PostaCertificata italiana cresce oltre gli obblighi e diventa scelta strategica

Crescita delle caselle PEC e nuovo ruolo per cittadini e imprese
Le caselle di Posta Elettronica Certificata in Italia hanno superato i 19 milioni, in forte aumento rispetto ai 16,2 milioni comunicati da AgID a fine 2024. Il dato fornito da Aruba conferma una transizione: la PEC non è più usata solo per obbligo normativo, ma sempre più per scelta consapevole di cittadini, professionisti e imprese, alla ricerca di strumenti digitali semplici e giuridicamente affidabili.
Dalla raccomandata digitale alla comunicazione standard a valore legale
La PEC è nata in Italia come risposta a esigenze normative puntuali, ma si è trasformata in uno standard de facto per la comunicazione digitale a valore legale. Oggi viene utilizzata per dialogare con la Pubblica Amministrazione, tra imprese, tra professionisti e con i clienti, riducendo tempi e costi rispetto alla raccomandata cartacea. Le analisi condivise da Aruba mostrano che circa otto invii su dieci non sono più determinati da un obbligo, ma da una valutazione di convenienza operativa e di maggiore tracciabilità documentale.
Questo cambio di paradigma indica un livello più maturo di cultura digitale: la PEC viene percepita come strumento di semplificazione quotidiana, capace di certificare invio, consegna e contenuto. Per molte PMI rappresenta il primo vero passo strutturato verso la gestione digitale dei flussi documentali, integrandosi con gestionali, CRM e sistemi di fatturazione elettronica.
I fattori che alimentano la crescita: semplicità, costi e valore probatorio
Tre elementi spiegano l’accelerazione della PEC. Primo, la semplicità: l’interfaccia ricalca quella dell’e-mail tradizionale, abbassando la barriera di ingresso per utenti poco esperti. Secondo, i costi: il canone annuo di una casella, specie presso provider come Aruba, è inferiore alla spesa di poche raccomandate cartacee.
Terzo, il valore probatorio: le ricevute certificate hanno piena rilevanza giuridica, consentendo di dimostrare invio, ricezione e integrità dei messaggi. Questo aspetto è cruciale nei rapporti con PA, fornitori e clienti, dove contano tempi certi e tracciabilità. La combinazione di economicità, facilità d’uso e forza legale rende la PEC uno strumento competitivo rispetto a canali tradizionali, favorendone l’adozione spontanea anche in settori finora meno digitalizzati.
Impatto della PEC su professionisti, imprese e Pubblica Amministrazione
L’adozione massiva della PEC ha ridisegnato le modalità di comunicazione tra soggetti economici e istituzioni. Studi professionali, aziende e uffici pubblici hanno integrato la Posta Elettronica Certificata nei propri workflow, ottenendo riduzione dei tempi di risposta, maggiore trasparenza e un’archiviazione documentale più ordinata, facilmente verificabile in sede di controlli o contenziosi.
Professionisti e PMI: dalla compliance alla gestione digitale dei processi
Per studi di commercialisti, avvocati, consulenti del lavoro e piccole imprese, la PEC è diventata un hub di comunicazioni legali. Scadenze fiscali, notifiche, diffide, comunicazioni formali ai clienti passano sempre più da caselle certificate, consentendo di presidiare le prove di invio e ricezione.
Molte realtà hanno adottato sistemi di archiviazione strutturata delle PEC, integrati con gestionali e dossier cliente, per facilitare ricerche rapide e ricostruzioni cronologiche in caso di verifiche. L’uso sistematico riduce rischi di smarrimento di avvisi importanti e rende più fluido il rapporto con Agenzia delle Entrate, enti previdenziali e tribunali. La PEC, da adempimento formale, è diventata componente stabile del risk management documentale.
Pubblica Amministrazione digitale e servizi al cittadino più rapidi
Per la Pubblica Amministrazione, la diffusione della PEC ha significato processi più rapidi e tracciabili. Comuni, Regioni, enti centrali e locali notificano atti, richieste di integrazioni documentali e comunicazioni ufficiali riducendo tempi postali e costi di notifica.
