Trump lancia il Board of Peace per Gaza: mossa a sorpresa che può cambiare gli equilibri in Medio Oriente
Indice dei Contenuti:
Annuncio e obiettivi del board
Donald Trump annuncia la nascita di un “Board of Peace” dedicato a Gaza, con i nomi dei membri attesi al World Economic Forum di Davos tra il 21 e il 22 gennaio. Il progetto si inserisce nella seconda fase del piano USA per il Medio Oriente, parallelamente all’avvio al Cairo delle riunioni del Comitato Nazionale Palestinese per la gestione della Striscia guidato da Ali Shaath. Su Truth, il tycoon definisce il Consiglio “il più grande e prestigioso mai riunito”, anticipando inviti già inviati e una presidenza esercitata in prima persona.
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Obiettivo dichiarato: fornire uno strumento operativo per la transizione di Gaza, sostenendo un “Governo Tecnocratico Palestinese” e un accordo di completa smilitarizzazione di Hamas, inclusa la resa delle armi e lo smantellamento dei tunnel. Washington lega il percorso a un cessate il fuoco in evoluzione, con il disarmo, ulteriori ritiri israeliani e il possibile dispiegamento di una forza di stabilizzazione internazionale.
Secondo il Financial Times, la Casa Bianca valuta di estendere il perimetro del Board oltre il Medio Oriente, includendo Ucraina e Venezuela. L’ipotesi, che accredita il Consiglio come piattaforma “parallela e non ufficiale” potenzialmente alternativa all’ONU, suscita perplessità tra diplomatici occidentali e arabi per l’ampiezza del mandato ipotizzato. Trump insiste: “Il momento è ora, il popolo di Gaza ha sofferto abbastanza”.
Composizione e alleanze internazionali
Il Board of Peace nasce con una struttura ristretta di 12 componenti, selezionati direttamente da Donald Trump, con inviti spediti nelle ultime 48 ore. Il nucleo atteso include leader o delegati di paesi chiave occidentali e mediorientali: Italia — con la premier Giorgia Meloni — Germania, Regno Unito, Turchia, Qatar ed Egitto. La presentazione ufficiale è prevista al World Economic Forum di Davos tra il 21 e il 22 gennaio.
La cornice operativa prevede un collegamento diretto con il Comitato Nazionale Palestinese di 15 membri, guidato da Ali Shaath, attraverso l’ex inviato ONU Nickolay Mladenov, incaricato di fungere da interfaccia tecnica. In parallelo è stato delineato un board esecutivo separato che includerà Tony Blair — escluso dal consesso principale per le resistenze regionali legate al 2003 — insieme ai consiglieri presidenziali Jared Kushner e Steve Witkoff.
La rete di alleanze punta a consolidare un fronte transatlantico‑mediorientale sulla transizione di Gaza, con Washington a regia e sponda logistica dei partner regionali. L’ipotesi, riportata dal Financial Times, di estendere il mandato verso crisi come Ucraina e Venezuela apre a un perimetro più ampio, mentre restano in campo dubbi di capitali occidentali e arabe su efficacia, legittimità e sovrapposizioni con l’ONU.
Reazioni, sfide e prossime tappe
Fonti diplomatiche occidentali e arabe, citate dal Financial Times, esprimono scetticismo sull’eventuale estensione del Board of Peace a Ucraina e Venezuela, ritenendo il mandato troppo ampio e potenzialmente sovrapposto all’ONU. La perplessità riguarda governance, legittimazione e capacità esecutiva su teatri multipli.
Gli obiettivi operativi restano complessi: disarmo di Hamas, ulteriori ritiri israeliani da Gaza e definizione di una forza internazionale di stabilizzazione. In parallelo, IDF e Shin Bet proseguono i raid mirati: a Nuseirat eliminato Ahraf al‑Khatib delle Brigate al‑Quds e la moglie; a Deir al‑Balah ucciso Muhammad al‑Hawli dell’ala armata di Hamas.
La cabina di regia statunitense coordina con partner chiave: colloquio tra il segretario di Stato Marco Rubio e il ministro degli Esteri Antonio Tajani, con Italia impegnata su aiuti umanitari, sicurezza, governance e ricostruzione. A livello politico, Donald Trump ribadisce su Truth il sostegno al “Governo Tecnocratico Palestinese” e l’ultimatum a Hamas per la consegna delle armi, lo smantellamento dei tunnel e la restituzione dell’ultimo corpo a Israele.
Le prossime tappe: annuncio dei membri a Davos, attivazione del collegamento con il comitato palestinese guidato da Ali Shaath tramite Nickolay Mladenov, definizione delle regole d’ingaggio della forza di stabilizzazione e del calendario per la fase due del cessate il fuoco.
FAQ
- Che cos’è il Board of Peace? Un consiglio promosso da Donald Trump per coordinare la transizione di Gaza nella fase post‑conflitto.
- Quando saranno annunciati i membri? Tra il 21 e il 22 gennaio al World Economic Forum di Davos.
- Quali sono le principali sfide? Disarmo di Hamas, ritiro israeliano, forza internazionale di stabilizzazione e governance transitoria.
- Chi coordina con il comitato palestinese? L’ex inviato ONU Nickolay Mladenov, come interfaccia tecnica con il gruppo guidato da Ali Shaath.
- Quali paesi sono coinvolti? Tra gli altri: Italia, Germania, Regno Unito, Turchia, Qatar, Egitto.
- Il mandato andrà oltre Gaza? Ipotesi di estensione a Ucraina e Venezuela è allo studio, con riserve di diplomatici occidentali e arabi (fonte: Financial Times).
- Qual è la posizione italiana? Antonio Tajani conferma impegno su aiuti, sicurezza, governance e ricostruzione nella fase due.




