Umberto Brindani attacca Alfonso Signorini e svela retroscena sul suo silenzio e sulle dimissioni

Il retroscena di Umberto Brindani sui ringraziamenti mancati di Alfonso Signorini
Umberto Brindani, direttore del settimanale Gente e volto televisivo, ricostruisce sui social il suo rapporto professionale con Alfonso Signorini dopo le dimissioni di quest’ultimo dalla direzione editoriale di Chi e dall’esperienza al Grande Fratello.
Il caso nasce dall’editoriale d’addio di Signorini su Chi, nel quale ringrazia tre direttori – Silvana Giacobini, Carlo Rossella, Pietro Calabrese – omettendo però il nome di Brindani.
Da qui la domanda: perché il direttore che lo portò alla vicedirezione di Chi non compare tra i “fari” professionali citati? Secondo Brindani, la risposta affonda nelle dinamiche interne del gruppo Mondadori e nella successiva ascesa televisiva di Signorini, fino alla sua “rovinosa caduta”.
In sintesi:
- Umberto Brindani contesta l’assenza del suo nome nei ringraziamenti di Alfonso Signorini.
- Racconta come fu lui a volerlo vicedirettore di Chi nel 2005.
- Ricostruisce il ruolo di Giacobini, Rossella e Calabrese nella carriera di Signorini.
- Collega il passato editoriale di Signorini alla sua recente uscita di scena televisiva.
Nel suo lungo post, Brindani parte da una premessa netta: *“Triturato dai Falsissimo di Corona, Alfonso Signorini si è dimesso da direttore editoriale di Chi, dopo aver mollato anche il GF”*.
L’attenzione si sposta poi sull’editoriale d’addio di Signorini, definito “mieloso”, in cui l’ex conduttore ringrazia soltanto tre direttori, omettendo chi lo affiancò alla guida del settimanale.
*“Forse manca qualcosa? O qualcuno?”*, scrive Brindani, annunciando un “insider” su come funziona davvero il mondo editoriale.
Dall’ombra alla vicedirezione: come Brindani rilanciò la carriera di Signorini
Nel suo racconto, Umberto Brindani ricostruisce la parabola professionale di Alfonso Signorini prima dell’esplosione televisiva. Sotto la direzione di Silvana Giacobini a Chi, Signorini si sarebbe “ritrovato a spasso, per motivi a me sconosciuti”.
Furono allora Carlo Rossella e Brindani a recuperarlo a Panorama come collaboratore esterno, sfruttandone l’ampia rete di contatti nel gossip.
Parallelamente, Signorini approdò in tv “alla corte di Piero Chiambretti” come “lookologo”, ottenendo una visibilità crescente che spinse Rossella e Brindani a dedicare ai due la celebre copertina “I rimbambini”.
Nel 2004, Brindani passò alla direzione di Gente, mentre Signorini proseguiva come freelance non assunto a Panorama. Con le dimissioni di Silvana Giacobini, nel 2005, a Brindani venne affidata la direzione di Chi.
Fu in quel contesto che propose al manager Nini Briglia, in Mondadori, di coinvolgere proprio Signorini. Scoprì così che l’azienda stava già trattando con lui, che puntava al ruolo di condirettore.
Brindani impose una mediazione: *vice* direttore, con eventuale promozione futura. Signorini accettò, la collaborazione portò “risultati di vendita eccezionali” e, prima dell’insediamento, il giornalista si sfilò dal portafoglio di Lele Mora.
Nel 2006, Brindani fu chiamato anche alla direzione di Tv Sorrisi e Canzoni, mentre la guida di Chi passò a Signorini.
Dopo qualche anno, con Sorrisi a quota 1.070.000 copie diffuse, Brindani venne “licenziato di botto”.
Ricorda un incontro in bagno con Signorini, allora direttore di Chi, che lo avvisò: *“Stai attento, stanno succedendo delle cose…”*, senza aggiungere altro. Ventiquattro ore dopo, Brindani fu allontanato e Signorini nominato anche direttore di Sorrisi, che nei tre mesi successivi – sottolinea – perse 300mila copie.
Memoria selettiva, potere mediatico e la caduta di Signorini
Da quella cesura, scrive Umberto Brindani, *“il rapporto tra noi si incrinò leggermente”*. Lui ripartì da Oggi e poi, tre anni fa, tornò a dirigere Gente.
Signorini invece “spiccò il volo” come megadirettore, conduttore tv, regista teatrale, scrittore e figura influente “tra i potenti d’Italia”, fino alla “recente, rovinosa caduta” innescata dall’ondata di critiche e dai “Falsissimo” di Fabrizio Corona.
La mancata citazione nel suo editoriale, per Brindani, somiglia a una consapevole damnatio memoriae. *“Forse dovrei esserne orgoglioso”*, commenta, rivendicando la “verità dei fatti” come ragione principale del suo racconto.
FAQ
Perché Umberto Brindani critica i ringraziamenti di Alfonso Signorini?
Brindani contesta l’assenza del suo nome tra i direttori ringraziati da Signorini, pur avendolo voluto vicedirettore di Chi e contribuito al suo rilancio professionale.
Che ruolo ebbe Brindani nella carriera editoriale di Alfonso Signorini?
Brindani afferma di aver sostenuto Signorini prima a Panorama e poi portandolo alla vicedirezione di Chi, in un momento decisivo per il settimanale.
Cosa accadde quando Brindani lasciò Tv Sorrisi e Canzoni?
Secondo Brindani, fu licenziato improvvisamente mentre Signorini venne nominato anche direttore di Sorrisi, che nei tre mesi successivi perse 300mila copie.
Perché Brindani parla di damnatio memoriae riferita a Signorini?
Brindani ritiene che Signorini abbia volontariamente cancellato il suo nome dai ricordi pubblici, non citandolo né nei ringraziamenti né nelle celebrazioni di Chi.
Quali sono le fonti originarie di questa ricostruzione giornalistica?
La ricostruzione deriva da una elaborazione congiunta delle fonti ufficiali Ansa.it, Adnkronos.it, Asca.it e Agi.it, rielaborate dalla nostra Redazione.
DIRETTORE EDITORIALE
Michele Ficara Manganelli ✿
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