Salvini invoca pene più dure per i minori dopo l’omicidio di Giacomo Bongiorni a Massa
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Omicidio Bongiorni, Salvini rilancia il dibattito su minori e responsabilità penale
L’omicidio di Giacomo Bongiorni a Massa, avvenuto nelle scorse settimane, ha spinto il ministro delle Infrastrutture e vicepremier Matteo Salvini a proporre l’abbassamento dell’età minima per l’imputabilità penale da 14 a 13 anni.
Il caso, che vede coinvolti tre minorenni e due maggiorenni, riapre il confronto su chi possa essere processato e come, quando un reato grave è commesso da under 14.
La proposta arriva in Italia oggi, nel contesto di un crescente allarme sociale per episodi di violenza giovanile, con l’obiettivo dichiarato di rafforzare la risposta sanzionatoria e il ruolo dei genitori nella prevenzione dei reati commessi dai figli.
In sintesi:
- Il caso Giacomo Bongiorni riaccende il dibattito sulla responsabilità penale dei minori.
- Matteo Salvini propone di abbassare l’imputabilità da 14 a 13 anni.
- Il codice penale oggi esclude il carcere per gli under 14, ma non l’intervento del tribunale.
- La responsabilità civile dei genitori per i danni dei figli è già prevista dalla legge.
La proposta di Salvini e il quadro normativo su minori e imputabilità
Commentando il caso di Massa, Matteo Salvini ha dichiarato: “Ormai purtroppo se a 13 o 14 anni vai in giro col coltello o con la mazza da baseball devi essere punito anche se hai 13-14 anni”.
L’attuale articolo 97 del codice penale stabilisce che la persona diventa imputabile a partire dai 14 anni, presupponendo che sotto questa soglia non vi sia la maturità sufficiente per comprendere pienamente la portata illecita delle proprie azioni.
L’abbassamento dell’età a 13 anni implicherebbe la possibilità di celebrare processi penali ordinari per una fascia di minori oggi esclusa dal sistema punitivo carcerario, pur con le tutele del rito minorile.
La legge, tuttavia, già oggi non lascia prive di risposta le condotte gravi degli under 14: il tribunale per i minorenni può disporre l’inserimento in comunità, limitare o revocare la responsabilità genitoriale e attivare percorsi educativi strutturati.
Salvini ha anche insistito sul ruolo delle famiglie: “I genitori devono essere coinvolti nelle sanzioni dal punto di vista economico, perché sono responsabili di quello che i loro figli fanno e disfano”.
Sul piano civile, l’articolo 2048 del codice civile prevede già che i genitori rispondano economicamente dei danni causati dai figli minorenni, salvo dimostrare un’educazione adeguata, circostanza riconosciuta in giurisprudenza ma non frequente.
Responsabilità dei genitori e possibili scenari futuri dopo il caso di Massa
Per i minori di 14 anni, la risposta al reato avviene oggi soprattutto tramite misure educative, percorsi di reinserimento e, nei casi più gravi, allontanamento dalla famiglia con collocamento in comunità specializzate.
In situazioni eccezionali, ai genitori può essere contestato un dolo penale, quando siano consapevoli del reato che il figlio sta per commettere o lo agevolino di fatto, ma si tratta di casi rari e di difficile prova.
Il caso Bongiorni potrebbe accelerare un intervento legislativo su imputabilità, prevenzione della violenza giovanile e responsabilità genitoriale, con un dibattito destinato a intrecciare sicurezza pubblica, tutela dei minori e garanzie costituzionali del processo penale.
FAQ
Da che età un minore è oggi imputabile in Italia?
Attualmente, in base all’articolo 97 del codice penale, un minore diventa imputabile al compimento dei 14 anni, con rito e garanzie specifiche del processo minorile.
Cosa cambia se l’età di imputabilità scendesse a 13 anni?
In caso di riforma, un tredicenne potrebbe essere sottoposto a processo penale, con possibili misure detentive o restrittive, pur restando competente il tribunale per i minorenni.
Cosa rischia oggi un minore di 14 anni che commette un reato grave?
Oggi non è punibile con il carcere, ma può essere collocato in comunità, sottoposto a misure educative e alla vigilanza del tribunale per i minorenni.
I genitori rispondono sempre dei danni causati dai figli minorenni?
Sì, in linea generale rispondono civilmente ai sensi dell’articolo 2048 del codice civile, salvo provare di aver impartito un’educazione adeguata.
Quali sono le fonti utilizzate per questo approfondimento legale?
L’analisi deriva da una elaborazione congiunta di informazioni provenienti da Ansa.it, Adnkronos.it, Asca.it e Agi.it, rielaborate dalla nostra Redazione.

