Stasi nega legami con Sempio e ricostruisce i video di Garlasco chiamando in causa il testimone Poggi
Indice dei Contenuti:
Nuovo interrogatorio di Stasi sul delitto di Garlasco: cosa emerge su Sempio
Il 20 maggio 2025, davanti ai magistrati della Procura di Pavia, Alberto Stasi torna a parlare dell’omicidio di Chiara Poggi, uccisa a Garlasco il 13 agosto 2007. Interrogato come testimone nell’indagine che vede ora indagato Andrea Sempio, Stasi ribadisce di non averlo mai conosciuto né sospettato.
Il confronto verte su nuovi elementi: lo scontrino del parcheggio di Vigevano, le ricerche online di Sempio sul caso, le telefonate anomale ricevute da Chiara, i video intimi della coppia e la dinamica del ritrovamento del corpo.
I pm, guidati dal procuratore Fabio Napoleone, cercano di valutare il peso dei nuovi indizi, tra cui la cosiddetta “impronta 33”, alla luce della condanna definitiva a 16 anni già inflitta a Stasi, e delle possibili ricadute sul quadro probatorio complessivo.
In sintesi:
- Stasi afferma di non aver mai conosciuto Andrea Sempio prima delle Sit della procura.
- Lo scontrino del parcheggio di Vigevano viene indicato come elemento che desta perplessità.
- I pm analizzano ricerche online, telefonate sospette e ipotesi sul movente sessuale.
- L’“impronta 33” e l’assenza di tracce di Stasi riaprono il dibattito sulla dinamica.
Nel dettaglio dell’interrogatorio, Stasi nega con fermezza qualsiasi rapporto con Andrea Sempio: *“Mai visto, mai sentito, confermo che prima di leggere quelle Sit non sapevo neanche esistesse”*.
Ammette però che un elemento lo aveva colpito: lo scontrino del parcheggio di Vigevano, conservato per anni da Sempio. *“Mi aveva personalmente incuriosito, insospettito la questione dello scontrino”*, osserva, definendo anomalo tenere un documento simile per così tanto tempo.
Il procuratore Fabio Napoleone richiama anche documenti e scritti sequestrati, parlando di una “personalità particolare” e di un “magma” da approfondire, comprese le ricerche sul caso Garlasco e sullo stesso Stasi, interpretate come possibile “attenzione quasi morbosa”.
Telefonate sospette, video intimi e dinamica del ritrovamento di Chiara Poggi
Gli inquirenti approfondiscono le telefonate sospette ricevute da Chiara Poggi tra il 7 e l’8 agosto 2007. Alla domanda *“Chiara gliel’ha riferito?”*, Stasi risponde: “No… non me l’ha riferito”, aggiungendo che, se le avesse ritenute importanti, probabilmente gliene avrebbe parlato.
Sostiene inoltre che Chiara non gli menzionò mai Andrea Sempio, né come amico del fratello né come presenza anomala nella loro cerchia: *“No, no…”*. Emergono invece ricordi su avances di un collega, già riferite anche da una delle sorelle Cappa.
Il confronto tocca poi i video sessuali di coppia. Alla domanda di Napoleone se sappia di eventuali diffusioni, Stasi replica: “Che io sappia no, a distanza di tanto tempo direi di no”. Racconta che il fratello di Chiara, Marco, nell’agosto 2007 lo interrogò riservatamente sulla loro esistenza, verosimilmente dopo indiscrezioni di stampa.
Secondo Stasi, Chiara non manifestò mai timori che quei video potessero essere scoperti, *“tendo ad escluderlo… ecco!”*. Le sue parole si incrociano con le dichiarazioni di Marco Poggi, che ha definito “assurda ma plausibile” l’ipotesi che Sempio avesse sottratto la chiavetta per visionarli, pur giudicando *“folle”* una simile spiegazione del soliloquio di Sempio sui video.
Il colloquio ripercorre anche la mattina del 13 agosto 2007. Stasi riferisce di essere arrivato alla villetta di via Pascoli, aver trovato la porta socchiusa e di non aver acceso luci: solo dopo seppe che una luce delle scale risultava già attiva.
La sua versione è stata giudicata dalla Cassazione “incongrua, illogica e falsa”: secondo le sentenze, non era possibile vedere Chiara “bianca in volto” già coperta di sangue senza lasciare tracce ematiche né sul pavimento né sulle scarpe o sui tappetini dell’auto.
I giudici hanno ritenuto che le modalità del rinvenimento fossero “assimilabili a quelle dell’aggressore, non dello scopritore”. Stasi indica anche un *“pezzetto del muretto di cinta rotto”* nel punto in cui dichiara di aver scavalcato, escludendo di averlo danneggiato e ipotizzando il passaggio di “qualcuno” da lì.
Quindi il procuratore mostra le immagini della cosiddetta impronta 33. Stasi commenta: *“Avessimo avuto questo dato, nel 2007…”*.
Napoleone chiarisce che il valore dell’indizio non sta solo nella presenza di tracce riconducibili a Sempio, ma anche nell’assenza di quelle riferibili a Stasi nella ricostruzione dei pm pavesi.
Nello “scenario filmato” del delitto, così come cristallizzato nelle motivazioni, l’assassino non avrebbe percorso tutti i gradini, ma avrebbe lanciato il corpo di Chiara Poggi dalle scale, limitando l’impronta di sangue e rendendo decisivo ogni singolo reperto biologico nella valutazione di compatibilità con i vari soggetti coinvolti.
Le possibili ricadute future dell’inchiesta su Sempio e sul caso Garlasco
Il nuovo fascicolo su Andrea Sempio, con al centro lo scontrino del parcheggio, l’“impronta 33” e i contenuti digitali, riapre il dibattito giudiziario e mediatico su Garlasco.
La posizione di Alberto Stasi resta cristallizzata in una condanna definitiva a 16 anni, ma la Procura di Pavia lavora per verificare se i nuovi elementi possano incidere, in futuro, su eventuali richieste di revisione o su ulteriori contestualizzazioni probatorie.
L’esito delle perizie biologiche, l’analisi forense dei dispositivi informatici e la rilettura delle testimonianze, comprese quelle di Sempio e dei familiari di Chiara Poggi, costituiranno la base tecnica per valutare la tenuta complessiva del quadro ricostruttivo che, da quasi vent’anni, continua a dividere opinione pubblica, difese e accusa.
FAQ
Chi è oggi indagato insieme al già condannato Alberto Stasi?
Attualmente è indagato Andrea Sempio, amico del fratello di Chiara Poggi, in un procedimento autonomo rispetto alla condanna definitiva di Stasi.
Cosa rappresenta lo scontrino del parcheggio di Vigevano per i pm?
Lo scontrino di Vigevano è ritenuto un possibile tassello dell’alibi di Sempio, ma la lunga conservazione suscita dubbi investigativi e richieste di verifica.
Che cos’è la cosiddetta impronta 33 nel caso Garlasco?
L’impronta 33 è un reperto biologico rilevato sulla scena del delitto, oggi oggetto di nuova valutazione comparativa tra le diverse tracce disponibili.
I video intimi tra Chiara Poggi e Stasi sono stati diffusi?
Secondo Stasi non risultano circolati. Conferma che nel 2007 se ne parlò solo per indiscrezioni giornalistiche, senza prove di reale diffusione.
Da quali fonti è stata ricostruita questa ricostruzione giornalistica?
L’analisi deriva da una elaborazione congiunta delle fonti ufficiali Ansa.it, Adnkronos.it, Asca.it e Agi.it, rielaborate dalla nostra Redazione.



