Bill Gates contro intelligenza artificiale deve essere controllata

Bill Gates bacchetta i robot: se rubano il lavoro alle persone paghino le tasse

20 Febbraio 2017

Tempi duri per i robot. Da un lato l’Europarlamento che chiede una normativa per gestire al meglio queste nuove tecnologie e per proteggere eventuali posti di lavoro che potrebbero sfumarsi con l’arrivo dell’intelligenza artificiale. Dall’altro Bill Gates che sostiene che se i robot lavorano devono pagare la tasse.

Secondo alcuni studi otto milioni di posti di lavoro negli Stati Uniti e 15 milioni in Gran Bretagna sono a rischio a causa dell’introduzione della robotica. E le occupazioni più in pericolo sono quelle meno retribuite. E allora ecco l’idea rivoluzionaria di Bill Gates.

“Al momento se un lavoratore umano guadagna 50.000 dollari lavorando in una fabbrica, il suo reddito è tassato.

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Se un robot svolge lo stesso lavoro dovrebbe essere tassato allo stesso livello”, spiega Bill Gates, secondo il quale l’uso di robot può rappresentare non una limitazione ma un aiuto per consentire a quelle stesse persone di svolgere altri tipi di lavoro, che solo gli esseri umani possono svolgere come l’insegnamento, la cura degli anziani e delle persone con esigenze particolari.

Insomma il dibattito è aperto e la polemica è servita. Secondo Andy Stern, fondatore di Service Employess, la tesi di Gates è completamente infondata e sostiene che il sopravvento delle macchine sull’uomo, tra una decina d’anni, sarà inevitabile.

Ma che cosa ne pensano le aziende produttrici di robot? Bill Gates ritiene che lo accetterebbero senza problemi.

L’uso di robot ”può generare profitti con risparmi sul costo del lavoro” e quindi i robot potrebbero pagare imposte minori di quelle umane.

E rassicura sui rischi: “Sarà compito dell’uomo saper maneggiare con sapienza e cognizione di causa, l’intelligenza artificiale che non potrà essere lasciata agire sola, ma con la supervisione umana”.

Secondo McKinsey meno del 5% dei lavori possono essere sostituiti completamente dall’attuale tecnologia’.

Guardando avanti, però, il 45% delle attività per cui la gente è retribuita può essere automatizzata usando ”tecnologie già sperimentate”.


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Paolo Brambilla

Consigliere Ordine dei Giornalisti di Lombardia. PhD, MBA, CPA, MD

Paolo Brambilla, bocconiano, ha seguito il mondo economico-finanziario per molti anni. Giornalista pubblicista dal 1993. Direttore responsabile di LMF La Mia Finanza Sostenibile. Direttore responsabile di Trendiest Media Agenzia di stampa e Consigliere dell'Ordine dei Giornalisti di Lombardia, scrive di finanza, cultura e innovazione digitale su varie testate. Rotariano, è stato Assistente del Governatore del Distretto 2041 e tuttora é un membro di Spicco del Rotary Milano 2041.

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