Rottamazione quinquies, pagamento tardivo possibile senza perdere la sanatoria

Rottamazione quinquies cartelle, le criticità sollevate a Lecce
LECCE – La nuova rottamazione quinquies delle cartelle esattoriali, prevista dalla Finanziaria 2026, è finita al centro di un esame tecnico presso la Camera civile salentina. Nel corso di un incontro a Lecce, l’avvocato Salvatore Donadei, presidente dell’associazione forense, e l’avvocato Matteo Sances hanno analizzato la disciplina della definizione agevolata dei debiti fiscali e contributivi.
Hanno evidenziato due criticità: un possibile vuoto normativo sui pagamenti tardivi e una disparità di trattamento tra imprese e professionisti iscritti alle casse previdenziali private.
L’iniziativa si colloca in una fase cruciale, con scadenza di adesione fissata al 30 aprile 2026, e mira a chiarire rischi applicativi e potenziali contenziosi per contribuenti e consulenti.
In sintesi:
- Analisi della rottamazione quinquies alla Camera civile salentina con gli avvocati Donadei e Sances.
- Segnalato vuoto normativo sui pagamenti tardivi delle rate della definizione agevolata.
- Imprese avvantaggiate rispetto ai professionisti su contributi previdenziali rottamabili.
- Possibili futuri interventi interpretativi o correttivi per evitare contenziosi diffusi.
La rottamazione quinquies consente di estinguere i debiti fiscali e contributivi pagando solo il capitale, con interessi ridotti al 3% in caso di rateizzazione.
I contribuenti possono dilazionare fino a nove anni, per un massimo di 54 rate, ciascuna non inferiore a 100 euro.
Possono aderire cittadini e imprese con debiti affidati all’Agenzia delle Entrate-Riscossione tra il 2000 e il 2023, purché derivanti da imposte regolarmente dichiarate ma non versate; restano invece esclusi i carichi da accertamento.
Per l’avvocato Matteo Sances il primo nodo riguarda la gestione del pagamento tardivo delle rate.
Nelle precedenti rottamazioni, la legge indicava espressamente che la decadenza dalla sanatoria scattava anche in caso di versamento oltre i termini.
La Finanziaria 2026, all’articolo 1, comma 95, collega la perdita dei benefici solo al mancato o insufficiente pagamento, senza citare il ritardo.
“Se tale interpretazione della norma fosse corretta, i contribuenti potrebbero evitare di decadere sanando le rate non pagate e pagando al massimo gli interessi di mora”, ha spiegato Sances.
L’assenza di un riferimento esplicito ai pagamenti tardivi apre così un margine interpretativo che, senza chiarimenti ufficiali, potrebbe generare applicazioni difformi sul territorio nazionale.
Da qui l’invito della Camera civile salentina a un intervento di prassi o normativo che assicuri certezza giuridica.
Il nodo previdenziale e la disparità tra imprese e professionisti
La seconda criticità individuata dagli avvocati Salvatore Donadei e Matteo Sances riguarda il perimetro dei debiti contributivi rottamabili.
Per le imprese, la sanatoria include i contributi Inps dichiarati ma non versati, permettendone la definizione alle condizioni agevolate della rottamazione quinquies.
Per i professionisti iscritti alle casse previdenziali private – ad esempio Cassa forense per gli avvocati o la Cassa dei dottori commercialisti – la stessa possibilità non è prevista.
La scelta legislativa determina, di fatto, un trattamento più favorevole per il mondo imprenditoriale rispetto alle categorie ordinistiche.
“Penso sia opportuno confrontarsi con le istituzioni per chiarire questo aspetto al fine di evitare incomprensioni e possibili contenziosi”, ha dichiarato Sances.
La Camera civile salentina evidenzia così il rischio di un incremento di ricorsi, fondati sul principio di uguaglianza e sulla ragionevolezza delle esclusioni, qualora non intervengano chiarimenti o correttivi.
In prospettiva, gli ordini professionali e le casse potrebbero chiedere un’estensione della platea dei debiti sanabili, allineando il trattamento previdenziale di professionisti e imprese.
La definizione di un quadro omogeneo contribuirebbe a rafforzare la certezza del diritto e a ridurre il contenzioso.
Possibili sviluppi normativi e impatti sul contenzioso futuro
Le criticità segnalate a Lecce sulla rottamazione quinquies potrebbero diventare il fulcro di prossimi interventi interpretativi o legislativi.
Il vuoto apparente sui pagamenti tardivi, se confermato, offrirebbe ai contribuenti un margine di salvaguardia ulteriore rispetto alle precedenti sanatorie.
Al tempo stesso, la disparità tra imprese e professionisti in ambito previdenziale rischia di spostare il confronto dalle aule parlamentari a quelle giudiziarie.
In assenza di chiarimenti tempestivi da parte dell’Agenzia delle Entrate-Riscossione e dei ministeri competenti, gli operatori del diritto si aspettano un aumento di istanze di interpello e ricorsi.
Il monitoraggio delle prime applicazioni pratiche della rottamazione quinquies sarà decisivo per capire se le criticità emerse porteranno a una correzione normativa o a un consolidamento giurisprudenziale, con effetti duraturi sulle future definizioni agevolate.
FAQ
Chi può aderire alla rottamazione quinquies delle cartelle esattoriali?
Possono aderire cittadini e imprese con debiti affidati all’Agenzia delle Entrate-Riscossione tra il 2000 e il 2023, derivanti da imposte dichiarate ma non versate.
Quali debiti sono esclusi dalla rottamazione quinquies 2026?
Sono esclusi i debiti derivanti da accertamenti, nonché quelli verso casse previdenziali private dei professionisti, come Cassa forense o Cassa commercialisti.
Cosa accade se una rata della rottamazione viene pagata in ritardo?
Al momento la norma richiama solo mancato o insufficiente pagamento; l’effetto del ritardo è oggetto di dibattito e richiede chiarimenti ufficiali.
I contributi Inps non versati possono essere rottamati dalle imprese?
Sì, i contributi Inps dichiarati e non versati rientrano nella definizione agevolata per le imprese, secondo quanto previsto dalla Finanziaria 2026.
Qual è la fonte delle informazioni sulla rottamazione quinquies illustrate nell’articolo?
Le informazioni derivano da una elaborazione congiunta delle fonti ufficiali Ansa.it, Adnkronos.it, Asca.it e Agi.it, rielaborate dalla nostra Redazione.
DIRETTORE EDITORIALE
Michele Ficara Manganelli ✿
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