Apple prepara nuovi occhiali smart e punta a insidiare il dominio di Meta nel metaverso
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Apple prepara occhiali intelligenti premium per sfidare Meta nel 2027
Apple sta sviluppando una nuova generazione di occhiali intelligenti, pensati per debuttare indicativamente entro il 2027, con forte integrazione nell’ecosistema iOS. L’iniziativa nasce a Cupertino e mira a competere direttamente con le soluzioni di Meta e Ray-Ban, oggi dominanti nel segmento. Il progetto, seguito dal Vision Products Group, rappresenta una svolta rispetto alla roadmap originaria di visori AR e mixed reality, rivelatasi troppo ambiziosa nei tempi. L’obiettivo è offrire un wearable discreto, dal design premium in acetato, in grado di gestire foto, video, chiamate e musica senza proiezioni olografiche. La scelta risponde alla crescita della creator economy su TikTok e Instagram, dove l’acquisizione “hands-free” di contenuti sta diventando un fattore competitivo chiave per i grandi player tecnologici.
In sintesi:
- Apple prepara occhiali intelligenti senza AR olografica, focalizzati su design e integrazione con iPhone.
- Previsti almeno quattro stili di montatura in acetato e più colorazioni premium.
- Funzioni principali: foto, video, chiamate, musica e assistenza vocale Siri evoluta.
- Il progetto nasce come tappa intermedia verso futuri occhiali AR completi.
Dal Vision Pro agli occhiali: la nuova strategia di Cupertino
In origine, Apple aveva pianificato tre prodotti distinti per realtà aumentata e mista: un visore AR cablato a iPhone atteso nel 2020, un visore mixed reality premium previsto per il 2021 e veri occhiali AR entro metà 2022.
Le difficoltà ingegneristiche hanno però imposto un ridimensionamento. Il visore collegato all’iPhone è stato cancellato, mentre il dispositivo di fascia alta è arrivato solo nel 2024 come Apple Vision Pro, seguito da una revisione nel 2025. Gli occhiali AR con proiezione nel campo visivo sono stati rinviati a lungo termine, a favore di una soluzione più pragmatica e vicina al mercato.
Come riportato da Mark Gurman su Bloomberg, il nuovo progetto prevede occhiali intelligenti simili, per funzioni, ai Ray-Ban Meta: registrazione di foto e video, gestione delle telefonate, controllo vocale, ascolto musicale e interazione rapida con i servizi Apple. La differenza chiave è l’assenza di partnership con brand dell’occhialeria come Ray-Ban o Oakley: Apple intende sviluppare internamente design, montature e finiture, in coerenza con la tradizionale cura proprietaria dell’hardware.
Design, materiali e integrazione software: dove Apple vuole differenziarsi
Secondo le informazioni raccolte da Gurman, verranno proposte almeno quattro varianti di montatura: un modello ampio rettangolare in stile Wayfarer, una versione più sottile e affusolata vicina agli occhiali indossati da Tim Cook, una montatura grande ovale/circolare e una variante ovale/circolare più compatta. Le colorazioni considerate includono nero, blu oceano e marrone chiaro.
La scelta dell’acetato al posto della plastica standard sottolinea il posizionamento premium, rivolto a utenti sensibili a qualità costruttiva e comfort d’uso prolungato. Il focus è rendere il dispositivo indistinguibile, a colpo d’occhio, da normali occhiali di fascia alta, attenuando lo stigma associato ai wearable tecnologici troppo evidenti.
Sul piano software, la chiave competitiva sarà la profonda integrazione con iPhone, Apple Watch e servizi come iCloud Photos e Apple Music. Un Siri completamente rivisto, atteso con iOS 27, funzionerà da interfaccia principale: comandi vocali naturali per controllare registrazioni, rispondere alle chiamate, gestire notifiche e consultare informazioni rapide, senza estrarre lo smartphone.
Questo approccio segue la tradizione di Apple: entrare in un segmento già avviato, come fatto con smartphone, smartwatch e auricolari true wireless, puntando su integrazione verticale hardware-software e sull’affidabilità percepita del brand.
Occhiali AR completi: la vera sfida tecnologica dei prossimi anni
L’attuale progetto di occhiali intelligenti rappresenta per Apple una tappa intermedia verso la visione di occhiali AR con proiezione di informazioni direttamente nel campo visivo. Per arrivarci, sarà necessario superare ostacoli ancora enormi in termini di miniaturizzazione ottica, efficienza energetica e potenza di calcolo in un form factor da montatura tradizionale.
I progressi nei chip a 3 nm e oltre, nei display waveguide e nelle batterie ad alta densità indicano una traiettoria favorevole, ma non immediata. La scelta di presidiare già oggi il segmento con un prodotto “non olografico” consente a Apple di testare casi d’uso reali, raccogliere dati sull’ergonomia e consolidare la fiducia degli utenti verso i dispositivi indossabili sul viso.
In prospettiva, la combinazione di creator economy, lavoro ibrido e servizi basati su intelligenza artificiale potrebbe trasformare gli occhiali intelligenti da gadget di nicchia a piattaforma quotidiana di accesso alle informazioni, con Cupertino determinata a non lasciare questo spazio esclusivamente a Meta e altri concorrenti.
FAQ
Quando potrebbero arrivare sul mercato gli occhiali intelligenti Apple?
È verosimile aspettare un lancio non prima del 2027, considerando complessità hardware, sviluppo software dedicato e integrazione con i futuri iOS.
Gli occhiali intelligenti Apple mostreranno contenuti AR nel campo visivo?
No, il primo modello dovrebbe rinunciare alla proiezione olografica, concentrandosi su fotocamera, audio, assistente vocale e piena integrazione con iPhone.
Servirà per forza un iPhone per usare gli occhiali Apple?
Sì, l’utilizzo sarà probabilmente vincolato a un iPhone, con sincronizzazione avanzata di notifiche, chiamate, foto e servizi cloud Apple.
Come si differenzieranno gli occhiali Apple dai Ray-Ban Meta?
Saranno diversi per assenza di partnership con brand di occhialeria, design sviluppato in-house, uso esteso di acetato e integrazione profonda con iOS.
Quali sono le fonti alla base di queste informazioni sugli occhiali Apple?
Le informazioni derivano da una elaborazione congiunta di notizie Ansa.it, Adnkronos.it, Asca.it e Agi.it rielaborate dalla nostra Redazione.

