Alberto Ravagnani racconta le sue trasgressioni e le avances ricevute
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Alberto Ravagnani, le confessioni sulla castità e la nuova vita fuori dal sacerdozio
L’ex sacerdote e influencer Alberto Ravagnani, 32 anni, ha raccontato a La Volta Buona di Caterina Balivo su Rai 1 il proprio percorso di distacco dal ministero e le difficoltà vissute rispetto a celibato e castità.
Davanti al pubblico televisivo, a pochi mesi dall’annuncio ufficiale dell’Arcidiocesi di Milano sulla sospensione dal ministero, Ravagnani ha ammesso di aver “trasgredito” quando era prete e di vivere oggi una fase di ricerca affettiva, pur non essendo fidanzato.
Le sue dichiarazioni arrivano in un momento in cui il suo libro La Scelta, i podcast e il monologo annunciato al Teatro Lirico Giorgio Gaber stanno alimentando un ampio dibattito pubblico sul rapporto tra giovani, Chiesa e affettività.
In sintesi:
- Alberto Ravagnani racconta in TV le sue trasgressioni rispetto a celibato e castità.
- L’ex sacerdote riceve avances da uomini e donne, ma dichiara di non essere innamorato.
- Il confronto con Don Cosimo Schena apre il tema dei tempi interiori dopo l’addio all’abito.
- Ravagnani rivendica il valore del suo racconto per preti, ex religiosi e comunità LGBTQ.
In trasmissione, la Balivo ha chiesto apertamente se avesse mai trasgredito da prete. Ravagnani ha risposto: “Sì, ho trasgredito… inizialmente mi sono sentito in colpa”.
Ha spiegato che per la Chiesa cattolica la nozione di trasgressione non riguarda solo i rapporti con un’altra persona: il “ventaglio” delle condotte considerate illecite è molto più ampio e comprende anche ciò che, per un laico, è parte ordinaria della vita affettiva e sessuale.
Oggi, ha chiarito, non è fidanzato ma riceve numerose avances: “Da quando non sono più prete ci provano con me… c’è un parterre ampio sia di uomini che di donne”. Una notorietà digitale – costruita come “prete influencer” – che continua a influenzare la sua vita privata anche dopo la sospensione dal ministero.
Dal ministero al dibattito pubblico: il confronto con la Chiesa
La vicenda di Alberto Ravagnani parte dal comunicato del vicario generale dell’Arcidiocesi di Milano, che tre mesi fa ha reso nota la decisione del giovane sacerdote di sospendere il ministero, lasciando l’incarico di vicario parrocchiale e di collaboratore della pastorale giovanile diocesana.
Da allora, Ravagnani ha rilanciato la propria presenza pubblica: il libro La Scelta, numerose ospitate in podcast, radio e TV, e un monologo in programma il 17 maggio al Teatro Lirico Giorgio Gaber, per il quale sono già stati venduti circa la metà dei biglietti disponibili.
A La Volta Buona, Ravagnani si è confrontato con Don Cosimo Schena, sacerdote che ha compiuto il percorso opposto: ha lasciato la fidanzata per entrare in seminario. Schena lo ha invitato alla prudenza: “Forse hai bisogno di un certo tempo di silenzio… non devi censurarti, ma solo aspettare”.
L’ex don ha però respinto l’idea di una scelta affrettata, spiegando di aver maturato l’addio in circa due anni di confronto con altri preti e di discernimento personale. Ha rivendicato il valore pubblico del proprio racconto: “Mi hanno scritto preti, ex preti, suore, ex suore, seminaristi, laici, molte persone della comunità omosessuale… questo mi ha confermato che certe cose andavano dette”.
Celibato, affettività e doppia vita: il nodo irrisolto nella Chiesa
Nel suo intervento Ravagnani ha insistito sul tema centrale del celibato sacerdotale. Ha definito “evidente” il peso della castità nella decisione di lasciare, pur non considerandolo l’unico motivo: “Il celibato o c’è o non c’è… uno può nascondersi, io non volevo più fingere”.
Ha denunciato implicitamente la “doppia vita” di molti sacerdoti: “Ci sono tante vite sacerdotali che nascondono molte ipocrisie… io non voglio sostenere questa vita”, collegando il tema non solo alla coerenza personale, ma anche al rapporto di fiducia con i fedeli che lo seguivano, in parrocchia e online.
Parlando delle proprie difficoltà, ha ricordato di aver tentato inizialmente le vie tradizionali offerte dalla spiritualità cattolica: preghiera, direzione spirituale, confessione. Poi la presa d’atto: il problema era “più profondo” e richiedeva una scelta di rottura.
Negli ultimi mesi, a Le Iene, Ravagnani ha ammesso di essersi avvicinato ad altre persone e di aver usato anticoncezionali: una dichiarazione che sancisce pubblicamente la fine della propria castità e apre, al tempo stesso, un dibattito concreto sulla compatibilità tra disciplina ecclesiale e vissuto affettivo reale di molti chierici.
Una testimonianza che pesa su futuro del celibato e linguaggio pastorale
Il caso Ravagnani va oltre la cronaca personale: mostra il cortocircuito tra disciplina del celibato, cultura digitale e bisogno di autenticità delle nuove generazioni di credenti.
La sua figura di ex “prete influencer” incrocia mondi diversi – giovani, comunità LGBTQ, ex religiosi – che spesso si sentono marginali nella vita ecclesiale. Il successo del libro, la risposta del pubblico e l’attenzione mediatica indicano un bisogno diffuso di narrazioni oneste sul rapporto tra fede, corpo e desiderio.
Per la Chiesa italiana, la vicenda rappresenta un test delicato: da un lato la necessità di tutelare la credibilità dell’istituzione, dall’altro l’urgenza di ascoltare storie come quella di Ravagnani senza ridurle a mera “deviazione individuale”. Il dibattito sul celibato obbligatorio, da tempo latente, potrebbe trovare in testimonianze simili un ulteriore catalizzatore.
FAQ
Chi è Alberto Ravagnani e perché è noto al grande pubblico?
Alberto Ravagnani è un ex sacerdote dell’Arcidiocesi di Milano, divenuto influencer per la comunicazione digitale rivolta ai giovani su fede, Chiesa e temi esistenziali.
Perché Alberto Ravagnani ha deciso di lasciare il sacerdozio?
La decisione, maturata in circa due anni, è legata soprattutto alle difficoltà con celibato e castità e al rifiuto di una vita percepita come ipocrita rispetto al proprio vissuto affettivo.
Alberto Ravagnani oggi è fidanzato o in una relazione stabile?
Al momento Ravagnani afferma di non essere innamorato né fidanzato, pur ricevendo avances sia da uomini sia da donne dopo la sospensione dal ministero.
In che modo il libro La Scelta ha inciso sul dibattito ecclesiale?
Il volume ha offerto una testimonianza diretta che ha coinvolto preti, ex religiosi, laici e persone LGBTQ, stimolando riflessioni critiche su celibato, autenticità e inclusione nella Chiesa cattolica.
Da quali fonti è stata rielaborata questa ricostruzione giornalistica?
La ricostruzione deriva da un’elaborazione congiunta delle fonti ufficiali Ansa.it, Adnkronos.it, Asca.it e Agi.it, opportunamente rielaborate dalla nostra Redazione.