Dal punto di vista del cittadino, l’uso della PEC consente di inviare istanze, autocertificazioni, domande di bandi e opposizioni senza recarsi fisicamente agli sportelli, con prova certa di presentazione entro termini perentori. Ciò favorisce l’inclusione di persone che vivono lontano dai centri urbani o hanno difficoltà a spostarsi. L’effetto complessivo è una maggiore efficienza amministrativa e un passo avanti concreto verso il principio “once only” nella gestione dei documenti pubblici.
Verso l’interoperabilità europea e la trasformazione in e-delivery qualificata
La prossima frontiera per la PEC è l’interoperabilità a livello europeo, in linea con il nuovo quadro normativo eIDAS. L’obiettivo è trasformare il modello italiano in un servizio di registered e-delivery riconosciuto in tutti gli Stati membri, garantendo lo stesso valore legale nello scambio transfrontaliero di documenti tra imprese, cittadini e Pubbliche Amministrazioni.
Il test tra Italia e Polonia e il ruolo di Aruba nell’evoluzione del sistema
Aruba, in collaborazione con Asseco Data Systems, ha completato un proof of concept che ha consentito il primo scambio certificato di documenti tra Italia e Polonia tramite e-Delivery qualificata. Il test ha dimostrato la fattibilità tecnica e regolamentare di comunicazioni transfrontaliere con piena validità legale, superando limiti nazionali.
Secondo Gabriele Sposato, Direttore Marketing di Aruba, il compito dei provider è tradurre la crescente complessità normativa in servizi accessibili, integrabili e usabili. L’esperienza maturata nel contesto italiano pone la PEC come modello di riferimento europeo, in grado di coniugare affidabilità giuridica, sicurezza informatica e semplicità di utilizzo, prerequisiti fondamentali per la futura standardizzazione continentale.
Opportunità per imprese esportatrici e professionisti transfrontalieri
L’apertura della PEC a uno standard di e-delivery riconosciuto in tutta l’Unione Europea offre vantaggi strategici a imprese esportatrici, multinazionali e studi professionali che operano oltre confine. La possibilità di inviare e ricevere comunicazioni a valore legale verso controparti straniere riducendo tempi, complessità burocratiche e costi di notifica rafforza la competitività delle aziende italiane.
Per consulenti fiscali, legali e tecnici che seguono clienti in diversi Stati membri, un canale certificato interoperabile significa avere una base probatoria comune, con standard condivisi di sicurezza e tracciabilità. In prospettiva, questa infrastruttura potrà integrarsi con identità digitali europee e firme elettroniche qualificate, abilitando processi end-to-end completamente digitali, dalla contrattualistica agli adempimenti regolatori.
FAQ
Quante caselle PEC sono attive oggi in Italia?
In Italia risultano attive oltre 19 milioni di caselle PEC, in netta crescita rispetto ai 16,2 milioni certificati da AgID a fine 2024, secondo i dati diffusi da Aruba.
Perché la PEC non è più usata solo per obbligo di legge?
La PEC viene scelta perché economica, semplice e con forte valore probatorio. Circa otto utilizzi su dieci derivano da decisioni volontarie di cittadini, professionisti e imprese, che la adottano per efficienza e tracciabilità.
Quali vantaggi offre la PEC alle piccole e medie imprese?
Le PMI usano la PEC per comunicazioni formali con clienti, fornitori e PA, riducendo costi postali, ottenendo prove certe di invio e ricezione e integrando i messaggi nei propri sistemi gestionali e documentali.
In che modo la PEC migliora i rapporti con la Pubblica Amministrazione?
La PEC consente di inviare istanze, documenti e opposizioni con valore legale senza recarsi agli sportelli, rispettando scadenze in modo tracciabile e riducendo tempi di risposta e costi per cittadini e amministrazioni.
Cosa significa rendere la PEC interoperabile a livello europeo?
Significa trasformare la PEC in un servizio di e-delivery qualificata conforme a eIDAS, capace di scambiare messaggi certificati con pieno valore legale tra soggetti situati in diversi Stati membri dell’Unione Europea.
Qual è la fonte dei dati sulla crescita della PEC in Italia?
I numeri sulla diffusione delle caselle PEC e sulle modalità di utilizzo derivano dalle analisi presentate da Aruba, uno dei principali provider nazionali, in occasione dell’evento Telefisco organizzato dal Sole 24 Ore.
DIRETTORE EDITORIALE
Michele Ficara Manganelli ✿
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