansa.it, Adnkronos.it, Asca.it e Agi.it, rielaborate dalla nostra Redazione.
DIRETTORE EDITORIALE
Michele Ficara Manganelli ✿
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