Amanda Lear a Belve racconta relazioni segrete e attacca David Bowie
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Amanda Lear a Belve, amori celebri e identità oltre gli stereotipi
A Belve, in onda su Rai 2, l’8 aprile 2026 da Roma, Amanda Lear ripercorre davanti a Francesca Fagnani le relazioni con uomini etero, gay e bisessuali, il matrimonio con Alain‑Philippe Malagnac d’Argens de Villèle, i legami con Salvador Dalì e David Bowie e l’ambiguità costruita attorno alla sua identità di genere.
Al centro del racconto, la libertà sentimentale e sessuale vissuta negli anni ’70 e ’80, tra star internazionali e un approccio alle relazioni che oggi appare sorprendentemente moderno.
Le sue parole offrono uno spaccato inedito sul costume dell’epoca, ma anche sulla trasformazione dell’immagine pubblica di una diva che definisce la propria ambiguità una “gabbia”, arrivando fino alle azioni legali contro produzioni internazionali che hanno etichettato in modo improprio il suo percorso personale.
In sintesi:
- Amanda Lear a Belve racconta amori con uomini etero, gay e bisessuali.
- Centrale il matrimonio con Alain‑Philippe Malagnac, definito il grande amore della sua vita.
- Nuovi dettagli sui rapporti con Salvador Dalì e David Bowie, tra arte, sesso e provocazione.
- L’ambiguità sull’identità di genere diventa “gabbia” e porta ad azioni legali internazionali.
Amori fluidi, grande amore Alain e la “gabbia” dell’ambiguità
Nell’intervista, Amanda Lear spiega di essersi spesso annoiata con gli uomini eterosessuali: “Ho avuto delle relazioni con dei ragazzi bellissimi eterosessuali, ma dopo un po’ mi annoio. Con un gay è diverso. Mi diverte sempre. Adoro gli omosessuali”.
La sua biografia sentimentale diventa così una narrazione di relazioni fluide, lontane dagli schemi tradizionali.
Il capitolo più intenso riguarda il matrimonio con il facoltoso collezionista d’arte Alain‑Philippe Malagnac d’Argens de Villèle, sposato dal 1979 fino alla sua morte nell’incendio della villa in Provenza, nel 2000: “Alain è stato l’uomo che ho amato di più”.
Alla domanda di Francesca Fagnani se avesse amato più uomini omosessuali che etero, Lear chiarisce: “Mio marito era bisessuale”, normalizzando una dimensione oggi definita queer ancora poco rappresentata nelle testimonianze di quella generazione.
Sull’ambiguità di genere che l’ha accompagnata per decenni, Lear commenta con distacco: “Quel personaggio è stato una gabbia”. L’ottantaseienne ricorda anche le azioni legali contro HBO e il documentario Enigma, in cui veniva accostata a April Ashley come “icona trans”, contestando una lettura ritenuta impropria della sua storia personale.
Dalì, Bowie e l’attualità di una diva fuori schema
Nel racconto dei grandi incontri, Salvador Dalì occupa uno spazio centrale: una relazione di 16 anni, mentre il pittore restava sposato a Gala. Lear spiega: “Gala mi disse: mio marito ha bisogno di te e mi accolse in casa come una figlia”.
Non si trattò di un rapporto convenzionale: “Non era una cosa fisica tra noi, Dalì era impotente”. Il pittore, racconta Lear, le presentava spesso giovani uomini, traendo piacere dal vederla felice e poi chiedendole dettagli il giorno dopo.
Più tagliente il giudizio su David Bowie, frequentato nei primi anni ’70: “Non mi piaceva molto. Era tutto bianco, magrissimo, capelli rossi, niente sopracciglia… Faceva un po’ schifo”. La moglie di Bowie, Angie, le avrebbe addirittura dato il via libera a frequentarlo, descrivendo di fatto una coppia aperta.
La sintonia con Francesca Fagnani e il tono ironico dei botta e risposta confermano la centralità di Lear nel racconto televisivo contemporaneo: una testimone diretta di come arte, desiderio e identità abbiano anticipato i temi oggi al centro del dibattito pubblico.
FAQ
Chi è Alain‑Philippe Malagnac, grande amore di Amanda Lear?
Alain‑Philippe Malagnac d’Argens de Villèle era un facoltoso collezionista d’arte francese, marito di Amanda Lear dal 1979 fino alla sua morte nel 2000.
Amanda Lear ha confermato la bisessualità del marito a Belve?
Sì, Amanda Lear ha dichiarato chiaramente in trasmissione: “Mio marito era bisessuale”, inserendo la loro storia in un contesto affettivo fluido.
Che tipo di rapporto aveva Amanda Lear con Salvador Dalì?
Amanda Lear ha descritto un legame affettivo e artistico durato 16 anni, non fisico per l’impotenza di Dalì, con Gala consapevole e partecipe dell’equilibrio familiare.
Perché Amanda Lear cita azioni legali contro HBO e il documentario Enigma?
Perché, secondo Lear, il documentario Enigma di HBO l’avrebbe presentata impropriamente come “icona trans”, spingendola a tutelare legalmente la propria identità.
Da quali fonti provengono le informazioni sull’intervista di Amanda Lear?
Le informazioni derivano da una elaborazione congiunta delle fonti ufficiali Ansa.it, Adnkronos.it, Asca.it e Agi.it, opportunamente rielaborate dalla nostra Redazione.

