Autovelox SafeDrive individua con intelligenza artificiale uso del cellulare e mancata cintura alla guida

Autovelox SafeDrive individua con intelligenza artificiale uso del cellulare e mancata cintura alla guida

16 Aprile 2026

Sussex introduce telecamere AI in grado di vedere dentro l’auto

Nella contea di Sussex, nel Regno Unito, dal 13 aprile è operativa una nuova rete di telecamere intelligenti sviluppate da Acusensus. Il sistema, evoluzione degli autovelox tradizionali, controlla non solo la velocità ma anche il comportamento dei conducenti all’interno dell’abitacolo. Le autorità locali lo utilizzano per individuare l’uso del cellulare alla guida e il mancato impiego della cintura di sicurezza, trasmettendo automaticamente i dati per eventuali sanzioni. L’iniziativa, finanziata con fondi per la sicurezza stradale, punta a ridurre incidenti e infrazioni, ma solleva interrogativi su privacy, diritti dei cittadini e modelli di controllo remoto, con inevitabili confronti con la situazione normativa italiana.

In sintesi:

  • In Sussex attive telecamere AI che rilevano infrazioni dentro l’abitacolo.
  • Il sistema individua uso del cellulare e mancato uso della cintura di sicurezza.
  • Il progetto è finanziato con fondi e corsi di sicurezza stradale locali.
  • In Italia il dispositivo SafeDrive non è approvato per accertamenti automatici.

Come funziona la rete AI e il modello di finanziamento

Le telecamere intelligenti di Acusensus installate nel Sussex combinano ottiche ad alta risoluzione e algoritmi di intelligenza artificiale per analizzare l’interno dei veicoli. Riconoscono automaticamente se il conducente impugna un telefono o non indossa la cintura, generando segnalazioni immediatamente inviate alle autorità competenti per la valutazione della multa.

Il progetto è sostenuto da fondi dedicati alla sicurezza stradale e dai proventi dei corsi di rieducazione organizzati dalla polizia del Sussex. Questo modello “circolare” reinveste quanto incassato da infrazioni e formazione in ulteriori strumenti di prevenzione, controllo e gestione del rischio sulle strade. L’obiettivo dichiarato è ridurre incidentalità e comportamenti distratti, ma l’intensificazione del monitoraggio automatizzato alimenta il dibattito su proporzionalità dei controlli e impatto sui diritti individuali, soprattutto quando il controllo visivo si spinge dentro l’abitacolo.

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Critiche dei consumatori, privacy e confronto con il caso SafeDrive italiano

L’uso massiccio di controlli da remoto suscita forti critiche tra le associazioni dei consumatori europee. Come ricordato da Adnkronos, il presidente dell’Unione nazionale consumatori, Massimiliano Dona, denuncia che *“quella che era la regola generale di contestazione immediata di un’infrazione, è diventata un’eccezione”*. Secondo Dona, *“i controlli da remoto hanno sostituito i vigili”*, con un *“pericoloso passo indietro sul fronte della sicurezza”*. L’intervento diretto sul conducente, sottolinea, ha un effetto deterrente superiore rispetto a una multa recapitata *“90 giorni dopo”*, che *“non serve ad impedire gli incidenti”*.

Altro nodo cruciale è la privacy. Per Dona, *“qualunque mezzo utilizzato può andare bene a condizione che si rispettino due principi: che l’apparecchio sia omologato dal ministero e che sia sempre garantito il diritto di difesa e la privacy del consumatore”*. Le immagini devono essere proporzionate e limitate alla documentazione dell’infrazione, senza trasformarsi in un monitoraggio generalizzato dell’abitacolo.

Il confronto con l’Italia è immediato: come segnala Quattroruote, l’autovelox SafeDrive non ha alcuna approvazione del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Non può quindi essere utilizzato per accertare in modo automatico o da remoto le violazioni al Codice della strada. Può fungere solo da ausilio: gli agenti o i militari su strada devono comunque verificare con i propri occhi il comportamento del guidatore, indipendentemente dalle risultanze del dispositivo.

Di conseguenza, il SafeDrive è giuridicamente un semplice documentatore facoltativo di un accertamento diretto; una sanzione fondata esclusivamente su questo strumento è considerata nulla. Il caso britannico mostra invece un quadro normativo già adeguato all’uso probatorio pieno di sistemi AI, anticipando scenari che inevitabilmente arriveranno anche nel dibattito italiano.

Prossimi scenari tra sicurezza stradale, AI e diritti dei conducenti

L’esperimento del Sussex rappresenta un laboratorio europeo su come integrare intelligenza artificiale e enforcement stradale. Se i dati su incidenti e infrazioni dimostreranno benefici concreti, è plausibile un’estensione ad altre contee del Regno Unito e, nel medio periodo, l’apertura di un confronto normativo anche in Italia.

Per il legislatore italiano le sfide chiave saranno tre: definire requisiti stringenti di omologazione per i dispositivi AI, fissare limiti chiari all’uso delle immagini in abitacolo e garantire un diritto di difesa effettivo, evitando derive verso una sorveglianza permanente. L’equilibrio tra sicurezza stradale, innovazione tecnologica e tutela delle libertà individuali determinerà l’accettabilità sociale di queste nuove forme di controllo.

FAQ

Cosa controllano le nuove telecamere AI installate nel Sussex

Le telecamere AI nel Sussex rilevano automaticamente uso del cellulare alla guida, mancato impiego della cintura e dati utili all’eventuale sanzione.

Le telecamere AI nel Regno Unito sostituiscono i controlli su strada

Sì, in parte sostituiscono i controlli diretti, automatizzando rilevazioni e invio dati, ma restano comunque supervisionate dalle autorità competenti.

Perché le associazioni dei consumatori criticano i controlli da remoto

Le critiche riguardano riduzione della contestazione immediata, rischio minore deterrenza, possibili abusi e problemi di privacy e diritto di difesa.

L’autovelox SafeDrive può generare multe valide in Italia

No, attualmente il SafeDrive non è approvato dal ministero e non può costituire da solo prova valida di infrazione.

Da quali fonti è stata elaborata questa analisi sulle telecamere AI

L’analisi deriva da una elaborazione congiunta di informazioni Ansa.it, Adnkronos.it, Asca.it e Agi.it, rielaborate dalla nostra Redazione.

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Direttore Editoriale Assodigitale.it Phd, MBA, CPA

Storico esperto di Digital Journalism e creatore di Immediapress la prima Digital Forwarding Agency italiana poi ceduta al Gruppo ADNkronos, evangelista di Internet dai tempi di Mozilla e poi antesignano (ora pentito) dei social media in italia, Bitcoiner Evangelist, portatore sano di Ethereum e Miner di crypto da tempi non sospetti. Sono a dir poco un entusiasta della vita, e già questo non è poco. Intimamente illuminato dalla Cultura Life-Hacking, nonchè per sempre ed indissolubilmente Geek, giocosamente Runner e olisticamente golfista. #senzatimore è da decenni il mio hashtag e significa il coraggio di affrontare l'ignoto. Senza Timore. Appunto

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