Paralimpiadi chiusura a Cortina diventa simbolo di luce inclusiva oltre il buio dello sport

Paralimpiadi chiusura a Cortina diventa simbolo di luce inclusiva oltre il buio dello sport

16 Marzo 2026

Chiusura Paralimpiadi Milano Cortina 2026, l’eredità di Cortina d’Ampezzo

Chi: gli atleti dei Giochi paralimpici invernali Milano Cortina 2026, le istituzioni italiane e il Comitato Paralimpico Internazionale.
Cosa: cerimonia di chiusura allo Stadio Olimpico del ghiaccio con il messaggio simbolico *“Ciao ciao Cortina”* e passaggio di consegne alla Francia.
Dove: a Cortina d’Ampezzo, nello storico impianto dei VII Giochi invernali 1956, completamente rinnovato.

Quando: serata conclusiva delle Paralimpiadi invernali 2026.
Perché: celebrare il successo dell’edizione italiana, l’eredità in termini di accessibilità e il trasferimento del testimone alle regioni francesi che ospiteranno i Giochi del 2030.

In sintesi:

  • Lo Stadio Olimpico del ghiaccio di Cortina rinnovato saluta le Paralimpiadi con il messaggio “Ciao ciao Cortina”.
  • Giovanni Malagò e Andrew Parsons sottolineano eredità, inclusione e primato mediatico dei Giochi italiani.
  • La bandiera paralimpica passa da Milano e Cortina alle regioni francesi ospitanti del 2030.
  • Giorgia Meloni ringrazia gli atleti azzurri, ma non raggiunge Cortina per maltempo.

La cerimonia di Cortina e il passaggio di consegne alla Francia

All’interno dello Stadio Olimpico del ghiaccio di Cortina d’Ampezzo, completamente ammodernato per i Giochi, la scritta *“Ciao ciao Cortina”* ha sigillato la chiusura delle Paralimpiadi invernali Milano Cortina 2026.
Massima carica istituzionale presente è stato il presidente della Camera Lorenzo Fontana. L’inno nazionale è stato eseguito da Arisa, accompagnando l’alzabandiera del Tricolore da parte della Polizia di Stato in uniforme storica, davanti a un pubblico che ha applaudito tutte le delegazioni di atleti.

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Nel suo intervento, il presidente della Fondazione Milano Cortina 2026 Giovanni Malagò ha definito la manifestazione un faro “in un mondo di oscurità”, sottolineando che *“finiscono le gare, ma resta l’eredità”*. Ha rimarcato l’apprezzamento internazionale per il modello di Giochi “diffusi” sul territorio, destinato a essere replicato già nel 2030 in Francia.

La bandiera con i tre agitos è stata ammainata dagli Alpini, mentre risuonava l’inno paralimpico, quindi consegnata dalla vicesindaca di Milano Anna Scavuzzo e dal sindaco di Cortina Gianluca Lorenzi al presidente IPC Andrew Parsons. Quest’ultimo l’ha affidata a Renaud Muselier e Fabrice Pannekoucke, rappresentanti di Provenza-Alpi-Costa Azzurra e Alvernia-Rodano-Alpi.

Record sportivi, ringraziamenti istituzionali e l’assenza forzata di Meloni

Nel discorso conclusivo, il presidente del Comitato Paralimpico Internazionale Andrew Parsons ha evidenziato come questi Giochi abbiano celebrato la diversità quale fattore di forza collettiva. Ha definito Milano Cortina 2026 *“le Paralimpiadi più belle di sempre”*, grazie ai 611 atleti partecipanti, al numero record di donne e alla copertura mediatica senza precedenti, collegando tali risultati agli investimenti strutturali in accessibilità.

Sui social, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha scritto: *“Grazie a tutti i nostri atleti della Nazionale paralimpica per le emozioni e per i risultati straordinari che avete regalato all’Italia. Con il vostro talento, la vostra determinazione e il vostro esempio avete reso orgogliosa tutta la nazione. Grazie per aver portato in alto il tricolore”*.

Meloni era partita in serata da Roma Ciampino verso la base militare di Istrana, da cui avrebbe dovuto proseguire in elicottero fino al Curling Olympic Stadium di Cortina. Il rapido peggioramento delle condizioni meteo, però, non ha garantito standard di sicurezza adeguati per il trasferimento, imponendo il rientro del volo di Stato a Ciampino.

Una legacy di accessibilità e un modello per i futuri Giochi

La chiusura di Milano Cortina 2026 lascia in eredità infrastrutture rinnovate, in particolare lo Stadio Olimpico del ghiaccio di Cortina d’Ampezzo, e un modello organizzativo “diffuso” che ispira già l’edizione francese 2030.

L’accento posto da Andrew Parsons sugli investimenti in accessibilità indica una legacy concreta per cittadini e turisti con disabilità, oltre la dimensione sportiva. Le esperienze maturate tra Milano, Cortina e l’arco alpino italiano diventano ora riferimento operativo per future candidature olimpiche e paralimpiche, in chiave sostenibile e inclusiva.

FAQ

Dove si è svolta la cerimonia di chiusura delle Paralimpiadi 2026?

La cerimonia si è svolta allo Stadio Olimpico del ghiaccio di Cortina d’Ampezzo, impianto storico completamente rinnovato per Milano Cortina 2026.

Quanti atleti hanno partecipato alle Paralimpiadi Milano Cortina 2026?

Hanno partecipato 611 atleti, con il numero più alto di donne nella storia dei Giochi paralimpici invernali.

Perché Giorgia Meloni non ha partecipato alla cerimonia di Cortina?

La presidente del Consiglio non ha partecipato per condizioni meteo avverse, che hanno imposto il rientro del volo di Stato a Ciampino.

Chi ha ricevuto la bandiera paralimpica al termine dei Giochi 2026?

La bandiera è stata consegnata ai francesi Renaud Muselier e Fabrice Pannekoucke, rappresentanti delle regioni ospitanti del 2030.

Qual è la fonte delle informazioni sull’evento di chiusura 2026?

Le informazioni derivano da una elaborazione congiunta di notizie Ansa.it, Adnkronos.it, Asca.it e Agi.it, rielaborate dalla nostra Redazione.

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