Autori e autrici chiedono tutele reali per il lavoro nel cinema

Autori e autrici chiedono tutele reali per il lavoro nel cinema

31 Marzo 2026

Cinema italiano in allarme per il taglio al Fondo e il bonus estero

Oltre duecento tra sceneggiatori, registi, attori e compositori italiani contestano il nuovo “Decreto ministeriale per la ripartizione delle risorse del Fondo per lo sviluppo degli investimenti nel cinema e nell’audiovisivo”, varato dal governo per il 2026.
Il provvedimento, applicato a livello nazionale, riduce il Fondo da 696 milioni nel 2025 a 606 milioni nel 2026, tagliando 90 milioni destinati alla creatività italiana, mentre aumenta da 40 a 100 milioni il tax credit per le produzioni straniere che girano in Italia.
La protesta nasce perché, secondo i firmatari, la scelta rischia di indebolire in modo strutturale il cinema d’autore, il documentario e l’animazione italiani proprio mentre si discute una nuova legge di sistema destinata a incidere per decenni sull’ecosistema audiovisivo nazionale.

In sintesi:

  • Taglio di 90 milioni al Fondo per il Cinema e l’Audiovisivo dal 2025 al 2026
  • Tax credit per produzioni straniere in Italia aumentato da 40 a 100 milioni
  • Autori e autrici parlano di scelta iniqua che “uccide il nostro cinema”
  • Oltre 200 firme, tra cui Piovani, Sorrentino, Tornatore, Moretti e Bellocchio

La lettera aperta, promossa dal Coordinamento Autori Autrici (100autori, Acmf, Aidac, Air3, Anac, Wgi), denuncia uno squilibrio strutturale delle politiche pubbliche a favore delle produzioni estere.
Gli autori sintetizzano così la critica: *“Meno risorse alla creatività italiana, più soldi alle produzioni estere. Sembra incredibile ma è vero”*.
Con l’aumento del tax credit internazionale a 100 milioni e la drastica riduzione dei fondi per scrittura, sviluppo, produzione e distribuzione di opere italiane di qualità – incluse animazione e documentari – il sistema di sostegno nazionale rischia di orientarsi prevalentemente all’attrazione di set stranieri, anziché alla costruzione di un ecosistema creativo interno stabile e competitivo sui mercati globali.

Dettaglio del provvedimento e motivi della protesta dell’industria

Nel merito, il decreto riduce complessivamente il Fondo per il Cinema e l’Audiovisivo da 696 milioni nel 2025 a 606 milioni nel 2026, con un taglio netto di 90 milioni sulle misure più direttamente collegate alla filiera creativa italiana.
Contestualmente, la quota di tax credit destinata ai film stranieri girati in Italia viene portata da 40 a 100 milioni, più che raddoppiata.
Sceneggiatori, registi, interpreti, compositori, adattatori e adattatrici definiscono questa impostazione *“una scelta iniqua”* e avvertono: *“Così si uccide il nostro cinema”*.

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La preoccupazione è amplificata dal fatto che lo stesso esecutivo sta lavorando a una nuova legge di sistema che ridisegnerà il quadro normativo per i prossimi decenni.
Il Coordinamento rivendica che la riforma debba avere “al centro la creatività italiana”, sottolineando come l’industria nazionale coinvolga migliaia di lavoratrici e lavoratori.
Tra i firmatari spiccano i Premi Oscar Nicola Piovani, Paolo Sorrentino e Giuseppe Tornatore, ma anche autori del calibro di Gianni Amelio, Pupi Avati, Marco Bellocchio, Nanni Moretti, Paolo Virzì, Francesca Archibugi, Cristina e Francesca Comencini, Saverio Costanzo, Paolo Genovese, Daniele Luchetti, Gabriele Muccino.
Ad aderire sono anche attori e attrici come Claudio Bisio, Valeria Bruni Tedeschi, Marco D’Amore, Laura Morante, Valeria Golino, Alba Rohrwacher, Sergio Rubini, Filippo Timi, Jasmine Trinca, e i compositori Pivio, Aldo De Scalzi, Giuliano Taviani.

Prospettive future e nodi aperti per la legge di sistema

La mobilitazione sul decreto rischia di trasformarsi in un banco di prova politico per la futura legge di sistema sul cinema e l’audiovisivo.
Gli autori avvertono che una polarizzazione delle risorse sull’attrazione di produzioni estere potrebbe generare un effetto di dipendenza dai flussi internazionali, senza consolidare la capacità progettuale nazionale.
Il richiamo conclusivo della lettera – *“Perché non c’è Italia senza Cinema”* – punta a legare il dibattito sui fondi a un tema identitario e industriale insieme: difendere la centralità della creatività italiana nel nuovo quadro normativo, garantendo continuità produttiva, tutela del lavoro specializzato e competitività sui mercati globali, oltre l’effimero beneficio dei set internazionali di passaggio.

FAQ

Quanto viene ridotto il Fondo per il Cinema e l’Audiovisivo?

La riduzione è significativa: il Fondo passa da 696 milioni nel 2025 a 606 milioni nel 2026, con un taglio complessivo di 90 milioni.

Di quanto aumenta il tax credit per le produzioni straniere in Italia?

L’aumento è netto: la quota di tax credit destinata alle produzioni straniere sale da 40 a 100 milioni di euro annui.

Chi ha promosso la lettera di protesta contro il nuovo decreto?

La lettera è stata promossa dal Coordinamento Autori Autrici, che riunisce 100autori, Acmf, Aidac, Air3, Anac e Wgi.

Quali categorie professionali del cinema italiano hanno firmato l’appello?

Hanno firmato sceneggiatori, registe, registi, attori, attrici, compositori, adattatori, coprendo l’intera filiera creativa e produttiva nazionale.

Quali sono le fonti originarie delle informazioni riportate nell’articolo?

Le informazioni derivano da una elaborazione congiunta di fonti ufficiali Ansa.it, Adnkronos.it, Asca.it e Agi.it, rielaborate dalla Redazione.


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