Parmelin risponde alle famiglie di Crans-Montana, promessa di trasparenza totale tra dubbi, pressioni politiche e verità attese

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Crans-Montana, Parmelin: “Le famiglie chiedono trasparenza completa”
Incontro a porte chiuse
Nel cuore di Crans-Montana, il presidente della Confederazione Guy Parmelin ha incontrato i familiari delle vittime italiane della tragedia di Capodanno, in un faccia a faccia riservato e ad alta intensità emotiva. I parenti hanno ribadito la richiesta di “trasparenza completa” su ogni fase dell’inchiesta, dai rilievi tecnici alle decisioni giudiziarie, chiedendo accesso puntuale alle informazioni e tempi certi. Al centro delle loro domande non c’è solo la ricostruzione cronologica dei fatti, ma anche la verifica delle eventuali responsabilità istituzionali e private.
Nel colloquio, Parmelin ha riconosciuto la legittimità di queste istanze, sottolineando che il percorso verso la verità sarà lungo e dovrà essere accompagnato da un sostegno costante. Le famiglie, ha spiegato, vogliono “fare esperienza della giustizia”, non limitarsi a un dossier amministrativo, ma seguire ogni passaggio delle indagini. Il presidente ha assicurato un dialogo continuo con i parenti, tramite i loro rappresentanti legali e le autorità competenti, per evitare zone d’ombra e fratture di fiducia.
Giustizia, risarcimenti e ruolo della Confederazione
La gestione dei risarcimenti e la regia delle indagini sono il nodo politico più delicato tra Italia e Svizzera. Roma chiede che la Confederazione assuma un ruolo pienamente centrale, garantendo un trattamento uniforme per tutte le vittime, a prescindere dal luogo di residenza o dalla giurisdizione competente. A oggi, però, Parmelin non ha preso un impegno formale a farsi carico dell’intera partita, limitandosi a promettere coordinamento istituzionale serrato.
Secondo il presidente, i familiari sono già seguiti da avvocati e il quadro legale sarà gestito dall’Ufficio federale di giustizia (UFG), chiamato a interpretare e applicare la Legge federale sull’aiuto alle vittime di reati (LAV). Questo implica un lavoro di armonizzazione con le competenze del canton Vallese e del Comune di Crans-Montana, oltre al coinvolgimento di più dipartimenti federali. Solo dopo le valutazioni tecniche dell’UFG il Consiglio federale definirà le prossime mosse, compreso l’eventuale ampliamento delle misure di sostegno economico e psicologico.
Separazione dei poteri e risposta alle critiche italiane
Le critiche arrivate dall’Italia sulle tempistiche e le modalità delle procedure elvetiche hanno spinto Parmelin a ribadire un punto di principio: in Svizzera la politica non può intervenire direttamente nell’operato della magistratura. Richiamando la separazione dei poteri, il presidente ha ricordato che governo e Parlamento definiscono il quadro normativo, ma non dettano la linea alle procure e ai tribunali. Questo limite istituzionale, ha spiegato, vale anche in una situazione di forte pressione mediatica e diplomatica.
Il capo dello Stato ha sottolineato come l’obiettivo resti identico per tutti gli attori coinvolti: stabilire le responsabilità e, se necessario, punire i colpevoli, garantendo alle vittime pari accesso alla giustizia. La trasparenza, nelle intenzioni dell’esecutivo, dovrà declinarsi in atti concreti: comunicazioni regolari, coordinamento tra autorità federali e cantonali, chiarezza sulle fasi dell’inchiesta. Solo così, ha lasciato intendere Parmelin, sarà possibile ricostruire la fiducia delle famiglie colpite dalla tragedia.
FAQ
D: Chi ha incontrato il presidente Guy Parmelin a Crans-Montana?
R: Ha incontrato i familiari delle vittime italiane della tragedia di Capodanno, in un colloquio riservato.
D: Qual è la principale richiesta delle famiglie alle autorità svizzere?
R: Chiedono trasparenza completa sull’inchiesta e sulle responsabilità, con accesso chiaro alle informazioni.
D: Quale ruolo avrà l’Ufficio federale di giustizia (UFG)?
R: Coordinerà gli aspetti legali, in particolare l’applicazione della Legge federale sull’aiuto alle vittime di reati (LAV).
D: L’Italia cosa chiede alla Confederazione?
R: Chiede che la Svizzera assuma la regia totale delle indagini e garantisca un trattamento uniforme per tutte le vittime.
D: La Confederazione si farà carico integralmente dei risarcimenti?
R: Al momento non è stato assunto un impegno formale; la questione sarà valutata dopo le analisi dell’UFG.
D: Come risponde Parmelin alle critiche italiane sulla giustizia elvetica?
R: Richiama la separazione dei poteri, ricordando che la politica non può interferire con l’operato della magistratura.
D: Quali istituzioni locali sono coinvolte oltre alla Confederazione?
R: Sono coinvolti il canton Vallese e il Comune di Crans-Montana, in coordinamento con gli organi federali.
D: Qual è la fonte giornalistica originale citata?
R: Le informazioni riprendono e rielaborano i contenuti diffusi dalla radiotelevisione pubblica svizzera RTS.




