Principessa Catherine malata, appello della famiglia nel bosco per un compleanno di normalità
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Famiglia nel bosco, il compleanno mancato di Catherine riaccende lo scontro
Il 13 aprile, a Vasto, la 46enne Catherine Birmingham, madre della cosiddetta famiglia nel bosco, spera invano di poter trascorrere il compleanno con i suoi tre figli, ospitati in una casa famiglia.
Oltre 15 mila cittadini hanno inviato una lettera alla struttura per chiedere che alla donna fosse consentito di abbracciare i bambini almeno per questa ricorrenza.
La vicenda si inserisce nel contenzioso in corso davanti al Tribunale per i minorenni e alla Corte d’Appello de L’Aquila, chiamate a decidere sul futuro del nucleo familiare, dopo l’allontanamento della madre disposto dal 6 marzo.
Al centro del caso, che continua a dividere opinione pubblica ed esperti, c’è il bilanciamento tra tutela dei minori, diritto alla bigenitorialità e valutazione delle reali capacità genitoriali di Catherine e del compagno Nathan.
In sintesi:
- Oltre 15 mila firme chiedono che Catherine passi il compleanno con i tre figli a Vasto.
- La donna è stata allontanata dalla casa famiglia perché ritenuta ostacolo al percorso educativo.
- Il 21 aprile la Corte d’Appello de L’Aquila decide sul ricongiungimento familiare.
- I consulenti di parte giudicano urgente ripristinare il nucleo, criticando le modalità degli incontri.
Decisioni dei giudici, pareri tecnici e progetto di ricongiungimento
Il 24 febbraio, per il compleanno di Nathan, al padre era stato consentito di festeggiare con i figli nella casa famiglia di Vasto, quando Catherine era ancora ospite della struttura.
Successivamente, il Tribunale per i minorenni de L’Aquila ha ordinato l’allontanamento della donna dal 6 marzo, definendola “ostacolo al percorso educativo dei figli”.
Dopo il decreto, a Catherine è stato autorizzato un solo incontro di poche ore, durante il quale – secondo gli atti – avrebbe tentato di coinvolgere altri ospiti contro gli operatori, fatto che ha pesato sulla valutazione dei servizi sociali.
L’udienza chiave è fissata al 21 aprile, quando la Corte d’Appello dovrà pronunciarsi sul reclamo presentato dagli avvocati Marco Femminella e Danila Solinas per il ricongiungimento del nucleo.
I consulenti di parte, lo psichiatra Tonino Cantelmi e la psicologa Martina Aiello, considerano “urgente e improcrastinabile il tempestivo ripristino del nucleo familiare”, richiamando il rischio di trauma e abbandono per i minori.
Nel frattempo, Nathan ha accettato l’abitazione offerta gratuitamente dal Comune di Palmoli e si è delineato un piano di istruzione parentale personalizzato per ciascun figlio, per superare uno dei principali nodi educativi evidenziati dai servizi.
Incontri monitorati, criticità psicologiche e scenari futuri del caso
Particolare attenzione è puntata sull’incontro del 1° aprile tra Catherine Birmingham e i bambini, svolto alla presenza dell’assistente sociale, della Garante regionale per l’Infanzia, della curatrice, della tutrice, della responsabile della struttura e delle educatrici.
I consulenti Cantelmi e Aiello hanno criticato la cornice organizzativa, evidenziando la mancanza di “adeguata preparazione psicologica delle parti coinvolte” e di una “cornice tecnica di contenimento” funzionale alla tutela emotiva dei minori.
Secondo i periti, *“un incontro svoltosi in tali condizioni non può essere considerato indicativo delle competenze genitoriali”*, mettendo in discussione il valore probatorio di quanto osservato dagli operatori.
L’atteggiamento di Catherine durante la visita ha comunque portato alla cancellazione di un secondo incontro programmato, irrigidendo ulteriormente le posizioni istituzionali.
La decisione della Corte d’Appello del 21 aprile potrà fissare un precedente rilevante sul modo in cui il sistema di tutela minorile italiano valuta e gestisce famiglie “atipiche”.
Qualunque esito, ricongiungimento progressivo o conferma dell’attuale separazione, richiederà protocolli psicologici strutturati per ridurre il rischio di nuove fratture relazionali e di ulteriori traumi per i tre bambini.
FAQ
Perché Catherine è stata allontanata dalla casa famiglia di Vasto?
L’allontanamento è stato disposto perché il Tribunale per i minorenni de L’Aquila ha ritenuto Catherine un “ostacolo” al percorso educativo dei tre figli.
Quante volte Catherine ha potuto vedere i figli dopo il decreto?
Attualmente è stato autorizzato un solo incontro di poche ore, dopo l’allontanamento del 6 marzo dalla casa famiglia.
Cosa deciderà la Corte d’Appello de L’Aquila il 21 aprile?
La Corte valuterà il reclamo dei legali Femminella e Solinas, potendo confermare la separazione oppure avviare un percorso di ricongiungimento familiare.
Dove vivrebbe la famiglia nel bosco in caso di ricongiungimento?
In caso di ricongiungimento, la famiglia si trasferirebbe nella casa messa gratuitamente a disposizione dal Comune di Palmoli.
Da quali fonti è stata ricostruita la vicenda della famiglia nel bosco?
La ricostruzione deriva da una elaborazione congiunta delle fonti ufficiali Ansa.it, Adnkronos.it, Asca.it e Agi.it, rielaborate dalla nostra Redazione.

