Santanchè dimissioni: lascia il governo e rivendica la scelta, presa di distanza dal caso Delmastro

Santanchè lascia il governo: la lettera a Meloni e il peso politico
La ministra del Turismo Daniela Santanchè ha rassegnato le dimissioni, nella tarda serata del 25 marzo 2026, con una lettera indirizzata alla premier Giorgia Meloni. Il passo indietro arriva dopo la richiesta pubblica di Palazzo Chigi, che la ministra ha voluto fosse esplicita per “tutela della propria onorabilità”. Sullo sfondo, la sconfitta del centrodestra al referendum e il precedente del sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro. Santanchè rivendica la correttezza del proprio operato, sottolinea di non avere condanne né rinvii a giudizio sulla vicenda cassa integrazione e, citando Giuseppe Garibaldi, conclude con un “obbedisco” per marcare la lealtà alla leader di Fratelli d’Italia. La scelta apre ora un nuovo fronte politico interno sulla gestione delle responsabilità post-referendum.
In sintesi:
- Daniela Santanchè si dimette da ministra del Turismo dopo la richiesta pubblica di Giorgia Meloni.
- Rivendica fedina penale pulita e nessun rinvio a giudizio sulla cassa integrazione.
- Chiede di non essere il “capro espiatorio” della sconfitta referendaria del centrodestra.
- Distingue il suo caso da quello dell’ex sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro.
La lettera, il riferimento a Garibaldi e il nodo politico interno
Nel testo integrale della missiva, Daniela Santanchè ringrazia Giorgia Meloni per la fiducia alla guida del Ministero del Turismo e ribadisce di avere svolto il mandato “al meglio delle proprie possibilità e senza alcuna controindicazione”.
L’ex ministra insiste su due punti chiave: la richiesta “ufficiale e pubblica” di dimissioni da parte della premier, considerata condizione necessaria per lasciare l’incarico, e la certificazione di un “certificato penale immacolato”, con l’assenza, ad oggi, perfino di un rinvio a giudizio nella vicenda della cassa integrazione.
Santanchè ammette di avere inizialmente reagito “bruscamente”, spiegando di non voler vedere il proprio addio fuso né con il dibattito sulla sconfitta referendaria – da cui rivendica di non essere responsabile, citando anche il risultato in Lombardia e nel proprio municipio – né con il caso, “contingente ed assai diverso”, di Andrea Delmastro. Solo dopo questa distinzione afferma di non avere “difficoltà a dire *obbedisco*”, richiamando la celebre formula di Giuseppe Garibaldi e segnando la lealtà politica alla leader di Fratelli d’Italia.
Conseguenze politiche e prospettive per Meloni e Fratelli d’Italia
La chiusa della lettera di Daniela Santanchè – *“sono abituata a pagare i miei conti e spesso anche quelli degli altri”* – lascia intravedere tensioni irrisolte dentro Fratelli d’Italia dopo il voto referendario. La scelta di rimarcare l’amicizia personale con Giorgia Meloni e il richiamo al “futuro del nostro movimento” indicano la volontà di restare un riferimento politico, seppur fuori dal governo.
Per la premier, il caso Santanchè diventa un banco di prova su gestione delle crisi, responsabilità elettorali e selezione della classe dirigente. La distinzione pubblica rispetto al dossier Delmastro potrebbe inoltre accentuare le richieste di maggiore trasparenza e coerenza nell’azione dell’esecutivo, tema destinato a pesare nelle prossime scelte di rimpasto e nella narrazione del dopo-referendum.
FAQ
Perché Daniela Santanchè si è dimessa dal Ministero del Turismo?
Le dimissioni arrivano perché Giorgia Meloni ha chiesto pubblicamente il passo indietro, che Santanchè ha accettato per lealtà politica e tutela della propria onorabilità.
Cosa dice Santanchè sulla vicenda della cassa integrazione?
Affermando di avere “certificato penale immacolato”, Santanchè sottolinea che, sulla cassa integrazione, non esiste al momento nemmeno un rinvio a giudizio.
In che cosa il caso Santanchè differisce da quello di Andrea Delmastro?
Santanchè ribadisce che la sua situazione è “contingente ed assai diversa” da Andrea Delmastro, rivendicando assenza di provvedimenti penali e dinamiche politiche non sovrapponibili.
Che ruolo ha avuto il referendum nelle dimissioni di Santanchè?
Formalmente il referendum non è causa diretta, ma Santanchè rifiuta di essere il “capro espiatorio” della sconfitta elettorale del centrodestra.
Qual è la fonte originaria delle informazioni su questa vicenda politica?
Le informazioni derivano da una elaborazione congiunta delle fonti ufficiali Ansa.it, Adnkronos.it, Asca.it e Agi.it, rielaborate dalla nostra Redazione.
DIRETTORE EDITORIALE
Michele Ficara Manganelli ✿
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