Ragioneria generale blocca i sovraccosti del Ponte sullo Stretto e congela nuovi finanziamenti

Ponte sullo Stretto, stop della Ragioneria: il decreto torna in Cdm
La realizzazione del Ponte sullo Stretto di Messina torna al centro del dibattito politico ed economico italiano.
La Ragioneria Generale dello Stato ha chiesto correzioni al decreto Infrastrutture approvato il 5 febbraio, imponendo che il progetto prosegua senza nuovi oneri per la finanza pubblica.
Il testo dovrà quindi tornare in Consiglio dei ministri per un nuovo esame, mentre il governo, con il ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini, conferma la volontà di avviare i cantieri nel 2025, pur senza indicare ulteriori scadenze temporali.
Al centro del confronto i 13,5 miliardi di euro di investimento complessivo e la loro rimodulazione pluriennale, difesa dall’amministratore delegato della Stretto di Messina, Pietro Ciucci, e contestata dalle opposizioni, che parlano di “bocciatura” contabile e chiedono di accantonare definitivamente l’opera.
In sintesi:
- La Ragioneria impone: ponte solo senza nuovi o maggiori oneri per lo Stato.
- Il decreto Infrastrutture viene rinviato al Consiglio dei ministri per un nuovo esame.
- Pietro Ciucci conferma investimento complessivo di 13,5 miliardi senza extracosti aggiuntivi.
- Opposizioni (Bonelli, Pd, M5s) parlano di bocciatura politica e contabile del progetto.
Costi, vincoli di bilancio e scontro politico sul Ponte di Messina
Le correzioni richieste dalla Ragioneria Generale dello Stato chiariscono che tutte le procedure per il Ponte sullo Stretto di Messina dovranno essere effettuate “senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica”, utilizzando esclusivamente risorse già stanziate.
L’amministratore delegato della concessionaria Stretto di Messina, Pietro Ciucci, ribadisce che “non sono previsti extracosti per il ponte”, confermando un investimento complessivo di 13,5 miliardi di euro.
Secondo Ciucci, il decreto Infrastrutture non aumenta la spesa ma rimodula gli importi per anno, per adeguarli ai ritardi dovuti alle delibere della Corte dei conti.
Il vicepremier e ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini, intervistato al LetExpo di Verona, rinuncia a nuove “date” sull’avvio dei cantieri, dichiarando che, dopo ricorsi, controricorsi, interventi della Corte dei conti e opposizioni dei comitati del no, comunicherà nuove tempistiche solo a carte approvate.
Salvini conferma però l’obiettivo politico: fare del 2025, dopo 160 anni di studi, l’anno di apertura dei cantieri, considerati decisivi per sbloccare un “tappo” allo sviluppo del Paese tra Sicilia e Calabria.
Reazioni delle opposizioni e prospettive future del progetto
Le modifiche imposte dalla Ragioneria vengono lette dalle opposizioni come un segnale politico pesante.
Angelo Bonelli (Avs, co-portavoce di Europa Verde) accusa Matteo Salvini di aver scritto il decreto sul ponte “senza nemmeno passare dagli apparati dello Stato”, corretti in seguito dalla Ragioneria.
Per i deputati Marco Simiani e Anthony Barbagallo, capigruppo Pd nelle Commissioni Ambiente e Trasporti alla Camera, le osservazioni della Ragioneria “confermano la sonora bocciatura” del progetto, che andrebbe “accantonato definitivamente”.
La deputata siciliana Daniela Morfino, capogruppo M5s in commissione Ambiente, sostiene che la Ragioneria “affossa il dl Infrastrutture”, rafforzando le ragioni di chi chiede di fermare l’opera.
Nei prossimi mesi il nodo sarà duplice: da un lato la compatibilità del cronoprogramma del ponte con i vincoli di bilancio e con l’evoluzione del quadro macroeconomico; dall’altro l’impatto politico di un eventuale ulteriore rinvio, che potrebbe trasformare il Ponte nello Stretto in un test di credibilità per l’intera strategia infrastrutturale del governo.
FAQ
Quanto costa il Ponte sullo Stretto di Messina secondo il progetto attuale?
Il costo complessivo previsto è pari a 13,5 miliardi di euro, confermato dall’amministratore delegato della società concessionaria Stretto di Messina, Pietro Ciucci.
Perché la Ragioneria Generale ha rinviato il decreto Infrastrutture sul ponte?
La Ragioneria ha imposto che tutte le procedure avvengano senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica, richiedendo correzioni tecniche al testo.
Quando potrebbero realisticamente partire i cantieri del Ponte di Messina?
Il ministro Matteo Salvini indica il 2025 come obiettivo politico, ma non fornisce più scadenze mensili vincolanti.
Il progetto del Ponte sullo Stretto può ancora essere annullato definitivamente?
Sì, politicamente le opposizioni chiedono l’accantonamento definitivo; giuridicamente la decisione dipenderà da governo, Parlamento e contenziosi pendenti.
Quali sono le fonti ufficiali di riferimento per questa notizia sul ponte?
Le informazioni derivano da una elaborazione congiunta delle fonti ufficiali Ansa.it, Adnkronos.it, Asca.it e Agi.it, rielaborate dalla nostra Redazione.
DIRETTORE EDITORIALE
Michele Ficara Manganelli ✿
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