Svizzera garantisce la sicurezza della fornitura elettrica secondo nuova analisi autorevole

Sicurezza elettrica svizzera dopo il nucleare: cosa prevede l’analisi Axpo
La Svizzera potrà garantire la propria sicurezza elettrica anche nei rigidi inverni successivi alla chiusura delle centrali nucleari: è la conclusione di una nuova analisi di 50 esperti del gruppo energetico argoviese Axpo, resa nota il 24 marzo 2026. Lo studio delinea due scenari di lungo periodo basati su un mix di rinnovabili, gas e – in un caso – nuovi impianti atomici. Ma chiede al governo federale di intervenire subito con quattro misure urgenti: prolungare la vita delle centrali nucleari esistenti, riorientare i sussidi verso la produzione invernale, accelerare l’eolico e definire regole di mercato per le centrali a gas. Le raccomandazioni si inseriscono nel dibattito politico in corso a Berna su bonus elettrici invernali, procedura accelerata per gli impianti e possibile revoca del divieto di costruzione di nuove centrali nucleari.
In sintesi:
- Analisi Axpo: sicurezza elettrica svizzera garantibile anche senza centrali nucleari esistenti.
- Quattro misure urgenti: nucleare prolungato, bonus invernali, eolico accelerato, quadro per centrali a gas.
- Due scenari 2050: mix rinnovabili + gas, oppure mix rinnovabili + due nuove centrali nucleari.
- Dibattito politico acceso su divieto nucleare e sottostima di potenziale eolico e fotovoltaico.
Le quattro mosse urgenti per evitare blackout invernali
Secondo gli esperti di Axpo, la sicurezza di approvvigionamento sarà raggiungibile solo se la Confederazione agirà rapidamente, a prescindere dalla strategia energetica di lungo termine scelta dal Parlamento.
Primo: prolungare il funzionamento delle centrali nucleari attive, così da disporre del tempo necessario per sviluppare tecnologie alternative e infrastrutture di rete adeguate.
Secondo: ricalibrare i sussidi federali, privilegiando la capacità produttiva nei mesi invernali rispetto ai picchi estivi, oggi favoriti dal fotovoltaico tradizionale.
Terzo: sbloccare il potenziale dell’energia eolica, giudicato “elevato” ma frenato da opposizioni locali e iter autorizzativi complessi.
Quarto: introdurre condizioni quadro stabili per centrali a gas orientate al mercato, destinate a coprire i picchi di domanda e ad assicurare capacità flessibile in scenari meteo critici.
Nella visione Axpo, un primo scenario punta su un mix bilanciato: idroelettrico, molto più fotovoltaico, forte crescita dell’eolico e alcune centrali a gas flessibili per coprire l’inverno. Un secondo scenario include, oltre a idroelettrico, solare potenziato, più vento e gas, anche la costruzione di due nuove centrali nucleari, in sinergia con le rinnovabili. Queste ultime restano comunque centrali per la decarbonizzazione, ma, da sole, non garantirebbero la sicurezza di sistema in condizioni estreme senza adeguata capacità di riserva.
Il nodo politico: nucleare, bonus invernali e corsa alle rinnovabili
La discussione tecnica di Axpo si innesta su una fase politica cruciale. Il 24 marzo 2026 il dossier arriva mentre il ministro dell’Energia Albert Rösti ha indicato la sicurezza di approvvigionamento come obiettivo strategico prioritario del Dipartimento. Rösti punta a far approvare le norme per accelerare le procedure di autorizzazione: il Parlamento ha già votato in autunno il pacchetto per lo sviluppo della produzione, mentre il governo ha annunciato un forte incremento del fotovoltaico entro il 2030 e l’introduzione di un “bonus elettricità invernale” per gli impianti solari di grande scala.
L’11 marzo, il Consiglio degli Stati ha deciso di cancellare dalla legge il divieto di costruire nuove centrali nucleari. La palla passa ora al Consiglio nazionale, chiamato a confermare o respingere l’apertura al nuovo nucleare di terza (o quarta) generazione.
Nel frattempo, l’associazione dei professionisti del solare Swissolar definisce l’analisi Axpo un contributo importante al dibattito, ma contesta che sottovaluti “dinamica e redditività” delle rinnovabili. Per Swissolar, un’accelerazione decisa di fotovoltaico ed eolico, supportata da accumuli e gestione intelligente dei carichi, potrebbe ridurre drasticamente il bisogno di nuovo nucleare e gas.
FAQ
La Svizzera può rinunciare al nucleare senza rischiare blackout?
Sì, l’analisi Axpo indica che la Svizzera può garantire la sicurezza elettrica invernale con rinnovabili, idroelettrico, gas flessibile e adeguate misure regolatorie.
Perché Axpo chiede di prolungare le centrali nucleari esistenti?
Perché, secondo Axpo, il prolungamento crea un “ponte” temporale: consente di sviluppare fotovoltaico, eolico e infrastrutture senza mettere a rischio l’approvvigionamento invernale.
Cosa significa dare priorità alla produzione elettrica invernale?
Significa orientare incentivi e bonus verso impianti che producono soprattutto in inverno: fotovoltaico alpino, tetti ottimizzati, eolico e capacità flessibili a gas.
Qual è la posizione di Swissolar sullo studio Axpo?
Swissolar apprezza il contributo al dibattito ma ritiene che il rapporto sottostimi la rapidità di sviluppo e la competitività economica delle energie rinnovabili.
Quali sono le fonti utilizzate per l’elaborazione di questo articolo?
L’analisi deriva da una elaborazione congiunta delle fonti ufficiali Ansa.it, Adnkronos.it, Asca.it e Agi.it, opportunamente rielaborate dalla nostra Redazione.
DIRETTORE EDITORIALE
Michele Ficara Manganelli ✿
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