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Indice dei Contenuti:
Inventare la natura: la grande mostra del Rinascimento a Mantova
Dal 26 settembre 2026 al 10 gennaio 2027 Palazzo Te a Mantova ospita la mostra “Inventare la natura. Leonardo, Arcimboldo, Caravaggio”, curata da Barbara Furlotti e Guido Rebecchini. Nelle sale monumentali progettate da Giulio Romano, il percorso indaga come nel Cinquecento arte, scienza e cultura di corte hanno costruito l’idea moderna di natura.
Protagonisti assoluti sono Leonardo da Vinci, Giuseppe Arcimboldo, Annibale e Agostino Carracci, Caravaggio, affiancati da sculture, disegni, automi e oggetti preziosi in prestito da grandi musei italiani ed europei.
L’esposizione, voluta da Fondazione Palazzo Te e dal Comune di Mantova, conclude l’anno del Cinquecentenario e propone una lettura critica dell’idea di natura come “altro” dall’uomo, meraviglioso e dominabile, cruciale per comprendere le sfide ambientali contemporanee.
In sintesi:
- Mostra a Palazzo Te (Mantova) su natura e arte rinascimentale, 26 settembre 2026 – 10 gennaio 2027.
- Capolavori di Leonardo, Arcimboldo, Carracci, Caravaggio in dialogo con gli affreschi di Giulio Romano.
- Percorso in sette sezioni tematiche tra scienza, meraviglia, collezionismo e prime forme di tecnologia.
- Programma educativo e rete cittadina dedicata a natura, tutela ambientale e patrimonio storico-artistico.
Un laboratorio rinascimentale su natura, scienza e meraviglia
Il progetto, guidato dal direttore Stefano Baia Curioni, legge il palazzo come un grande dispositivo narrativo: dopo la Metamorfosi, il focus si sposta sulla Natura. *“Esploriamo il comporsi cinquecentesco dell’idea di natura come ‘altro’ dall’umano, meraviglioso e conquistabile”*, afferma Baia Curioni, indicando l’urgenza di ripensare oggi quella visione.
La mostra si articola in sette sezioni – Creare, Distruggere, Sorprendere, Conoscere, Riprodurre, Stupire, Animare – e comprende la spettacolare Camera dei Giganti, trasformando il percorso in una meditazione immersiva sul rapporto tra potenza naturale e ambizione umana di controllo.
Il sindaco Mattia Palazzi sottolinea come Palazzo Te si confermi “spazio dinamico di ricerca”, dove Leonardo, Arcimboldo e Caravaggio dialogano con scienza e cultura materiale del Cinquecento. La città di Mantova, osserva il presidente Giovanni Pasetti, ha un rapporto storico peculiare con natura e acqua: la mostra ne attiva una lettura diffusa, trasformando il territorio in una sorta di Wunderkammer allargata.
Il percorso inizia con Creare, nella Camera degli Stucchi, dominata dalla figura della Dea Natura: la Diana Efesina del Museo Archeologico di Napoli, il modello di Niccolò Tribolo per Fontainebleau, il grande disegno di Francesco Primaticcio dal Louvre, fino alle opere dell’artista contemporanea Christiane Löhr, che aggiorna in chiave minimale la riflessione sul ciclo vitale.
In Distruggere, tra Camera degli Imperatori e Camera dei Giganti, emergono il drammatico paesaggio di Leonardo (Tempesta e Frana, Royal Collection), l’Alluvione del Colmeda di Jacopo Bassano, i bozzetti di Niccolò Tribolo e Giambologna, l’arazzo vaticano della bottega di Raffaello con San Paolo in prigione. Il terremoto diventa gigante simbolico che anticipa le furie titaniche della Camera dei Giganti, dove solo Giove ristabilisce l’ordine cosmico.
Sorprendere ricrea nel Camerino delle Grottesche l’atmosfera delle grotte rinascimentali, con i bronzetti del Museo del Bargello da Villa Medicea di Castello: Gufo e Fagiana attribuiti a Bartolomeo Ammannati, l’Aquila di Giambologna, evocano i giardini come scenari di svago e ingegneria idraulica.
Con Conoscere, nella Camera dei Candelabri, il focus si sposta sull’osservazione sistematica: disegni dal Museo Aldrovandi e dalle collezioni medicee documentano il metodo descrittivo di aristocratici e scienziati. Tele come La pescivendola di Vincenzo Campi, la natura morta del Maestro di Hartford, il Ritratto di botanico di Bartolomeo Passerotti e il volume Historia naturale di Ferrante Imperato mostrano l’intreccio tra mercato, anatomia e tassonomia.
Al centro emerge Ulisse Aldrovandi, che nel suo palazzo bolognese struttura un museo naturale fondato su immagini dipinte e stampe, raccolte in album conservati in studioli e gabinetti scientifici: una prefigurazione dei moderni database visivi.
In Riprodurre (Camera delle Cariatidi) l’arte si fa strumento quasi “tecnico”: i bronzi di Andrea Riccio (Museo Correr), le ceramiche della cerchia di Bernard Palissy (Louvre), i calchi in argento attribuiti a Wenzel Jamnitzer riproducono lucertole, crostacei e piante con precisione quasi scientifica. Un raro ritratto di Wenzel di Nicolas de Neufchatel (Museo di Arte e Storia di Ginevra) introduce una serie di oggetti che codificano un nuovo linguaggio decorativo fondato sulla mimesi radicale della natura.
