Agcom impone verifica età obbligatoria e oscura due siti porno, stretta sulla tutela dei minori

Blocco Agcom a due siti porno italiani per mancata verifica dell’età
L’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni (Agcom) ha ordinato il blocco in Italia dei siti pornografici www.giochipremium.com e www.hentai-ita.net, gestiti dalla società italiana Onlab S.R.L.S..
Il provvedimento, adottato nella seduta del 18 marzo, discende dall’articolo 13-bis del Decreto Caivano, che impone la verifica della maggiore età per l’accesso a contenuti hard.
Agcom ha accertato l’assenza di sistemi adeguati di age verification, ha diffidato l’operatore e, dopo il mancato adeguamento, ha imposto il blocco tramite DNS ai fornitori di servizi di mera trasmissione dati.
Il caso apre un precedente rilevante per l’intero mercato dei contenuti per adulti online in Italia, sollevando interrogativi su proporzionalità delle misure, tutela dei minori, concorrenza tra operatori nazionali ed esteri e reale efficacia dei blocchi tecnici.
In sintesi:
- Agcom blocca due siti porno italiani per mancata verifica dell’età degli utenti.
- I provvedimenti si fondano sull’articolo 13-bis del Decreto Caivano.
- Onlab S.R.L.S. denuncia sproporzione del blocco e svantaggio competitivo rispetto ai player esteri.
- Il caso diventa banco di prova per l’enforcement della tutela dei minori online.
Normativa, procedura Agcom e contestazioni di Onlab
L’articolo 13-bis del Decreto Caivano obbliga chi diffonde immagini o video pornografici in Italia a impedire l’accesso ai minori di 18 anni mediante sistemi di verifica dell’età.
Per dare attuazione operativa alla norma, Agcom ha approvato la delibera n. 96/25/CONS, con linee guida tecniche e procedurali che impongono soluzioni di sicurezza proporzionate al rischio e il rispetto del principio di minimizzazione dei dati personali.
Per gli operatori con sede in Italia e per quelli extra UE, l’obbligo è effettivo dal 12 novembre 2025.
I siti www.giochipremium.com e www.hentai-ita.net, già inclusi nell’elenco dei soggetti sottoposti al nuovo regime, sono risultati privi di adeguati controlli.
Agcom ha quindi contestato le violazioni e diffidato Onlab S.R.L.S. ad adeguarsi entro 20 giorni.
Decorso inutilmente il termine, l’Autorità ha adottato le delibere n. 73/26/CONS e n. 74/26/CONS, ordinando ai provider di mera connettività il blocco DNS, destinato a permanere finché i siti non garantiranno condizioni conformi alle regole.
Onlab S.R.L.S. definisce il provvedimento sproporzionato rispetto alla dimensione del servizio, citando per uno dei portali circa 2.000 visite giornaliere; sostiene inoltre di aver offerto soluzioni tecniche rispettose della privacy, senza ricevere riscontri concreti.
La società denuncia infine una forte disparità competitiva: gli operatori italiani sarebbero colpiti più rapidamente, mentre molti siti porno esteri restano facilmente accessibili, con il rischio di spingere gli utenti verso piattaforme meno controllate.
Implicazioni future per tutela dei minori e mercato digitale
Questo intervento di Agcom rappresenta un test cruciale sull’applicazione pratica della tutela dei minori nel mercato porno online.
Se da un lato emerge la volontà di rendere effettivi gli obblighi introdotti dal Decreto Caivano, dall’altro si apre il nodo dell’equilibrio tra protezione dei minori, sostenibilità per i piccoli operatori e neutralità competitiva rispetto ai player internazionali.
L’efficacia del blocco DNS, facilmente aggirabile dagli utenti più esperti, potrebbe spingere il legislatore e le autorità a esplorare soluzioni più avanzate, come forme standardizzate di verifica dell’età interoperabili tra piattaforme e gestori, con forte presidio su sicurezza e minimizzazione dei dati.
Il caso Onlab S.R.L.S. indica inoltre che il dialogo regolatorio e l’adozione di best practice condivise saranno decisivi per evitare un proliferare di contenziosi e blocchi selettivi, con ricadute sull’intero ecosistema digitale italiano.
FAQ
Cosa prevede l’articolo 13-bis del Decreto Caivano per i siti porno?
Prevede l’obbligo, per chi diffonde contenuti pornografici in Italia, di verificare la maggiore età degli utenti, impedendo l’accesso ai minori di 18 anni.
Quando è scattato l’obbligo di verifica dell’età per gli operatori italiani?
È scattato il 12 novembre 2025, data fissata dalle linee guida Agcom, per operatori con sede in Italia e soggetti extra UE.
Cos’è il blocco DNS disposto da Agcom contro i due siti?
È un ordine ai provider di connettività di impedire la risoluzione dei domini, rendendo inaccessibili i siti dall’Italia tramite i normali DNS.
Come possono adeguarsi i siti pornografici alla normativa italiana?
Devono integrare sistemi di verifica dell’età tecnicamente robusti, proporzionati al rischio e conformi al principio di minimizzazione dei dati personali degli utenti.
Da dove provengono le informazioni utilizzate per questo articolo di approfondimento?
Provengono da una elaborazione congiunta delle fonti ufficiali Ansa.it, Adnkronos.it, Asca.it e Agi.it, rielaborate dalla nostra Redazione.
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