Tajani scuote Crans Montana: risarcimento giudicato offensivo, bufera politica su valore economico della vita umana

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Crans Montana, Tajani: non si può compensare la morte con 200.00 franchi
La decisione diplomatica italiana
L’Italia ha richiamato il proprio ambasciatore in Svizzera dopo la scarcerazione di Jacques Moretti, proprietario del locale di Crans-Montana distrutto dall’incendio di Capodanno in cui sono morti 40 giovani. La scelta è stata annunciata dal ministro degli Esteri Antonio Tajani durante la trasmissione “Agenda” su Sky TG24, come segnale politico forte verso le autorità elvetiche.
Il rientro dell’ambasciatore Silvio Mignano Cornado serve a raccogliere informazioni dirette sull’iter giudiziario e valutare nuove iniziative diplomatiche. Roma vuole chiarire tempi, criteri e responsabilità della liberazione su cauzione dell’indagato, giudicata in palese contrasto con la gravità del fatto e con le aspettative dei familiari delle vittime.
La Farnesina considera il caso un banco di prova nei rapporti bilaterali e pretende che il procedimento penale svizzero proceda con la massima rapidità e trasparenza, soprattutto sugli aspetti legati alla sicurezza del locale e al controllo delle normative antincendio.
Le accuse sui mancati controlli
Secondo Tajani, la tragedia di Crans-Montana non può essere attribuita alla fatalità ma a una catena di omissioni gravi. Nel locale mancavano adeguate misure di sicurezza, l’uscita di emergenza era chiusa a chiave e sarebbero stati utilizzati materiali non ignifughi, in violazione delle regole di prevenzione incendi.
Il ministro ha escluso la presenza di fattori esterni o eventi imprevedibili, indicando nei proprietari del club i principali responsabili di un disastro che ha trasformato una festa di Capodanno in una strage giovanile. Per questo Roma giudica “inaccettabile” la rimessa in libertà di un soggetto ritenuto oggettivamente al centro del quadro accusatorio.
La decisione di concedere la libertà provvisoria con una cauzione di 200mila franchi viene percepita come uno schiaffo al dolore delle famiglie, in particolare di quelle italiane, che chiedono un processo rapido, pene proporzionate e un accertamento rigoroso di tutte le responsabilità, anche amministrative.
Indignazione pubblica e nodo della cauzione
Il giudizio politico espresso da Tajani è netto: “Non si può pensare di compensare la morte di tante persone con 200mila franchi”. Il ministro rivendica di parlare “da genitore e da nonno”, sottolineando come l’intero popolo italiano si senta colpito da una decisione giudiziaria che appare distante dal comune senso di giustizia.
Roma chiede che la magistratura elvetica spieghi non solo le motivazioni della scarcerazione, ma anche la provenienza dei fondi versati per la cauzione. L’origine del denaro è ritenuta un elemento essenziale per valutare eventuali coperture o interessi in gioco attorno alla figura di Moretti e al business del locale.
L’esecutivo italiano punta a tenere alta l’attenzione internazionale sul caso, affinché la pressione dell’opinione pubblica contribuisca ad accelerare il processo e a evitare che il procedimento scivoli nell’opacità o in una percezione di impunità rispetto a una tragedia che ha scosso profondamente Italia e Svizzera.
FAQ
D: Perché l’Italia ha richiamato l’ambasciatore in Svizzera?
R: Per ottenere chiarimenti sulla scarcerazione di Jacques Moretti e valutare nuove iniziative diplomatiche legate al caso di Crans-Montana.
D: Chi è Jacques Moretti?
R: È il proprietario del locale di Crans-Montana andato a fuoco nella notte di Capodanno, in cui sono morti 40 giovani.
D: Qual è il ruolo di Antonio Tajani nella vicenda?
R: Come ministro degli Esteri, Antonio Tajani guida la risposta diplomatica italiana e ha criticato duramente la scarcerazione su cauzione.
D: A quanto ammonta la cauzione contestata dall’Italia?
R: La cauzione fissata dalle autorità svizzere è di 200mila franchi, ritenuta sproporzionata rispetto alla gravità della tragedia.
D: Quali carenze di sicurezza sono state segnalate nel locale?
R: Mancanza di misure adeguate, uscita di emergenza chiusa a chiave e uso di materiali non ignifughi.
D: Cosa chiede Roma alla magistratura svizzera?
R: Di accelerare il procedimento penale e chiarire motivazioni e fonti della cauzione che ha permesso la scarcerazione.
D: Come è stata descritta l’indignazione italiana?
R: Tajani ha parlato di indignazione “da genitori e nonni”, sostenendo che il sentimento del popolo italiano è stato offeso.
D: Qual è la fonte giornalistica originale della notizia?
R: Le informazioni riprendono il dispaccio di Askanews diffuso da Roma il 24 gennaio e rilanciato da vari media, tra cui Sky TG24.