La sezione Stupire (Sala dei Capitani) porta al cuore della cultura di corte: l’Autoritratto in veste di Bacco di Caravaggio (Galleria Borghese) e i celebri Ortolano e Il cuoco di Giuseppe Arcimboldo (Museo Civico Ala Ponzone e Museo Nazionale di Stoccolma) giocano con la trasformazione di corpi e cibo in immagini ambigue.
Qui viene ricreata una Wunderkammer rinascimentale: oggetti rari in materiali naturali – uova di struzzo, noce di cocco, nautilus, dente di narvalo – raccontano un collezionismo globale ante litteram. Le opere di Teodoro Ghisi (Ara ararauna, Biblioteca Universitaria di Bologna), di Agostino Carracci (Triplo ritratto di Arrigo peloso, Pietro matto e Amon nano, Museo di Capodimonte) e il Studio di scimmia di Annibale Carracci (British Museum) testimoniano la fascinazione per animali esotici e “mostruosità” naturali.
La chiusura con Animare (Camera delle Vittorie) introduce il versante proto-tecnologico: automi e complessi meccanismi sonori destinati alle corti europee anticipano l’immaginario della robotica. Spiccano il trofeo di caccia di Joachim Friess, la Diana cacciatrice (Pinacoteca Ambrosiana), l’Orologio con automa a torre per Ferrante Gonzaga di Castiglione di Nikolaus Schmidt il Vecchio e i raffinati automi tedeschi – globo da tavolo, orso con domatore turco, struzzo – che trasformano il movimento naturale in spettacolo meccanico.
L’allestimento, curato da Amdl Circle e Michele De Lucchi, utilizza leggere architetture metalliche e tessuti preziosi che dialogano con gli affreschi di Giulio Romano senza sovrastarli, mentre il progetto grafico di Ludovica Niero accompagna il visitatore nella complessità del tema.
L’esposizione, corredata da catalogo edito da Marsilio, è prodotta da Comune di Mantova e Fondazione Palazzo Te, con il patrocinio del FAI – Fondo per l’Ambiente Italiano, il contributo di Fondazione Banca Agricola Mantovana e Fondazione Comunità Mantovana, la media partnership di Gruppo Editoriale Athesis e Adnkronos, il supporto tecnico di Gruppo Saviola e degli Amici di Palazzo Te e dei Musei Mantovani, in sinergia con Mantova Città d’Arte e di Cultura.
Un articolato programma di attività educative, mediazione, incontri e performance collegherà la mostra ai percorsi naturalistici e ai luoghi d’acqua di Mantova, creando un itinerario urbano sulla natura storica e contemporanea. *“Vogliamo costruire una rete in cui manufatti, evidenze naturali e architetture dialogano come in una Wunderkammer estesa”*, conclude Giovanni Pasetti, suggerendo possibili sviluppi futuri verso progetti dedicati a sostenibilità, paesaggio e nuove tecnologie di fruizione.
Prospettive future tra patrimonio, ambiente e nuove tecnologie
Il taglio interdisciplinare di Inventare la natura indica un modello espositivo replicabile: l’intreccio fra ricerca storico-artistica, educazione ambientale e innovazione museografica può diventare motore di sviluppo per Mantova e per le reti culturali europee.
La mostra apre scenari su nuovi format digitali – dal racconto immersivo delle Wunderkammer alle banche dati visuali ispirate ai repertori di Aldrovandi – e su possibili collaborazioni tra musei, università e istituzioni ambientali.
In prospettiva, il dialogo tra natura e tecnologia, dagli automi rinascimentali alla robotica contemporanea, potrà tradursi in percorsi tematici dedicati alle giovani generazioni, trasformando Palazzo Te in un osservatorio stabile sulle relazioni fra paesaggio, patrimonio e scienze della vita.
FAQ
Quando si svolge la mostra Inventare la natura a Palazzo Te?
La mostra si svolge dal 26 settembre 2026 al 10 gennaio 2027 nelle sale monumentali di Palazzo Te a Mantova.
Quali artisti rinascimentali sono protagonisti dell’esposizione mantovana?
Sono protagonisti Leonardo da Vinci, Giuseppe Arcimboldo, Annibale e Agostino Carracci, Caravaggio, con opere affiancate da sculture, automi, oggetti preziosi.
Come è strutturato il percorso espositivo all’interno di Palazzo Te?
Il percorso è suddiviso in sette sezioni tematiche: Creare, Distruggere, Sorprendere, Conoscere, Riprodurre, Stupire, Animare, integrate con gli affreschi storici.
Che tipo di attività collaterali sono previste per il pubblico?
Sono previste attività educative, mediazione culturale, incontri, eventi performativi e un itinerario cittadino dedicato a natura, ambiente e patrimonio mantovano.
Quali sono le fonti utilizzate per l’elaborazione di questo articolo?
L’articolo è elaborato sulla base di una rielaborazione congiunta delle fonti ufficiali Ansa.it, Adnkronos.it, Asca.it e Agi.it.

