Amazon taglia 30.000 posti corporate e destina 200 miliardi all’intelligenza artificiale

12 Luglio 2026

La notizia in sintesi

  • Amazon ha eliminato circa 30.000 posizioni corporate in otto mesi.
  • Il gruppo prevede 200 miliardi di dollari di spesa nel 2026.
  • Gran parte degli investimenti è destinata alle infrastrutture per l’intelligenza artificiale.
  • A Seattle, dipendenti e residenti contestano anche l’espansione dei data center.

(Riassunto generato con AI)

Amazon riduce il personale e accelera sull’intelligenza artificiale

Amazon, guidata dal CEO Andy Jassy, ha cancellato circa 30.000 posizioni corporate nell’arco di otto mesi mentre prepara una spesa record da 200 miliardi di dollari per il 2026, pari a circa 172 miliardi di euro. L’investimento, destinato in larga misura alle infrastrutture per l’intelligenza artificiale, colloca il gruppo statunitense al centro della corsa tecnologica che coinvolge le maggiori aziende digitali.

La riorganizzazione riguarda soprattutto funzioni corporate e viene presentata dall’azienda come un intervento per snellire la struttura interna, ridurre i livelli gerarchici e rendere più rapidi i processi decisionali. Il nodo è però il divario tra la riduzione del personale e l’entità delle risorse destinate all’AI.

I tagli hanno generato malcontento tra lavoratori e comunità locali, in particolare a Seattle, sede storica del gruppo. La vicenda mette in evidenza una trasformazione più ampia: per le grandi piattaforme digitali, i risparmi sul costo del lavoro diventano una leva per finanziare capacità di calcolo, data center e progetti di intelligenza artificiale generativa.

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I tagli corporate e la strategia di Andy Jassy

Le 30.000 posizioni eliminate equivalgono a circa il 9% della forza lavoro corporate di Amazon in meno di un anno. La stretta ha interessato l’area ingegneristica, le risorse umane, la gestione dei prodotti e una parte del personale di AWS, la divisione cloud del gruppo.

In un messaggio interno, l’azienda ha spiegato di voler essere “organizzata in modo più snello, con meno livelli gerarchici”. La formula riflette la linea di Jassy: una quota crescente delle attività affidate oggi alle persone potrebbe essere svolta dalle macchine, mentre il capitale liberato dai tagli viene reindirizzato verso la tecnologia.

Il CEO ha riferito che nel gruppo sono già attivi oltre mille progetti di AI generativa e che l’obiettivo è aumentarli. Questa espansione richiede investimenti elevati in infrastrutture digitali e rende difficile conciliare la nuova strategia con il mantenimento dell’organico precedente.

La scelta non viene descritta soltanto come una revisione organizzativa, ma come una risposta competitiva. Per Amazon, arrivare prima dei concorrenti nella disponibilità di potenza di calcolo e servizi AI può determinare il peso futuro dell’azienda nel cloud e nell’e-commerce.

Seattle, data center e tensioni sulle conseguenze locali

Il dissenso è emerso pubblicamente a Seattle, dove alcuni ingegneri hanno partecipato a un’udienza del consiglio comunale chiedendo regole sulla costruzione di grandi data center. Patrick Schloesser, ingegnere informatico legato ad Amazon Web Services, ha collegato i licenziamenti alla rapida espansione della capacità di calcolo.

Nel suo intervento ha ricordato che i vertici dell’azienda “hanno licenziato 30.000 dipendenti corporate negli ultimi otto mesi”. Sui canali interni, altri lavoratori hanno espresso la sensazione di essere sacrificati dopo anni di servizio, mentre il gruppo destina miliardi alle infrastrutture digitali.

La crescita dei data center apre inoltre un fronte ambientale. Questi impianti richiedono grandi quantità di elettricità e acqua; in diverse aree degli Stati Uniti residenti e comunità locali chiedono limiti ai nuovi progetti. Secondo la National Conference of State Legislatures, in 14 Stati sono allo studio misure per fermare o circoscrivere la realizzazione di nuove strutture.

La corsa all’AI ridisegna investimenti e occupazione

Il piano di Amazon rientra nella tendenza dell’intero settore tecnologico statunitense. Insieme a Microsoft, Alphabet e Meta, il gruppo dovrebbe investire nel 2026 circa 700 miliardi di dollari, intorno a 603 miliardi di euro, soprattutto in infrastrutture per l’intelligenza artificiale.

Dall’inizio del 2026, le aziende tecnologiche hanno cancellato complessivamente oltre 45.000 posti di lavoro. Anche Microsoft e Salesforce hanno ridotto gli organici annunciando, quasi nello stesso periodo, investimenti più consistenti nell’AI.

La conseguenza è una pressione crescente sul rapporto tra innovazione, occupazione e impatto territoriale. L’espansione dell’intelligenza artificiale non riguarda soltanto nuovi prodotti: richiede strutture fisiche, energia e una ridefinizione concreta delle competenze aziendali.

FAQ

Quanti posti corporate ha tagliato Amazon?

Sì, Amazon ha eliminato circa 30.000 posizioni corporate in otto mesi, pari a circa il 9% di quella forza lavoro.

Quanto investirà Amazon nel 2026?

Sì, il gruppo prepara una spesa record da 200 miliardi di dollari nel 2026, circa 172 miliardi di euro, in larga parte per l’AI.

Quali aree sono state colpite dai tagli?

Sì, i tagli hanno coinvolto ingegneria, risorse umane, gestione dei prodotti e parte del personale di AWS.

Perché Seattle discute dei data center?

Sì, dipendenti e residenti chiedono regole perché i data center necessari all’AI consumano grandi quantità di elettricità e acqua.

Come è stata verificata questa ricostruzione?

Sì, il contenuto nasce da un’analisi approfondita e da una verifica incrociata della nostra Redazione su numerose fonti, tra cui Money.it.

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