Roberto Savi svela protezioni insospettabili e caduta della Banda Uno Bianca

Roberto Savi svela protezioni insospettabili e caduta della Banda Uno Bianca

5 Maggio 2026

Le rivelazioni di Roberto Savi riaprono il caso Uno Bianca

Chi: Roberto Savi, ex poliziotto e capo della Banda della Uno Bianca.
Cosa: prima intervista televisiva dal carcere, con accuse di coinvolgimenti esterni e coperture.
Dove: carcere di Bollate, intervista a Belve Crime condotta da Francesca Fagnani.

Quando: dichiarazioni registrate oltre trent’anni dopo i fatti, in onda nella nuova stagione del programma.
Perché: Savi mette in discussione la versione giudiziaria, parla di “servizi” e di possibili mandanti nell’omicidio di via Volturno a Bologna, riaccendendo il dolore delle vittime e il dibattito pubblico su verità e responsabilità.

In sintesi:

  • Roberto Savi parla per la prima volta in tv dal carcere di Bollate.
  • Contesta la versione della rapina per l’omicidio nell’armeria di via Volturno.
  • Evoca contatti con “servizi” e protezioni esterne alla banda Uno Bianca.
  • Le sue parole riaprono interrogativi su falle investigative e possibili mandanti.

Le nuove accuse su via Volturno e le presunte coperture

L’intervista di Francesca Fagnani a Roberto Savi per Belve Crime si concentra su uno dei capitoli più bui della Banda della Uno Bianca: l’omicidio del 2 maggio 1991 nell’armeria di via Volturno a Bologna, in cui furono uccisi la titolare Licia Ansaloni e il collaboratore, l’ex carabiniere Pietro Capolungo.

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La giustizia ha inquadrato il delitto come una rapina degenerata. Savi, invece, lo ridefinisce: *«Ma va là, la rapina… Chi va a rapinare pistole?»* ricordando che in casa sua le armi non mancavano. Alla domanda sul vero movente, indica esplicitamente Capolungo: *«Lui era ex dei servizi particolari dei Carabinieri. Volevano una scusa, farlo fuori in qualche maniera. Che scusa prendiamo?»*.

Il racconto si allarga a un presunto livello superiore: *«Ogni tanto venivamo chiamati: “Facciamo così, e facevamo così”»*. Sulla lunga impunità (sette anni, 24 morti), Savi riconosce solo che *«loro ce la mettevano tutta, ma non ci trovavano»*, suggerendo inefficienze ma anche possibili coperture.

I “servizi”, Roma e gli interrogativi ancora aperti

La parte più delicata dell’intervista riguarda i rapporti di Savi con ambienti non criminali. Alla domanda su una possibile copertura investigativa, afferma: *«Sono subentrati personaggi non delinquenti che ci hanno garantito protezione. Ci sentivamo sicuri di muoverci»*.

Savi aggiunge un dettaglio cruciale: *«Tutte le settimane, passavo due o tre giorni a Roma»*. Sollecitato da Francesca Fagnani su chi incontrasse, allude ma non chiarisce: *«Andavo giù per parlare con loro»*. Alla domanda esplicita *«Loro chi? I Servizi?»* risponde: *«Ma sì. Insomma, quelli ci hanno aiutato, non ci hanno fatto prendere. E poi ci hanno fatto prendere»*.

Queste dichiarazioni, non supportate da nuovi riscontri giudiziari, possono tuttavia avere un impatto rilevante sul dibattito pubblico: riaprono le ferite dei familiari delle vittime, alimentano l’ipotesi di mandanti istituzionali e rilanciano domande su eventuali zone d’ombra nelle indagini dell’epoca, imponendo una verifica rigorosa da parte delle autorità competenti.

FAQ

Chi è Roberto Savi e cosa ha fatto la Uno Bianca?

Roberto Savi è l’ex poliziotto a capo della Banda della Uno Bianca, responsabile tra il 1987 e il 1994 di 24 omicidi e decine di rapine.

Cosa sostiene Savi sull’omicidio nell’armeria di via Volturno?

Savi nega il movente della rapina, indica Pietro Capolungo come obiettivo e suggerisce un’eliminazione mirata legata ai suoi precedenti nei “servizi particolari”.

Qual è il ruolo dei “servizi” secondo le nuove dichiarazioni?

Savi afferma che “servizi” o ambienti affini avrebbero garantito protezione alla banda, contribuendo sia alla lunga impunità sia, successivamente, al loro arresto.

Le dichiarazioni di Savi cambiano la verità giudiziaria sulla Uno Bianca?

No, al momento le sentenze definitive restano valide. Le nuove affermazioni aprono però spazi di approfondimento investigativo e parlamentare su possibili responsabilità esterne.

Da quali fonti è stata tratta e rielaborata questa ricostruzione giornalistica?

La ricostruzione deriva da una elaborazione congiunta di contenuti e lanci stampa di Ansa.it, Adnkronos.it, Asca.it e Agi.it, opportunamente rielaborati dalla nostra Redazione.


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