Rina Bussone rompe il silenzio sul processo per l’omicidio Diabolik
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Chi è Rina Bussone, testimone chiave nell’omicidio di “Diabolik”
Per la prima volta in tv, a Belve Crime su Rai 2, la rapinatrice romana Rina Bussone racconta il suo ruolo di testimone centrale nel processo per l’omicidio di Fabrizio Piscitelli, detto “Diabolik”, storico leader della curva Nord della Lazio. Davanti a Francesca Fagnani, la donna ricostruisce il legame sentimentale e criminale con l’ex compagno Raul Esteban Calderon, condannato in primo grado come esecutore materiale del delitto, avvenuto a Roma. L’intervista, in onda stasera, illumina i retroscena di una vicenda che intreccia amore, armi e sottobosco criminale, spiegando perché le sue dichiarazioni hanno cambiato l’inchiesta e alimentato timori per la sua sicurezza personale.
In sintesi:
- Prima intervista televisiva di Rina Bussone, testimone chiave del caso Diabolik.
- Confermati il legame con Raul Esteban Calderon e la comune militanza criminale.
- Le sue dichiarazioni hanno indirizzato l’indagine su armi e identità di Calderon.
- Bussone ammette di vivere sotto minaccia potenziale ma “senza abbassare la guardia”.
Il racconto di Bussone tra amore, armi e omicidio Piscitelli
Nell’intervista, Rina Bussone spiega il rapporto simbiotico con Raul Esteban Calderon: *“Io e Raul siamo stati complici in tutto, facevamo tutto insieme”*. Entrambi si tatuano gli occhi dell’altro, simbolo di una protezione reciproca nel mondo criminale.
Alla domanda se lui avesse previsto il suo futuro ruolo di testimone, lei è netta: *“Assolutamente no”*.
Bussone ricorda il momento in cui apprende dai tg dell’omicidio di Fabrizio Piscitelli: pensa subito a *“Raul e Leo”*. Poco dopo, raggiunge Calderon a Roma: *“Mi porta in camera da letto, abbassa la serranda e mi dice a bassa voce: ho ammazzato Diabolik”*.
Nonostante la confessione, il pomeriggio prosegue con normalità e intimità: *“Il danno era stato fatto, non potevo tornare indietro, tanto valeva andare avanti”*. I giudici di primo grado hanno ritenuto la testimone solo parzialmente credibile, richiamando presunto astio verso l’ex compagno e alcune discrepanze. Lei replica: *“Ho sempre avuto l’appoggio dei magistrati”*. Resta un dato: la sua versione ha impresso una svolta decisiva all’inchiesta sul delitto di Piscitelli.
Cresciuta a Torre Spaccata, quartiere popolare di Roma, Bussone descrive una vita segnata dalla criminalità precoce: *“La passione per il crimine mi ha portato ad amare le armi… le ho sempre chiamate le mie bambine”*. Dopo la notizia dell’omicidio corre a controllare le pistole: non ci sono più. Secondo le sentenze e la procura, una delle sue armi sarebbe stata utilizzata per uccidere Diabolik, e sarebbe stato lo stesso Calderon a sottrarle.
Bussone aggiunge un dettaglio sull’identità dell’ex compagno: sostiene di aver sempre saputo che il suo vero nome fosse Gustavo Musumeci, collegandolo a un precedente episodio in Argentina, *“sempre per una questione di omicidio”*. Sul finale, la domanda cruciale: ha paura? Lei risponde consapevole del rischio: *“Con questi personaggi puoi prendere tutte le precauzioni che vuoi, ma se decidono che quel giorno devi morire, muori… Non abbasso mai la guardia”*.
Le ombre future sul caso Diabolik e sui suoi protagonisti
L’uscita pubblica di Rina Bussone segna un passaggio delicato per l’intero processo sull’omicidio di Fabrizio Piscitelli. La sua esposizione mediatica, unita al riconoscimento solo parziale della sua credibilità in aula, potrebbe influenzare eventuali appelli e nuove valutazioni probatorie su armi, identità e moventi del delitto.
L’insistenza sul doppio nome di Raul Esteban Calderon/Gustavo Musumeci e sul possibile precedente omicidio in Argentina apre scenari investigativi internazionali ancora poco esplorati. Nel frattempo, la scelta di parlare a viso aperto, pur sapendo di vivere in un costante rischio di ritorsioni, potrebbe trasformare Bussone in un futuro caso di studio su pentitismo “di fatto” e narrazione mediatica del crimine organizzato.
FAQ
Chi è Rina Bussone e perché è centrale nel caso Diabolik?
Rina Bussone è una rapinatrice romana e testimone chiave: le sue dichiarazioni hanno indirizzato in modo decisivo l’inchiesta sull’omicidio di Fabrizio “Diabolik” Piscitelli.
Quale ruolo ha Raul Esteban Calderon nell’omicidio di Piscitelli?
Raul Esteban Calderon, indicato anche come Gustavo Musumeci, è stato riconosciuto in primo grado come esecutore materiale dell’omicidio di Fabrizio Piscitelli.
Perché i giudici hanno ritenuto Bussone solo parzialmente credibile?
I giudici hanno evidenziato discrepanze nel racconto di Bussone e un possibile astio verso l’ex compagno, ritenendo comunque utili le sue dichiarazioni investigative.
Che ruolo avrebbero avuto le armi di Bussone nel delitto Diabolik?
Secondo la procura, una delle pistole di Bussone, da lei chiamate “bambine”, sarebbe stata utilizzata per uccidere Fabrizio Piscitelli.
Qual è la fonte delle informazioni su Rina Bussone e il caso Diabolik?
Le informazioni derivano da una elaborazione congiunta delle fonti ufficiali Ansa.it, Adnkronos.it, Asca.it e Agi.it, rielaborate dalla nostra Redazione.



