Antonella Clerici racconta il mobbing in gravidanza e le conseguenze in tv

Antonella Clerici racconta il mobbing in gravidanza e le conseguenze in tv

17 Aprile 2026

Antonella Clerici, la maternità e il prezzo pagato sul lavoro

Chi: Antonella Clerici, storica conduttrice Rai ed ex giornalista sportiva.
Cosa: denuncia il torto professionale subito dopo la maternità, collegandolo alla più ampia penalizzazione lavorativa delle madri italiane.
Dove: nel podcast Passa dal Basement di Gianluca Gazzoli e nel dibattito pubblico nazionale.
Quando: dichiarazioni recenti, a oltre dieci anni dalla vicenda de La prova del cuoco e dopo Sanremo 2010.
Perché: per rivendicare un’ingiustizia subita in quanto incinta e per richiamare l’attenzione sulla “child penalty” che colpisce le lavoratrici madri in Italia, ancora oggi rilevata dai dati ufficiali Inps.

In sintesi:

  • Antonella Clerici racconta l’esclusione da La prova del cuoco dopo la gravidanza.
  • Rivendica il reintegro come gesto simbolico per tutte le donne penalizzate.
  • I dati Inps confermano che la maternità resta un rischio per la carriera.
  • La “child penalty” colpisce una donna su cinque che smette di lavorare dopo un figlio.

Dal successo Rai all’ingiustizia dopo la gravidanza

Antonella Clerici, volto storico della Rai da quasi quarant’anni, ha ricordato nel podcast Passa dal Basement come la sua carriera sia stata bruscamente interrotta quando, rimasta incinta della figlia Maelle avuta con l’ex compagno Eddy Martens, le venne tolta la conduzione de La prova del cuoco. Doveva essere una pausa fisiologica, è diventata un’esclusione: *“Mi dissero: basta, non sei più prevista. Avevo fatto 15 anni di programma”*.

La svolta arriva dopo Sanremo 2010 con Ti Lascio Una Canzone, quando il pubblico dell’Ariston le tributa una standing ovation, compreso il direttore che l’aveva sostituita. Clerici chiede con fermezza: *“Rivoglio la mia Prova del cuoco. Perché è stato vergognoso come vi siete comportati. Per tutte le donne”*. Una rivendicazione che trasforma un caso personale in questione collettiva di diritti e dignità lavorativa.

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Oggi, alla guida di È sempre mezzogiorno!, definisce il programma il suo “posto sicuro”, la cucina come spazio televisivo dove parlare liberamente e fare compagnia a chi è a casa, forte dello “zoccolo duro” del suo pubblico.

Maternità, carriera e child penalty: il quadro italiano

Nelle sue parole, Antonella Clerici precisa di non avercela mai avuta con Elisa Isoardi, che la sostituì: *“Mai stato un problema personale, ma di opportunità. La questione è stata gestita male, vista dal pubblico come una mia immeritata defenestrazione. Si può fare tutto, ma i modi fanno la differenza”*. Il punto, sottolinea, è il torto di non poter tornare al proprio lavoro dopo la maternità.

Le critiche online sostengono che una persona famosa e benestante non possa parlare di mobbing. Ma il meccanismo descritto è identico a quello vissuto da migliaia di lavoratrici: un datore che ti toglie mansioni solo perché stai per diventare, o sei diventata, genitore. In Italia, questo si traduce in una vera e propria “child penalty”.

Secondo la relazione annuale Inps, la nascita del primo figlio rappresenta uno spartiacque: la probabilità di uscire dal lavoro sale al 18% per le donne, contro l’8% per gli uomini. L’occupazione femminile è al 53,6%, ben 17 punti sotto il 71% maschile e sotto il 70,2% della media UE.

La child penalty in numeri e l’eredità del caso Clerici

I dati mostrano che la probabilità che le donne lascino il lavoro resta alta anche due anni dopo la nascita del figlio (circa 13-14%), con una riduzione delle ore lavorate che si recupera solo intorno al settimo anno di vita del bambino. Nello stesso periodo crescono i part-time femminili, mentre per i padri aumentano le settimane lavorate.

La “child penalty” si traduce in un divario occupazionale fra padri e madri con almeno un figlio minore vicino ai 29 punti percentuali. Il 77,8% degli uomini senza figli lavora, percentuale che sale al 91,5% tra i padri. Per le donne, invece, si passa dal 68,9% di occupate senza figli al 62,3% tra le madri.

In pratica, il 20% delle donne smette di lavorare dopo essere diventata madre. In questo contesto, il caso di Antonella Clerici resta un precedente simbolico: ha esposto pubblicamente una dinamica spesso nascosta. E pone una domanda scomoda al sistema: se nessuno accettasse posti “liberati” da decisioni ingiuste verso le madri, quante aziende sarebbero costrette a cambiare davvero pratiche e cultura interna?

FAQ

Perché il caso di Antonella Clerici è ancora rilevante oggi?

È rilevante perché mostra come una gravidanza possa tradursi in esclusione professionale, evidenziando meccanismi di penalizzazione che colpiscono tuttora molte lavoratrici madri italiane.

Cosa si intende per child penalty nel mercato del lavoro italiano?

La child penalty indica la perdita di occupazione, ore lavorate e opportunità di carriera che colpisce le donne dopo la nascita di un figlio.

Quanto incide la maternità sul rischio di lasciare il lavoro?

Incide fortemente: per le donne il rischio di uscire dal lavoro sale al 18%, contro l’8% registrato per gli uomini.

Qual è oggi il divario occupazionale tra padri e madri?

Oggi il divario tra padri e madri con almeno un figlio minore sfiora i 29 punti percentuali a sfavore delle donne.

Da quali fonti sono tratte e rielaborate queste informazioni?

Le informazioni derivano da una elaborazione congiunta di fonti ufficiali Ansa.it, Adnkronos.it, Asca.it e Agi.it, rielaborate dalla nostra Redazione.


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