Satoshi Nakamoto è Adam Back: clamoroso, identificato dal New York Times il creatore di Bitcoin
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Adam Back è davvero Satoshi Nakamoto? L’inchiesta che riapre il mistero
Chi è davvero Satoshi Nakamoto, il creatore anonimo del Bitcoin? Una nuova inchiesta del New York Times indica nel crittografo britannico Adam Back, 55 anni, ceo di Blockstream, il possibile autore del white paper del 2008.
L’indagine, condotta tra Londra, archivi digitali e vecchie mailing list dei Cypherpunks, ricostruisce vent’anni di messaggi, codici e tracce linguistiche.
Il quotidiano sostiene che stile di scrittura, competenze tecniche e tempi delle apparizioni online di Back coincidano con quelli di Satoshi, soprattutto tra la fine degli anni Novanta e il 2011, quando Nakamoto sparisce dalla scena pubblica.
Quando? Il focus è sul periodo 1997‑2011. Perché? Per dimostrare che dietro lo pseudonimo non ci sarebbe un collettivo, ma un singolo profilo coerente, riconducibile proprio ad Adam Back, che però nega con fermezza.
In sintesi:
- Un’inchiesta del New York Times indica Adam Back come possibile Satoshi Nakamoto.
- Coincidono competenze su crittografia, sistemi distribuiti, denaro elettronico e rete Bitcoin.
- Analisi stilometrica su mailing list Cypherpunks: Back è il match più vicino a Satoshi.
- Back smentisce pubblicamente: *“Non sono io Satoshi Nakamoto”* e parla di coincidenze.
Come l’indagine collega Adam Back all’identità di Satoshi Nakamoto
L’inchiesta parte dal materiale oggi disponibile su Satoshi Nakamoto: il celebre white paper di nove pagine, i post su Bitcointalk e centinaia di email rese note dal programmatore finlandese Martti Malmi, tra i primi collaboratori del progetto Bitcoin.
Gli investigatori del New York Times incrociano questi documenti con tre grandi archivi di mailing list storiche dei Cypherpunks, dove negli anni Novanta e Duemila si discuteva di crittografia, anonimato e denaro elettronico.
Qui emerge il ruolo di Adam Back, noto per aver creato Hashcash, sistema di “proof‑of‑work” basato sulla risoluzione di puzzle computazionali: proprio il meccanismo che diventerà il cuore del mining di Bitcoin.
Back possiede un dottorato in sistemi informatici distribuiti, lo stesso paradigma tecnico che struttura la blockchain di Bitcoin. Usa lo stesso linguaggio di programmazione attribuito a Satoshi e mostra una particolare competenza nella crittografia a chiave pubblica, integrazione fondamentale del protocollo Bitcoin.
Un altro elemento chiave è temporale: per oltre un decennio Back interviene in modo costante nelle discussioni sui sistemi di pagamento digitali; poi, alla fine del 2008, quando viene annunciato il Bitcoin, la sua presenza si dirada mentre emerge la figura di Satoshi, attivo fino al 2011 e poi scomparso, lasciando intatti wallet stimati in decine di miliardi di dollari.
Stile di scrittura, smentite e scenari futuri per Bitcoin
Il passaggio più delicato dell’inchiesta è l’analisi linguistica. Confrontando i testi di Satoshi Nakamoto con quelli dei partecipanti alle mailing list, il New York Times individua in Adam Back l’unico autore che replica tutte le peculiarità: ortografia britannica, doppi spazi dopo il punto, errori ricorrenti su *“it’s/its”*, uso particolare di composti come *“bugfix”*, *“double-spending”*, *“file sharing”*.
Secondo il quotidiano, tra centinaia di iscritti solo Back combacia pienamente con questo profilo. Lui però respinge nettamente le conclusioni: su X ribadisce *“Non sono Satoshi”* e parla di “combinazione di coincidenze” tipiche di persone con la stessa formazione crittografica e lo stesso interesse per privacy online e denaro elettronico.
Il mistero resta irrisolto, ma l’indagine ha un effetto immediato: riaccende il dibattito sull’identità del fondatore del Bitcoin, sulla natura “leaderless” della criptovaluta e sul rischio che l’eventuale emersione di Satoshi — chiunque sia — possa influenzare percezione pubblica, regolamentazione e fiducia dei mercati in un’epoca in cui la finanza digitale è sempre più sorvegliata dai regolatori globali.
FAQ
Chi è Adam Back e perché è legato a Satoshi Nakamoto?
Adam Back è un crittografo britannico, ceo di Blockstream. È collegato a Satoshi per competenze, tempistiche online e somiglianze tecniche tra Hashcash e il protocollo Bitcoin.
Quali prove usa il New York Times per collegare Back a Satoshi?
Le prove includono archivi di mailing list Cypherpunks, email di Martti Malmi, analisi stilometrica dei testi e sovrapposizioni tra idee su denaro elettronico, crittografia e sistemi distribuiti.
Adam Back ha mai ammesso di essere Satoshi Nakamoto?
No, Adam Back ha sempre negato. Su X ha scritto più volte *“Non sono Satoshi”*, definendo le presunte prove una serie di coincidenze tra persone con interessi simili.
Perché l’identità di Satoshi è importante per il futuro di Bitcoin?
È importante perché l’eventuale comparsa di Satoshi potrebbe influenzare fiducia degli investitori, interpretazioni regolatorie, narrativa sulle origini del Bitcoin e gestione dei wallet storici non movimentati.
Qual è la fonte originale delle informazioni su questa inchiesta?
Le informazioni derivano da una elaborazione congiunta delle fonti ufficiali Ansa.it, Adnkronos.it, Asca.it e Agi.it, opportunamente rielaborate dalla nostra Redazione.

