Sinner Djokovic e Sabalenka attaccano il montepremi del Roland Garros giudicato inadeguato ai top player
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Roland Garros 2026, i top player contestano i premi in denaro
Un gruppo di circa venti tra i migliori tennisti del mondo, tra cui Jannik Sinner, Aryna Sabalenka e Coco Gauff, ha contestato pubblicamente la distribuzione dei premi al Roland Garros 2026. La protesta riguarda il torneo dello Slam in programma a fine maggio a Parigi, dove gli atleti denunciano una quota di ricavi destinata ai giocatori giudicata insufficiente rispetto alla crescita economica dell’evento. Secondo alcune fonti, Novak Djokovic non avrebbe aderito formalmente al documento. Gli atleti chiedono un aumento strutturale dei premi, maggiori tutele sanitarie e garanzie previdenziali, ritenendo che il sistema attuale non rispecchi il loro reale contributo al successo commerciale del tennis.
In sintesi:
- Circa venti top player contestano il montepremi del Roland Garros 2026.
- Tra i firmatari figurano Sinner, Sabalenka e Gauff, Djokovic fuori dal documento.
- I giocatori chiedono almeno il 22% dei ricavi complessivi come premi.
- Critiche anche su tutele sanitarie e prospettive previdenziali nel tennis.
Montepremi Roland Garros e richieste dei giocatori
Gli organizzatori del Roland Garros hanno annunciato per il 2026 un incremento del montepremi del 9,5%, fino a 61,7 milioni di euro, con 2,8 milioni destinati ai vincitori dei singolari maschile e femminile.
Secondo il gruppo di tennisti, l’aumento resta però solo cosmetico: a fronte di ricavi stimati oltre i 400 milioni di euro, la quota riservata ai premi rimarrebbe sotto il 15%, lontana dal 22% indicato come riferimento minimo per allinearsi ai circuiti ATP e WTA.
Nel documento, i giocatori evidenziano anche l’assenza di un confronto strutturato con la direzione del torneo di Parigi e lamentano la mancanza di misure stabili su coperture assicurative, prevenzione degli infortuni e strumenti previdenziali, soprattutto per le fasce meno pagate del circuito.
Impatti futuri sullo Slam parigino e sull’intero circuito
La presa di posizione dei top player potrebbe aprire una nuova fase di negoziazione tra tennisti, Slam e federazioni.
Se le richieste non fossero accolte, non è escluso che la vertenza al Roland Garros diventi un precedente per gli altri Major, con possibili azioni coordinate in vista di Wimbledon e US Open.
Un accordo su percentuali più elevate di ricavi destinate agli atleti cambierebbe l’equilibrio economico del tennis, rafforzando il potere negoziale dei giocatori nelle prossime trattative collettive.
FAQ
Perché i tennisti contestano il montepremi del Roland Garros 2026?
I tennisti contestano perché ai premi andrebbe meno del 15% dei ricavi stimati, chiedendo almeno il 22% per allinearsi a ATP e WTA.
Chi sono i principali protagonisti della protesta al Roland Garros?
La protesta coinvolge circa venti top player, tra cui Jannik Sinner, Aryna Sabalenka e Coco Gauff, portavoce delle richieste economiche e sanitarie.
Quali sono le richieste oltre all’aumento dei premi in denaro?
Le richieste includono maggiori tutele sanitarie, coperture assicurative più ampie e strumenti previdenziali stabili per giocatori di vertice e medio livello.
Il nuovo montepremi del Roland Garros 2026 quanto ammonta?
Il montepremi annunciato è di 61,7 milioni di euro, con 2,8 milioni destinati ai vincitori dei singolari maschile e femminile.
Quali sono le fonti utilizzate per questo articolo sul Roland Garros?
L’articolo deriva da una elaborazione congiunta delle fonti ufficiali Ansa.it, Adnkronos.it, Asca.it e Agi.it, rielaborate dalla Redazione.



