Social media inadeguati: perché il divieto ai minori fallisce e non garantisce reale protezione

Social media inadeguati: perché il divieto ai minori fallisce e non garantisce reale protezione

27 Aprile 2026

Divieto social ai minori: perché il modello Australia non sta funzionando

Dal 10 dicembre 2025 l’accesso ai social media è vietato agli under 16 in Australia, ma la maggioranza dei minori continua a usarli. Molly Rose Foundation ha rilevato che oltre il 60% dei ragazzi tra 12 e 15 anni è ancora attivo su piattaforme come Facebook, Instagram, Snapchat, TikTok e YouTube. Il divieto è stato adottato o copiato da numerosi paesi, dall’Europa al Regno Unito, fino al Canada (provincia di Manitoba).

La ricerca mostra però come il ban sia facilmente aggirabile tramite riconoscimento facciale con il volto di un adulto o uso di VPN, sollevando dubbi sull’efficacia delle misure legislative e sulla sicurezza dei sistemi di verifica dell’età. Il dibattito è ora centrale anche in Italia, dove si discute un disegno di legge per vietare i social ai minori di 15 anni.

In sintesi:

  • Oltre il 60% dei minori australiani under 16 è ancora presente sui social vietati.
  • I ragazzi aggirano il divieto usando il volto di adulti o VPN per registrarsi.
  • Molti paesi europei stanno copiando il modello australiano nonostante i limiti evidenti.
  • In Italia in arrivo un’app UE per la verifica dell’età tramite IT-Wallet.

Come i minori aggirano il ban e perché le big tech non reagiscono

Dopo l’entrata in vigore del divieto in Australia, i minori hanno rapidamente trovato modalità per restare online. Il metodo più diffuso è l’uso del volto di un adulto per superare il riconoscimento facciale richiesto in fase di verifica dell’età. Gli utenti più esperti, invece, si affidano a VPN per simulare la connessione da paesi senza restrizioni.

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Secondo il report della Molly Rose Foundation, oltre il 60% dei ragazzi tra 12 e 15 anni continua ad accedere a Facebook, Instagram, Threads, X, Kick, Reddit, Snapchat, TikTok, Twitch e YouTube. Diverse piattaforme, tra cui YouTube, Instagram, Snapchat e TikTok, non hanno disattivato automaticamente gli account sospetti né imposto nuove barriere tecniche, rendendo il divieto di fatto inefficace.

Il garante della privacy australiano ha comunicato il blocco di circa 5 milioni di account, ma a fine marzo ha segnalato possibili violazioni della legge da parte di YouTube, Instagram, Facebook, Snapchat e TikTok, aprendo la strada a indagini formali. Il nodo centrale resta la verifica dell’età: gli attuali sistemi raccolgono dati altamente sensibili senza offrire garanzie di sicurezza proporzionate.

Italia, Europa e Canada: cosa cambierà davvero per i minori online

Nonostante l’evidente inefficacia del modello australiano, molti governi stanno procedendo nella stessa direzione. Francia, Germania, Spagna, Danimarca, Portogallo, Regno Unito, Austria, Grecia, Norvegia e Turchia stanno valutando o implementando divieti analoghi. L’ultima proposta arriva dalla provincia di Manitoba in Canada, che intende limitare l’accesso ai social ai minori di 16 anni.

In Italia è in discussione un disegno di legge che fissa il limite a 15 anni. Il provvedimento dovrebbe appoggiarsi all’app UE per la verifica dell’età, integrata in IT-Wallet. Al momento lo strumento esiste solo sulla carta: mancano standard condivisi, controlli indipendenti e garanzie sul trattamento dei dati biometrici, con il rischio che diventi un’ulteriore formalità facilmente aggirabile.

La vera partita, per i regolatori europei, sarà conciliare tutela dei minori, proporzionalità delle misure e protezione dei dati, evitando ban simbolici che spingono semplicemente i ragazzi verso soluzioni tecniche più opache e difficili da monitorare per genitori e scuole.

FAQ

Perché il divieto ai social per gli under 16 in Australia non funziona?

Il divieto viene aggirato usando il volto di adulti per la verifica facciale o VPN. Oltre il 60% dei minori resta comunque attivo.

Quali social sono interessati dal ban ai minori australiano?

Il divieto riguarda Facebook, Instagram, Threads, X, Kick, Reddit, Snapchat, TikTok, Twitch e YouTube, principali piattaforme usate dai ragazzi.

Cosa prevede la proposta italiana sui social per i minori?

La proposta italiana vieta l’accesso ai social ai minori di 15 anni, basandosi su un sistema di verifica dell’età tramite IT-Wallet.

L’app UE per la verifica dell’età è già operativa in Italia?

Al momento l’app UE esiste solo a livello progettuale. È prevista l’integrazione in IT-Wallet entro l’estate, ma senza dettagli applicativi definitivi.

Qual è la fonte delle informazioni su ban social e verifiche età?

Le informazioni derivano da un’elaborazione congiunta di contenuti Ansa.it, Adnkronos.it, Asca.it e Agi.it, rielaborati dalla nostra Redazione.

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