Valerio Scanu denuncia presunto uso di autotune sospetto al Festival di Sanremo

Sanremo 2026, le accuse di Valerio Scanu su autotune e lezioni lampo
Chi: il cantante Valerio Scanu, vincitore di Sanremo 2010. Cosa: critica pubblicamente uso di autotune e preparazione vocale di alcuni protagonisti del Festival di Sanremo 2026, inclusi ospiti internazionali e big “insospettabili”. Dove: nel podcast “Non è la Tv” di Fanpage. Quando: a pochi giorni dalla conclusione del Festival. Perché: per denunciare, dal punto di vista tecnico, esibizioni giudicate poco autentiche, con presunti “ritocchi” vocali e miglioramenti sospetti che, secondo lui, altererebbero la percezione del talento live degli artisti.
In sintesi:
- Valerio Scanu denuncia uso “spudorato” di autotune e performance tecnicamente discutibili a Sanremo 2026.
- Nel mirino Alicia Keys, Achille Lauro e alcuni big “insospettabili” con netti miglioramenti vocali.
- Scanu assolve Marco Masini, Serena Brancale, Arisa, Tommaso Paradiso, Levante e Malika.
- Duro giudizio sul percorso lampo con Luca Jurman per preparare Fedez a Sanremo.
Nel podcast con Andrea Parrella, Grazia Sambruna e Stefania Rocco, Valerio Scanu rompe l’unanimità di lodi sui big sanremesi. L’artista stronca innanzitutto l’ospitata di Alicia Keys, definendo la sua performance tecnicamente carente e “crescente”.
Ancora più netto il giudizio su Achille Lauro, accusato di aver usato l’autotune “a bomba”, con un effetto paragonato a Cher in “Believe”. Scanu allude quindi a “esibizioni ritoccate in maniera importante” da parte di alcuni big italiani, parlando di miglioramenti talmente evidenti da ricordare foto “post-prodotte” con app come FaceApp. Tra i nomi citati compaiono Raf, Elettra Lamborghini e una sorprendentemente centrata Patty Pravo, pur senza attribuire esplicitamente a nessuno l’uso di autotune, ma insistendo sul concetto di “qualcosina sotto” a supporto della voce.
Chi usa davvero l’autotune a Sanremo secondo Valerio Scanu
Nella stessa intervista, Valerio Scanu distingue con precisione chi, secondo lui, si è presentato a Sanremo 2026 senza scorciatoie tecnologiche. Esclude in modo netto l’uso di autotune per Marco Masini, difendendo le sue imperfezioni come prova di canto dal vivo.
Valutazione articolata per Serena Brancale: brano definito “esoso”, struttura da “lezione di canto” con continui cambi di registro, eseguito con qualche imprecisione ma, a suo dire, in totale assenza di correzioni digitali. Stesso verdetto per Arisa, Tommaso Paradiso, Levante e Malika, indicati come esempi in cui si percepiscono respiri, tensione e piccole sbavature tipiche di una performance realmente live.
Diversa la posizione sugli “insospettabili” che, pur non nominati tutti, vengono descritti come artisti di lunghissima carriera con esibizioni insolitamente precise rispetto agli standard abituali. Per Scanu il ricorso massiccio all’autotune a Sanremo solleva un tema di trasparenza verso pubblico, critica e addetti ai lavori, perché altera la percezione del reale livello interpretativo in un contesto competitivo.
Lezioni lampo per Fedez e il nodo credibilità nel pop televisivo
Uno dei passaggi più taglienti riguarda Fedez e la sua esibizione in “Male Necessario”. Valerio Scanu contesta la scelta del vocal coach Luca Jurman di seguirlo a sole tre settimane dal Festival, paragonando ironicamente l’esperimento a un corso accelerato per girare un film hard con Rocco Siffredi in tempi record.
Secondo Scanu, lezioni così ravvicinate non possono modificare in modo strutturale l’intonazione di un artista, e l’idea stessa di “recupero vocale express” alimenta un equivoco sul lavoro tecnico necessario per sostenere un palco come quello dell’Ariston. Pur riconoscendo che in “Male Necessario” la resa di Fedez sia apparsa a tratti più controllata rispetto al passato, il cantante sardo insiste: *“Intonare per lui è come per me mettere in pratica lezioni di diplomazia”*, mettendo in dubbio sia l’efficacia del percorso sia la coerenza di Jurman, da anni critico verso l’omologazione vocale e l’uso sistematico dell’autotune.
Un dibattito aperto sulla trasparenza vocale nei grandi show tv
Le dichiarazioni di Valerio Scanu riportano al centro del dibattito il rapporto tra spettacolo, tecnologia e autenticità vocale nei grandi eventi televisivi come Sanremo. L’uso di autotune e correzioni digitali non è di per sé una novità nell’industria musicale, ma diventa tema sensibile quando interviene in diretta su una gara che pretende di misurare il talento live.
Le sue osservazioni tecniche, anche quando iperboliche, intercettano una domanda crescente del pubblico: capire quanto di ciò che si ascolta sul palco sia realmente frutto della prestazione dell’artista e quanto di un “restyling” tecnologico. Un confronto più trasparente su questi strumenti potrebbe diventare uno dei dossier chiave delle prossime edizioni del Festival e dei format musicali televisivi, influenzando criteri di giudizio, regolamenti e percezione di credibilità di cantanti, vocal coach e produzioni.
FAQ
Che cosa ha contestato esattamente Valerio Scanu a Sanremo 2026?
Ha contestato l’uso massiccio e poco dichiarato di autotune, alcune esibizioni tecnicamente deboli e miglioramenti vocali “sospetti” di diversi big e ospiti.
Quali artisti Valerio Scanu ritiene sicuramente senza autotune a Sanremo?
Ha indicato come privi di autotune Marco Masini, Serena Brancale, Arisa, Tommaso Paradiso, Levante e Malika, valorizzandone imperfezioni live.
Perché Valerio Scanu critica il percorso di Fedez con Luca Jurman?
Ritiene che tre settimane di lezioni non bastino per cambiare davvero l’intonazione di Fedez, e giudica l’operazione poco credibile.
L’autotune è vietato dal regolamento del Festival di Sanremo?
No, non è esplicitamente vietato, ma l’uso live resta un’area grigia che apre interrogativi su correttezza e trasparenza verso il pubblico.
Quali sono le fonti utilizzate per questo articolo su Sanremo 2026?
L’articolo è stato elaborato a partire da una rielaborazione congiunta di contenuti Ansa.it, Adnkronos.it, Asca.it e Agi.it.
DIRETTORE EDITORIALE
Michele Ficara Manganelli ✿
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