PresaDiretta indaga in prima serata su Rai 3 tra inchieste e anticipazioni

PresaDiretta Open indaga sui safari umani e sull’effetto dei tagli
Chi: la redazione di PresaDiretta Open e PresaDiretta, guidata da Riccardo Iacona.
Che cosa: un’inchiesta sui presunti safari umani a Sarajevo e un reportage su austerità in Argentina e in Italia.
Dove: su Rai 3, in diretta dagli studi di Roma, con collegamenti dai Balcani, da Buenos Aires e da varie regioni italiane.
Quando: domenica 15 marzo 2026, dalle 20:30 in prima serata.
Perché: per chiarire responsabilità storiche sui crimini di guerra nei Balcani e misurare gli effetti sociali delle politiche di rigore su imprese, lavoro, infrastrutture e welfare, collegando gli equilibri globali alla vita quotidiana dei cittadini italiani.
In sintesi:
- Inchiesta su stranieri che avrebbero pagato per sparare ai civili durante l’assedio di Sarajevo.
- Nuove rivelazioni su Trieste come nodo logistico dei cecchini e su indagini della Procura di Milano.
- Reportage sull’Argentina di Javier Milei tra aziende chiuse, disoccupazione e mensa popolari sovraccariche.
- Focus sui tagli italiani, ritardi del PNRR e cantieri fermi tra Abruzzo, Calabria, Puglia e Toscana.
Sarajevo, Trieste e l’inchiesta italiana sui “safari umani”
La prima parte di PresaDiretta Open ricostruisce un capitolo ancora poco esplorato della guerra in Bosnia: tra il 1992 e il 1995, durante l’assedio di Sarajevo, facoltosi stranieri – anche italiani – avrebbero pagato per salire sulle postazioni dei cecchini e sparare ai civili, trasformando una città martire in un macabro teatro di “turismo di guerra”.
L’inchiesta, collegata a un fascicolo aperto dalla Procura di Milano, si fonda su nuove testimonianze e documenti. Un ex ufficiale dell’intelligence bosniaca e un diplomatico italiano dell’epoca raccontano dinamiche, nomi e rotte, compreso il presunto ruolo di Trieste come snodo per il reclutamento e lo smistamento dei tiratori. Sullo sfondo, i numeri dell’assedio: 1.425 giorni di bombardamenti e cecchinaggio, uno dei blocchi più lunghi della storia contemporanea, con migliaia di vittime civili.
In studio interviene il giornalista Ezio Gavazzeni, autore del volume in uscita I cecchini del weekend, da cui sono scattate le verifiche giudiziarie e l’individuazione dei primi indagati. Per la società bosniaca e per i sopravvissuti di Sarajevo, l’accertamento dei fatti è presentato come tappa essenziale di giustizia e memoria collettiva, oltre che banco di prova per la capacità europea di fare i conti con le proprie responsabilità nei conflitti vicini.
Shock economico argentino e fragilità italiane tra tagli e PNRR
La seconda parte, “Shock e rigore”, porta le telecamere tra Buenos Aires e la provincia di Santa Fé per misurare sul campo l’impatto delle riforme del presidente Javier Milei dopo due anni di governo. Il reportage documenta oltre 22.000 imprese chiuse, quasi 300.000 posti di lavoro persi e un crollo della produzione industriale nel 2024 vicino al 10%.
Mentre alcuni indicatori macroeconomici – inflazione e PIL – segnalano miglioramenti, il costo sociale grava su lavoratori poveri e pensionati, sempre più dipendenti da mense popolari penalizzate dai tagli. Il programma mette in relazione l’esperimento argentino con le scelte italiane di contenimento della spesa.
In Italia, i 22 miliardi di tagli dell’ultima legge di bilancio vengono letti attraverso casi concreti: un ponte crollato in Abruzzo ancora non ricostruito dopo tre anni; la statale 106 Jonica in Calabria, dove si contano 205 morti in dieci anni; una scuola prefabbricata del 1981 tuttora in uso in Puglia; le macerie dell’alluvione di Prato ancora presenti.
Il focus sul PNRR evidenzia uno scarto tra risorse e capacità di spesa: a Borgo Mezzanone, la più grande baraccopoli d’Europa, non sarebbe arrivato neppure un euro dei 54 milioni stanziati. Gli economisti intervistati avvertono che, senza PNRR, l’Italia sarebbe già in stagnazione, e che l’esaurimento dei fondi senza nuovi investimenti strutturali rischia di trasformare il rigore in declino.
Memoria dei conflitti e scelte economiche: le sfide per l’Italia
La serata di Rai 3 lega memoria storica e presente economico in un’unica chiave: la responsabilità. Sul piano internazionale, l’inchiesta sui “safari umani” di Sarajevo interroga il ruolo dell’Europa e dell’Italia nei conflitti ai propri confini.
Sul fronte interno, il confronto tra l’“urto” argentino di Javier Milei e l’austerità italiana solleva una domanda centrale: quali margini di manovra ha un Paese che taglia servizi e infrastrutture mentre fatica a spendere i fondi europei? La puntata suggerisce che la vera linea di divisione non è più solo tra rigore e spesa, ma tra capacità o meno di trasformare le risorse disponibili in diritti, opere funzionanti e coesione sociale.
FAQ
Quando va in onda PresaDiretta Open sulla Rai?
Va in onda domenica 15 marzo 2026 alle 20:30 su Rai 3, in diretta, seguito da PresaDiretta nella stessa serata.
Chi è l’autore del libro sui cecchini del weekend?
È il giornalista italiano Ezio Gavazzeni, autore di I cecchini del weekend, volume che ha contribuito all’apertura dell’indagine della Procura di Milano.
Quali sono i principali dati economici sull’Argentina di Milei?
Sono stati registrati oltre 22.000 fallimenti aziendali, quasi 300.000 posti di lavoro persi e una produzione industriale in calo di circa 10% nel 2024.
Che cosa evidenzia PresaDiretta sul PNRR in Italia?
Evidenzia forti ritardi nella spesa: a Borgo Mezzanone, ad esempio, non è ancora arrivato alcun euro dei 54 milioni previsti.
Qual è la fonte delle informazioni utilizzate in questo articolo?
Le informazioni derivano da una elaborazione congiunta di fonti ufficiali Ansa.it, Adnkronos.it, Asca.it e Agi.it, rielaborate dalla nostra Redazione.
DIRETTORE EDITORIALE
Michele Ficara Manganelli ✿
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