Rocco Casalino valuta azioni legali contro Scherzi a Parte e denuncia rischi

Rocco Casalino, lo scherzo contestato a Scherzi a Parte e il rischio denuncia
Il giornalista ed ex portavoce di governo Rocco Casalino è stato protagonista, a Milano, di uno degli scherzi più estremi dell’ultima puntata di Scherzi a Parte, andata in onda il 16 marzo 2026.
Durante una finta performance di magia, Casalino è stato rinchiuso in una cassa da morto, caricata su un carro funebre e trasportata in un parco, restando bloccato per oltre un’ora.
L’episodio, giudicato al limite anche dai legali Mediaset per i possibili profili di “sequestro di persona, violenza privata e lesioni”, ha spinto Casalino a valutare una querela e a rifiutare inizialmente la liberatoria televisiva.
La vicenda riapre il dibattito su limiti, responsabilità legali e tutela psicofisica delle vittime di candid camera nei programmi d’intrattenimento.
In sintesi:
- Lo scherzo a Rocco Casalino prevedeva il suo blocco in una cassa da morto per oltre un’ora.
- I legali Mediaset hanno parlato di possibili rischi di “sequestro di persona” e “violenza privata”.
- Casalino ha valutato la denuncia e inizialmente non ha firmato la liberatoria per la messa in onda.
- L’episodio rilancia il tema dei confini legali ed etici delle candid camera televisive italiane.
Come è nato lo scherzo e i dubbi legali interni a Mediaset
Lo scherzo a Rocco Casalino, inserito nella terza puntata di Scherzi a Parte condotta da Max Giusti, parte da un finto gioco di magia in un locale di Milano.
Casalino entra in una “bara di scena” per un trucco di sparizione e si ritrova realmente chiuso nella cassa, che viene caricata su un carro funebre e trasportata in un parco, in piena notte e con temperature rigide di febbraio.
La permanenza forzata nella bara supera l’ora; il giornalista, sempre più in ansia, urla per farsi sentire dalle case vicine e arriva perfino a chiamare la polizia dal cellulare.
Nel servizio viene mostrata una mail interna, inviata dalla direzione agli autori, che riporta le valutazioni dei legali Mediaset: si citano “lesioni da sinistro”, “sequestro di persona” e “violenza privata”, richiamando l’articolo 605 del codice penale e chiedendo di “valutare attentamente l’idoneità dello scherzo” e le modalità di prosecuzione.
Le reazioni di Casalino e il nodo dei limiti televisivi
In studio, Max Giusti ha rivelato che Rocco Casalino voleva denunciare la produzione: “Volevi denunciarci”, gli dice il conduttore, sottolineando la durezza della candid.
Casalino conferma il forte disagio: non voleva che le immagini fossero mandate in onda e aveva “massacrato” l’amico complice, contestandogli la scelta di uno scherzo così estremo.
Il timore principale, ha spiegato, era di essere lasciato nella cassa per molte ore: “Ricordavo uno scherzo in cui avevano lasciato la persona da sola per quattro o cinque ore. Ho pensato: questi non hanno registrato nulla e mi tengono qui sei ore”.
La combinazione di freddo, immobilità forzata e claustrofobia potenziale rende questo uno degli scherzi più gravosi fisicamente dell’edizione, ponendo interrogativi concreti sui protocolli di sicurezza dei format di candid camera e sulla capacità dei partecipanti di prestare un consenso davvero informato, dopo l’evento.
FAQ
Perché Rocco Casalino ha pensato di denunciare Scherzi a Parte?
Lo ha fatto perché lo scherzo prevedeva il suo blocco in una bara per oltre un’ora, con possibili rischi di sequestro di persona.
Quali reati hanno ipotizzato i legali Mediaset sullo scherzo a Casalino?
Hanno ipotizzato possibili profili di “sequestro di persona” ex art. 605 c.p., oltre a “violenza privata” e “lesioni”.
Quanto è durato il tempo di chiusura di Casalino nella cassa?
È durato oltre un’ora, in piena notte e con temperature rigide, fino alla chiamata alla polizia dal suo cellulare.
Cosa ha spaventato di più Casalino durante lo scherzo televisivo?
Ha temuto di restare nella bara cinque o sei ore, senza registrazioni utili, solo per esasperarlo psicologicamente e fisicamente.
Da quali fonti provengono le informazioni su questo episodio televisivo?
Le informazioni derivano da una elaborazione congiunta delle fonti ufficiali Ansa.it, Adnkronos.it, Asca.it e Agi.it, rielaborate dalla nostra Redazione.
DIRETTORE EDITORIALE
Michele Ficara Manganelli ✿
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