Peter Thiel e Palantir dentro Palazzo Orsini Taverna retroscena, potere e timori sull’intelligence digitale

Conferenze su Anticristo e potere: chi partecipa e cosa si discute a Roma
A Roma, nei pressi di via dei Coronari, prosegue il ciclo di conferenze private sull’Anticristo che intreccia teologia, finanza e politica.
Tra i partecipanti figurano accademici, esponenti della finanza, consiglieri politici – inclusi collaboratori del presidente della Camera Lorenzo Fontana – e pochi selezionati direttori di giornale come Daniele Capezzone.
Le riunioni, ospitate in un contesto riservato vicino ai palazzi del potere, si tengono nella settimana che precede il referendum sulla giustizia, mentre l’attività politica ufficiale è sospesa. Obiettivo: discutere, lontano dai riflettori, implicazioni politiche e sistemiche dell’idea di “Anticristo” nell’epoca dominata dalla tecnologia e dalla finanza globale.
In sintesi:
- Conferenze riservate sull’Anticristo a Roma, a ridosso dei palazzi istituzionali.
- Partecipano finanzieri, accademici, consiglieri politici e selezionati direttori di giornale.
- Presenza di figure come Italo Bocchino e Guido Maria Brera osservata dai cronisti.
- Discussione sul ruolo politico globale della Silicon Valley e di imprenditori come Thiel.
L’atmosfera è sospesa: Roma è divisa tra turisti ignari e il “pellegrinaggio” degli invitati verso Palazzo Taverna, dove si svolgono gli incontri.
Le indiscrezioni iniziali avevano chiamato in causa l’Università Pontificia Angelicum, coinvolgendo anche studenti nel novero degli “alunni” del ciclo di conferenze, ma il baricentro si è rapidamente spostato sui legami con il potere politico e finanziario.
La vicinanza logistica alla sede di Fratelli d’Italia alimenta interrogativi sull’eventuale dimensione governativa della visita di Thiel a Roma: le opposizioni chiedono trasparenza, mentre gli organizzatori impongono il silenzio agli ospiti, fatta eccezione per poche frasi sfuggite alla consegna.
Dentro il parterre: finanza, media e teologia tra Roma e Silicon Valley
La seconda giornata conferma un parterre stabile, ma più loquace. Gli invitati si muovono tra massima riservatezza e qualche battuta concessa ai cronisti radunati dietro via dei Coronari, una delle strade più suggestive e simboliche della Capitale per la sua prossimità a Parlamento, ministeri e sedi di partito.
L’arrivo di Italo Bocchino, direttore del Secolo d’Italia, ex esponente di Alleanza Nazionale e del centrodestra, genera un piccolo caso: visto entrare, viene poi rivisto in auto mentre nega ogni partecipazione – *“Io da Thiel? No, io abito qui, non ho partecipato alle conferenze, nemmeno ieri”* – disorientando le redazioni pronte a dare la notizia della sua presenza.
Alla richiesta di un giudizio su Thiel, Bocchino si limita a una frase diplomatica: *“Cosa penso di Thiel? È un ospite, non posso certo parlar male di un ospite…”*.
La scena è scandita da auto con vetri oscurati e badge di colori diversi, blu e rossi, a indicare livelli di accesso o profili differenti, senza spiegazioni ufficiali.
Rompe davvero il silenzio Guido Maria Brera, scrittore e presidente di BeWater (capogruppo di Chora Media e Will), che ridimensiona l’aura mistica dell’evento riportandolo sul terreno dell’economia politica.
La sua analisi, ispirata al pensiero di John Maynard Keynes, è netta: *“Ho sempre criticato le sinistre italiane, ma anche le destre che hanno sottovalutato la Silicon Valley. Hanno scambiato diritti sociali con beni a basso costo e non hanno capito che il mondo andava verso un eccesso di iper-liberismo, con i forti sempre più forti e i deboli sempre più deboli”*.
Le sue parole trasformano l’Anticristo da categoria teologica a metafora di un capitalismo iper-liberista dominato da piattaforme e big tech.
L’ombra lunga degli imprenditori globali sul dibattito politico italiano
Dietro la facciata discreta delle conferenze, emerge un nodo cruciale: imprenditori come Thiel non sono più solo innovatori tecnologici, ma veri “registi” di visioni politiche e sociali globali.
Il fatto che questo confronto avvenga a ridosso del referendum sulla giustizia suggerisce che, anche quando l’attività parlamentare rallenta, la costruzione del consenso e delle narrazioni ideologiche prosegue in circuiti elitari e difficilmente trasparenti.
Il mix di teologia, geopolitica digitale e finanza che attraversa queste giornate romane è destinato a incidere sul modo in cui l’Italia leggerà, nei prossimi anni, l’impatto della Silicon Valley su democrazia, diritti sociali e sovranità economica.
FAQ
Chi partecipa alle conferenze private sull’Anticristo a Roma?
Partecipano principalmente esponenti della finanza, accademici, consulenti politici, pochi direttori di giornale e alcuni studenti dell’Università Pontificia Angelicum, selezionati tramite inviti strettamente personali.
Perché la sede vicino a via dei Coronari è considerata strategica?
Lo è perché si trova a pochi minuti dai principali palazzi del potere romano, inclusa la sede di Fratelli d’Italia, facilitando incontri riservati politico-finanziari.
Qual è il ruolo della Silicon Valley nelle analisi di Guido Maria Brera?
È centrale: secondo Brera, la politica italiana ha sottovalutato la Silicon Valley, barattando diritti sociali con consumi a basso costo e favorendo l’iper-liberismo.
Perché la visita di Thiel a Roma suscita interrogativi politici?
Suscita interrogativi perché coincide con la campagna referendaria sulla giustizia e avviene vicino alle sedi dei principali partiti di governo.
Da quali fonti è stata rielaborata questa ricostruzione giornalistica?
È stata elaborata congiuntamente da notizie e lanci provenienti da Ansa.it, Adnkronos.it, Asca.it e Agi.it, rielaborati dalla nostra Redazione.
DIRETTORE EDITORIALE
Michele Ficara Manganelli ✿
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