Pensione anticipata prima dei 62 anni come calcolare quota e domanda
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Pensione lavori usuranti quota 97,6: cosa cambia entro il 2027
Con il messaggio INPS n. 1188 del 2 aprile 2026, l’INPS ribadisce le regole per l’accesso alla pensione anticipata per lavori usuranti con quota 97,6. L’intervento riguarda i lavoratori che intendono andare in pensione nel 2027, con requisiti anagrafici e contributivi specifici e una scadenza chiave: il 1° maggio 2026 per la domanda di certificazione del diritto. Il messaggio conferma l’assetto definito dal D.Lgs. n. 67/2011 e chiarisce modalità, requisiti e conseguenze del mancato rispetto dei termini, offrendo un quadro operativo essenziale per chi svolge o ha svolto attività particolarmente gravose.
In sintesi:
- Il messaggio INPS n. 1188/2026 conferma le regole per la pensione lavori usuranti quota 97,6.
- Per la pensione nel 2027 serve domanda di certificazione entro il 1° maggio 2026.
- Requisiti minimi: 61 anni e 7 mesi di età e 35 anni di contributi.
- Ritardi nella domanda comportano slittamenti fino a tre mesi della decorrenza pensionistica.
Requisiti anagrafici, contributivi e calcolo della quota 97,6
Per accedere alla pensione anticipata nel 2027 con il regime dei lavori usuranti, l’INPS conferma tre condizioni fondamentali. Primo: aver compiuto almeno 61 anni e 7 mesi di età entro il 31 dicembre 2027. Secondo: aver maturato almeno 35 anni di contributi entro la stessa data. Terzo: raggiungere la quota 97,6.
La quota è data dalla somma tra età anagrafica e anzianità contributiva, considerando anche le frazioni di anno. Ad esempio, 61 anni e 7 mesi di età più 36 anni di contributi consentono di superare la soglia richiesta. Tuttavia, il rispetto della quota non basta se manca uno dei due requisiti minimi: età o contributi. In tal caso, l’accesso al beneficio viene escluso, anche con una somma superiore a 97,6. Questo impianto conferma che il requisito della quota ha natura aggiuntiva e non sostitutiva dei paletti anagrafici e contributivi.
Domanda telematica, scadenze e conseguenze dei ritardi
Il messaggio INPS n. 1188/2026 dettaglia anche le modalità di presentazione della richiesta per il riconoscimento delle attività usuranti. La domanda di certificazione del diritto deve essere trasmessa esclusivamente in via telematica, tramite il portale dell’INPS, entro il 1° maggio 2026. L’accesso avviene con SPID, CIE o CNS, selezionando la sezione dedicata alle pensioni anticipate e allegando il modello AP45.
Le categorie ammesse restano quelle previste dal D.Lgs. n. 67/2011, senza ampliamenti: lavoratori notturni, addetti a catena, conducenti di veicoli pesanti adibiti a servizio pubblico, e altre mansioni definite come usuranti. È decisivo non confondere la domanda di certificazione con la vera e propria domanda di pensione, che dovrà essere presentata nel 2027, in prossimità della decorrenza, unitamente alle eventuali dimissioni. Il mancato rispetto del termine del 1° maggio non fa decadere dal diritto, ma comporta uno slittamento della decorrenza del trattamento: un mese di ritardo nella domanda equivale a un mese di ritardo nella pensione; due mesi di ritardo portano a due mesi di attesa; oltre tale soglia, il posticipo può arrivare fino a tre mesi.
Prospettive per i lavoratori usuranti verso il 2027
La conferma delle regole sulla quota 97,6 segnala la volontà di mantenere una corsia stabile per chi svolge lavori usuranti, almeno fino al 2027. In un contesto di riforme previdenziali frammentate, questo canale di pensionamento anticipato assume un valore strategico per pianificare l’uscita dal lavoro in modo consapevole. Nei prossimi mesi sarà cruciale monitorare eventuali interventi legislativi che potrebbero modificare requisiti, platea o modalità di accesso. Intanto, per i lavoratori interessati, il rispetto puntuale del termine del 1° maggio 2026 resta il passaggio decisivo per non perdere mesi preziosi di pensione e massimizzare l’efficacia di un istituto che rimane tra i pochi strumenti strutturali di flessibilità in uscita.
FAQ
Chi può richiedere la pensione lavori usuranti con quota 97,6?
Possono richiederla i lavoratori rientranti nelle categorie del D.Lgs. n. 67/2011, con almeno 61 anni e 7 mesi di età e 35 anni di contributi.
Come si calcola in pratica la quota 97,6 per l’INPS?
Si calcola sommando età anagrafica e anni di contributi, includendo frazioni di anno. Il risultato deve essere almeno pari a 97,6.
Cosa succede se non rispetto il termine del 1° maggio 2026?
Succede che non perdi il diritto, ma la decorrenza della pensione viene posticipata da uno fino a tre mesi, proporzionalmente al ritardo.
La domanda di certificazione sostituisce la domanda di pensione?
No, serve solo a certificare il diritto. La vera domanda di pensione va presentata nel 2027, seguendo la procedura ordinaria INPS.
Qual è la fonte delle informazioni su quota 97,6 e lavori usuranti?
Le informazioni derivano da una elaborazione congiunta di fonti ufficiali Ansa.it, Adnkronos.it, Asca.it e Agi.it, rielaborate dalla nostra Redazione.

