Pensioni anticipo possibile dopo 40 anni di contributi spiegate le nuove regole per lasciare il lavoro

Pensioni anticipate: come uscire con 40 anni di contributi grazie alla NASpI
Chi ha maturato oggi una lunga carriera previdenziale può lasciare il lavoro con un anticipo reale rispetto ai requisiti ordinari. In Italia, dopo la riforma Fornero, la pensione anticipata richiede 42 anni e 10 mesi di contributi per gli uomini e 41 anni e 10 mesi per le donne. Tuttavia, recenti sentenze sui contributi figurativi di malattia, disoccupazione e in particolare NASpI stanno cambiando lo scenario. Dal 2024 in avanti, chi ha raggiunto circa 40 anni di contributi (donne) o 41 anni (uomini) può programmare l’uscita sfruttando i contributi figurativi riconosciuti durante la disoccupazione, che ora valgono non solo per il calcolo della pensione, ma anche per il diritto alla prestazione.
In sintesi:
- La pensione anticipata ordinaria non richiede età anagrafica ma lunghi contributi.
- Nuove sentenze includono malattia e NASpI nel diritto alla pensione.
- Donne con 40 anni e uomini con 41 anni possono uscire sfruttando NASpI.
- I contributi figurativi permettono fino a circa due anni di anticipo effettivo.
Requisiti attuali e novità sui contributi figurativi
La pensione anticipata ordinaria consente l’uscita dal lavoro senza limite di età, purché sia stato raggiunto il requisito contributivo: 42 anni e 10 mesi per gli uomini e 41 anni e 10 mesi per le donne.
Per anni l’interpretazione prevalente, sostenuta da INPS e patronati, richiedeva che almeno 35 anni fossero di contribuzione “effettiva”, escludendo dal conteggio utile al diritto i periodi coperti da contributi figurativi per malattia o disoccupazione.
La recente giurisprudenza ha però ribaltato questo orientamento: le sentenze hanno affermato che anche i contributi figurativi da malattia e disoccupazione concorrono pienamente non solo alla misura della pensione, ma anche al requisito di accesso. In pratica, tutti i contributi, obbligatori, volontari, da riscatto o figurativi, sono validi per raggiungere la soglia necessaria alla pensione anticipata ordinaria.
Questo passaggio tecnico ha conseguenze concrete: viene meno il vincolo rigido dei 35 anni “puliti” da figurativi, eliminando un ostacolo che in passato impediva a molti lavoratori di sfruttare periodi di NASpI come ponte per arrivare al requisito contributivo pieno.
Come usare la NASpI per anticipare l’uscita dal lavoro
Il nuovo orientamento apre uno spiraglio importante per chi ha già accumulato una lunga carriera. In particolare, una lavoratrice con 40 anni di contributi o un lavoratore con 41 anni può valutare un’uscita tramite licenziamento e successivo accesso alla NASpI.
Si consideri l’esempio di una lavoratrice che nel 2026 raggiunge 40 anni di contribuzione. In caso di licenziamento, e con quattro anni di lavoro continuativo alle spalle, può ottenere fino a 24 mesi di NASpI. Durante questo periodo percepisce l’indennità di disoccupazione e contemporaneamente maturano contributi figurativi pienamente validi ai fini del diritto alla pensione.
Da marzo 2026 a febbraio 2028 la lavoratrice resta coperta dalla NASpI; al termine avrà raggiunto circa 42 anni di contributi complessivi, quota sufficiente per l’accesso alla pensione anticipata ordinaria, salvo finestra tecnica e futuri adeguamenti all’aspettativa di vita.
Il nodo centrale è che i contributi figurativi NASpI non ostacolano più il rispetto dei 35 anni effettivi, consentendo in pratica un’uscita anticipata dal lavoro fino a circa due anni rispetto a quanto si riteneva possibile solo pochi anni fa.
Prospettive future e verifiche indispensabili per i lavoratori
Questo nuovo quadro apre margini di pianificazione previdenziale avanzata, ma richiede verifiche puntuali. Ogni lavoratore deve controllare il proprio estratto conto contributivo INPS, distinguendo tra periodi effettivi e figurativi, e simulare la data di maturazione del requisito per la pensione anticipata.
È essenziale rivolgersi a un patronato o a un consulente previdenziale esperto, per valutare l’opportunità di ricorrere alla NASpI come “ponte” verso la pensione, in particolare in caso di ristrutturazioni aziendali o accordi collettivi.
Sul piano normativo, eventuali futuri interventi di riforma potrebbero rimodulare requisiti e finestre. Proprio per questo, chi è vicino ai 40-41 anni di contribuzione dovrebbe monitorare costantemente aggiornamenti INPS e orientamenti giurisprudenziali, così da cogliere per tempo opportunità di uscita anticipata sostenibili e giuridicamente solide.
FAQ
Quanti anni servono oggi per la pensione anticipata ordinaria?
Attualmente servono 42 anni e 10 mesi di contributi per gli uomini e 41 anni e 10 mesi per le donne, indipendentemente dall’età anagrafica.
I contributi figurativi NASpI valgono per il diritto alla pensione?
Sì, le recenti sentenze riconoscono che i contributi figurativi da NASpI, malattia e disoccupazione valgono anche per il diritto alla pensione.
Posso andare in pensione anticipata con 40 anni di contributi?
Sì, è possibile per le donne con 40 anni e uomini con 41 anni, usando contributi figurativi NASpI per completare il requisito richiesto.
Come verifico quanti contributi figurativi ho maturato?
È sufficiente consultare l’estratto conto contributivo sul sito INPS con SPID, CIE o CNS e farsi assistere da un patronato.
Quali sono le fonti delle informazioni su pensioni e NASpI?
Le informazioni derivano da un’elaborazione congiunta di notizie Ansa.it, Adnkronos.it, Asca.it e Agi.it, rielaborate dalla nostra Redazione.
DIRETTORE EDITORIALE
Michele Ficara Manganelli ✿
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